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Start Up Stories

2houses.com, facilitatore di cogenitorialità

La start up, che facilita la comunicazione dei genitori separati e non solo, è nata in Belgio nel 2011 ed è approdata anche in Italia grazie all’intuizione di Alfonso Negri

di Sara Argentina

Con 3,2 matrimoni ogni mille abitanti, l’Italia è uno dei paesi dell’UE in cui ci si sposa meno, fatta eccezione per il Trentino-Alto Adige ed il Mezzogiorno che rimangono le aree dove si registrano maggiori matrimoni.
Tuttavia, se in pochi pronunciano il fatidico “sì”, è pure vero che ci si dice “addio” meno che altrove: complice probabilmente la crisi, l’incidenza di divorzi è bassa, con l’8,6% ogni 10mila abitanti (Dati Istat 2014), anche se questo dato non tiene conto delle separazioni che avvengono tra coppie non sposate (una coppia ogni dieci è composta da conviventi), più difficilmente registrabili con un sistema scientifico.
Quali che siano i dati, si intravvede un’Italia di oggi sempre meno legata all’idea tradizionale di famiglia ed ai legami «per sempre». Tuttavia, una delle maggiori difficoltà, quando finiscono un matrimonio od un rapporto di coppia, è che la comunicazione fra i genitori, la gestione della quotidianità, la condivisione dei momenti della vita dei figli si complicano per la mancanza di frequentazione e contatti costanti tra gli ex coniugi.
E allora, perché non ricorrere alla tecnologia ed al digitale che, in diversi ambiti – dal lavorativo al privato –, hanno già dimostrato di facilitare la vita in tutti i suoi aspetti e di rappresentare un valido strumento di comunicazione?
Per rispondere a questa esigenza è nato 2houses.com, il ‘facilitatore di cogenitorialità’: una start up partita in Belgio nel 2011 da un’intuizione di Gill Ruidant e giunta, successivamente, anche in Italia con un sito ed una App mobile grazie ad Alfonso Negri.
Una laurea in Legge e oltre 15 anni di esperienza nel mondo del marketing e nello sviluppo di iniziative di new business, Alfonso ha coinvolto Giuditta Pasotto, l’inventrice di Gengle.it, il più noto social network italiano per genitori single. Alfonso è anche uno dei tanti papà separati d’Italia e, forte dell’amore nei confronti della propria figlia di 3 anni, ha inteso ritrovare il dialogo con l’ex ed essere presente nell’organizzazione famigliare nonostante la rottura.
“Facendo di necessità virtù, sono venuto a conoscenza del progetto durante un viaggio di piacere in Belgio. Ho colto l’occasione per incontrare Gill Ruidant (detentore del brand nel mondo) e ho proposto il rilascio di app e sito in italiano”, spiega Negri. “Grazie a varie collaborazioni, a iniziative di co-marketing ed ai contatti personali, il progetto è sbarcato in Italia all’inizio di quest’anno. Attualmente, con le oltre 1300 famiglie italiane iscritte, contribuisce ad alimentare la forbita schiera degli oltre 70mila utenti che utilizzano la piattaforma in tutto il mondo”.
La nascita del progetto in Belgio non è casuale, in quanto la nazione risulterebbe essere ai primi posti, nel vecchio continente, assieme alla Svezia, dove i figli di separati che trascorrono tempi eguali presso papà e mamma sono il 40 ed il 30%. Ma l’ingresso di 2houses.com in Italia va di pari passo con il trend europeo in crescita delle separazioni e promette di aiutare la gestione e l’organizzazione delle famiglie con genitori separati grazie ad una serie di tool disponibili sul sito web e grazie all’app per Ios ed Android.
“Da noi la percentuale è nettamente inferiore, ma in costante crescita anche grazie ad alcune importanti pronunce del Consiglio d’Europa volte costantemente a promuovere la pari responsabilità genitoriale e la shared residence”, aggiunge Negri. “In Italia il progetto è al suo albore, ma grande riscontro sta raccogliendo nel mondo di psicologi, mediatori ed avvocati di famiglia, forte della certificata utilità estera e dei concept innovativi veicolati”.
La piattaforma è aperta esclusivamente alle persone autorizzate. I genitori possono attribuire specifiche credenziali di accesso ai loro figli, agli altri membri della famiglia ed a terzi autorizzati e dispone delle seguenti voci:

