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È online “Mi curo di te”, il canale salute di ALT

Su Youtube il canale dell'Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari

Dubbi sulle malattie da Trombosi? Nasce il primo canale a tutta salute di ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari - ONLUS per rispondere al forte bisogno di informazione espresso da un numero sempre più alto di utenti video da smartphone. Le prime 4 puntate sono dedicate alla Fibrillazione Atriale, un disturbo del ritmo del cuore che molti conoscono perché affligge oltre 1 milione di italiani, è la causa diretta di un ictus su cinque, eventi gravissimi che lasciano spesso invalidità insopportabili e dolorose, per il paziente e per la sua famiglia.

IL NOME DEL CANALE
Mi Curo di Te è il nome del canale YouTube che ALT ha scelto perché è stato pensato per comunicare con tutti, ma in particolare con i caregivers, i famigliari o coloro che si prendono cura ogni giorno di chi ha avuto una malattia come l’infarto o l’ictus o di chi soffre di malattie come l’aritmia da fibrillazione atriale che richiedono cure attente ed assidue ma soprattutto che devono essere comprese nei loro meccanismi, nei sintomi, nel sapere che fare. A dare le risposte alle domande più frequenti e più importanti sono il dott. Edoardo Gronda, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia e Ricerca di IRCCS Multimedica e la dott.ssa Lidia Rota Vender, responsabile del Centro di Prevenzione Cardiovascolare Globale di Humanitas Research Hospital e presidente di ALT - Onlus.

LA PLAYLIST
«La fibrillazione atriale: che cos’è?», «La fibrillazione atriale: quali danni provoca?», «La fibrillazione atriale: come si cura?» e «La fibrillazione atriale: i farmaci» sono i titoli delle prime quattro puntate di “Mi Curo di Te”. Con un linguaggio semplice ci spiegano i meccanismi che dalla fibrillazione atriale possono portare all’Ictus cerebrale, come riconoscerla e che fare, come somministrare i farmaci prescritti dal medico, a quali sintomi dare importanza: tutto questo dedicato non solo ai pazienti ma anche a chi di loro si occupa quotidianamente.

«In Italia, sono circa 1 milione le persone che soffrono di Fibrillazione Atriale; questa aritmia affligge una persona su 4 dopo i 55 anni, ed è la causa di circa il 20% degli ictus ischemici.
L’ictus è devastante sempre, lo sa bene chi è stato colpito, e lo sa chi gli vive accanto: ruba la vita in un caso su tre, distrugge la qualità della vita in una persona su tre, lascia una paura profonda che colpisca di nuovo nell’ultimo dei tre: ogni anno in Italia 200.000 persone sono colpite da ictus, e fa male pensare che almeno 80mila uomini e donne avrebbero potuto evitarlo.È doveroso e indispensabile investire in prevenzione, possiamo avere un ritorno sull’investimento altissimo: ed è indispensabile perché per ogni 10% di aumento dei casi di ictus cerebrale il PIL perde mezzo punto: un lusso che non ci possiamo permettere. Così come non possiamo permetterci di aspettare che il Governo o lo Stato pensi a fare le campagne di prevenzione: tocca a noi, che lo stiamo già facendo, che lo sappiamo fare e che ci sappiamo far ascoltare, con la chiarezza e l’autorevolezza guadagnata in anni di attività in prima linea. È una battaglia che possiamo vincere, ma per avere successo dobbiamo partire dalla conoscenza. La fibrillazione atriale può non essere evitabile, ma riconoscibile sì: ed evitabile è l’ictus che una fibrillazione atriale non riconosciuta potrebbe provocare - ha dichiarato il presidente di ALT, Lidia Rota Vender nel dare il via al canale “Mi curo di te”su YouTube. ALT crede profondamente a questo nuovo progetto “Mi Curo di Te!”. La nascita del canale YouTube ci permetterà di raggiungere molti, anche coloro che non usano i canali di comunicazione tradizionali, come i giornali, ma che hanno diritto di conoscere tutto ciò che ha a che fare con la salute di tutti, la loro e quella di chi vive loro accanto; e che potranno amplificare il nostro messaggio passando parola.Il linguaggio autorevole ma semplice renderà chiari concetti che ogni giorno la scienza ci fornisce, fondamentali per proteggere e curare noi stessi e chi vive accanto a noi. Noi abbiamo il privilegio di possedere informazioni e il dovere di diffonderle perché siano disponibili e accessibili per tutti: perché nessuno un giorno possa dire “io non lo sapevo”. Per questo abbiamo scelto come partner il web, per spargere informazione e aiuto concreto a chi non vuole ammalarsi o vuole aver cura di sé o di chi gli sta accanto in modo intelligente, appropriato e consapevole» - ribadisce la dott.ssa Lidia Rota Vender.

LA FIBRILLAZIONE ATRIALE: CHI COLPISCE?
La fibrillazione atriale è la forma più comune di aritmia, colpisce circa l’1,5-2% della popolazione generale mondiale, il che significa oltre 6milioni di europei. Una diffusione che, si prevede, raddoppierà nei prossimi 50 anni per il progressivo allungamento della vita della popolazione. Quando si verifica una aritmia il cuore può battere troppo rapidamente, troppo lentamente o in maniera irregolare; questo disordine può provocare un ristagno di sangue nel cuore che facilita a sua volta la formazione di coaguli che possono arrivare al cervello sotto forma di emboli e causare un ictus.

LA FIBRILLAZIONE ATRIALE: I NUMERI
Secondo l’OMS, l’ictus cerebrale è la malattia cardiovascolare più frequente dopo l’infarto: colpisce 17 milioni di persone ogni anno nel mondo, ed è la seconda causa di morte per 6.7 milioni di persone. In Europa ogni anno si stima che oltre un milione di persone muoiano per colpa di un ictus, per l’esattezza 1.074.000 ogni anno in 51 paesi europei.
Chi soffre di fibrillazione atriale e non lo sa, quindi non è curato come si deve, ha un rischio quadruplicato di ictus, purtroppo spesso molto grave e invalidante, che uccide un paziente su tre entro i primi tre mesi e rende invalido un paziente su 2. Chi è colpito soprattutto nel fiore degli anni rappresenta una grave perdita per tutti, per la sua famiglia, per la società, per sé stesso.
Dovrà essere curato, un famigliare probabilmente dovrà cambiare la propria vita per occuparsene, la famiglia dovrà fare ameno del reddito che il paziente procurava per il suo sostentamento, le cure saranno costose, lo Stato coprirà parte di costi con il denaro di tutti i cittadini … E non basterà. È facendo questi conti che l’Europa si è accorta che dimenticarsi delle malattie cardiovascolari non conviene.

«È nostro dovere diffondere consapevolezza e conoscenza, insegnare quali possono essere i sintomi da non sottovalutare e quali le soluzioni, esprimere con un linguaggio semplice e amichevole concetti complessi, parlando a tutti, giovani e meno giovani, perché la vita di un padre può essere salvata dalla conoscenza di un figlio, e non solo viceversa. Riteniamo che questo nuovo canale su YouTube possa essere di grande aiuto. Una recente indagine, GfKEurisko, ha rilevato un aumento del numero di internauti che consultano il web sulla Salute: dal 2000 al 2015, la percentuale di coloro che si collegano a internet è passata dall’11% al 68%. Sempre più spesso, chi si reca in ambulatorio ha già un bagaglio di conoscenze acquisite tramite il web e tende quindi a porsi con un atteggiamento interlocutorio, ben diverso dalla modalità passiva tipica dell’era pre-internet. Il famoso “prevenire è meglio che curare” è stato ben compreso dagli internauti attenti alla propria salute: curiosi e desiderosi di approfondire specifiche tematiche, hanno recepito anche l’importanza di quei comportamenti che possono limitare o eliminare l’insorgenza di molti disturbi. Come medici, sentiamo l’impegno di offrire all’audience informazioni appropriate sulla salute, sull’avanzamento della medicina e della ricerca scientifica, adottando un linguaggio informale e comprensibile al grande pubblico, ma in grado di divulgare contenuti rigorosi, necessari per affrontare e gestire la prevenzione e la cura di malattie che, se trascurate, possono gravemente incidere nella vita di chi ne è colpito e avere serie conseguenze nella famiglia e nel tessuto sociale.
Contiamo che l’accesso al canale Mi Curo di Te diventi un approdo familiare per tutti, scevro da timori e soggezioni, orientandoci alla gestione consapevole del nostro “patrimonio salute”» - conclude il dott. Edoardo Gronda, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia e Ricerca di IRCCS Multimedica.