  • calendario: interattivo per condividere e gestire ogni impegno ed avere sempre tutto sotto controllo. Contiene anche un sistema per la gestione del piano di affidamento e per le richieste di cambio che possono essere inoltrate via email all’altro genitore;
  • finanze: un sistema di gestione finanziaria semplice che aiuta il rispetto degli accordi economici. E’ possibile, ad esempio, visualizzare le voci di spesa per categorie o per periodi, fotografare gli scontrini di spesa e inoltrarli all’altro coniuge. E' disponibile un'opzione per invitare l'altro genitore ad effettuare un pagamento;
  • diario: il social network della famiglia per condividere, in famiglia, ogni momento della vita dei figli, da quelli ‘istituzionali’ come i colloqui a scuola, ai ricordi di una giornata importante. I genitori possono coinvolgere in questa pagina anche altri membri della famiglia, tutori o mediatori;
  • album fotografici: archiviare e condividere le foto di famiglia in modo sicuro e protetto;
  • banca dati: in un unico posto tutte le informazioni sulla vita dei figli, dal numero del dottore alla data dell’ultimo vaccino, dalla taglia degli abiti ai recapiti dei genitori degli amici;
  • incarichi: un sistema chiaro per suddividersi ed avere sempre sott’occhio i compiti e gli incarichi di ciascun membro della famiglia, da quelli scolastici a quelli domestici, tipo “a chi tocca oggi lavare i piatti?”;
  • lista della spesa: creare online e condividere la lista delle cose da comprare, dal cibo ai vestiti al materiale per la scuola. Per dire addio ai mille biglietti sparsi ovunque.

“2houses contribuisce a migliorare la comunicazione tra genitori”, continua Alfonso Negri, “in quanto, avendo scelto entrambi di utilizzare il sistema e di alimentarlo costantemente con informazioni, immagini, spese sostenute e citazioni memorabili dei propri figli, pare ovvio come tutti e due i genitori abbiano, a priori, coscientemente deciso di non farsi la guerra e di volersi confrontare su un terreno neutro quale quello di una piattaforma digitale, con l’obiettivo comune di conoscere ed avere memoria di tutti i dettagli di vita della propria prole. Grazie all’utilizzo di 2houses, sentimenti negativi quali rabbia, amarezza ed aggressività, sovente presenti nelle ordinarie comunicazioni tra separati, non trapelano in quanto il sistema è strutturato per racchiudere in sé e per condividere, unicamente nella sfera famigliare, preziose informazioni riguardanti i figli. La funzione è molto simile a quella proposta dal Registro della bigenitorialità, introdotto recentemente in molti comuni italiani tra cui Parma, Bari, Torino con lo scopo ultimo di permettere la condivisione”.
Rispetto alla versione delle altre nazioni, quella italiana non presenta grandi differenze di sistema, fatta eccezione per la parte del blog che si occuperà di dare supporto alle partnership e di fare da cassa di risonanza locale alle problematiche legate al tema della separazione e del divorzio.
Altra differenza è il costo mensile del canone d’utilizzo: in Italia è inferiore rispetto al resto d’Europa (dopo i 14 giorni di prova gratuita, € 2,99 al mese per l’utilizzo di app e sito web, a fronte di un prezzo medio di € 5,99 al mese per le altre nazioni).
“La cifra è stata oggetto di attenta valutazione, viste le esigenze specifiche dei genitori italiani rispetto agli stranieri (soprattutto dei papà), sovente obbligati a fare i conti con budget tristemente risicati”, precisa Negri.
In quanto al futuro di 2house, pur non tradendo l’obiettivo iniziale, nelle parole del suo “padre italiano” si intravvede la vocazione di non restare uno strumento di comunicazione solo tra genitori separati. “In un sistema quotidiano super complesso, sovente la comunicazione può essere un problema anche tra i genitori non separati. Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, si riscontra una crescente adesione alla piattaforma da parte genitori regolarmente sposati ma che, per motivi legati al lavoro o per struttura familiare, non riescono ad essere presenti in famiglia e, tuttavia, non hanno alcuna intenzione di perdersi importanti passaggi di vita familiare. E’ proprio in nazioni come il Canada e negli USA che si registra un’adesione compresa tra l’8 % ed il 12% di questi genitori “impegnati”, famiglie che 2houses ama definire 2.0”.
Che il futuro della piattaforma sia questo? Si sono posti la domanda all’interno della start up e la risposta, almeno in Belgio, è arrivata dal mercato: la principale associazione delle famiglie belghe, “La Ligue des familles”, ha richiesto a 2houses di realizzare un prodotto in private label ad esclusivo utilizzo dei suoi associati che, in gran parte, sono composti da famiglie tradizionali. Il servizio si chiama “My Kids&co” ed è promosso dall’associazione come “l’applicazione familiare perfetta per TUTTE le famiglie moderne che necessitano di semplificare la comunicazione ed essere sempre organizzate in tutte le circostanze”.
2houses Italia sta cercando di attivare anche da noi questa fase, allargando il focus del progetto e presenziando a svariate iniziative di crowdfounding come #NatiPer indetto da Axa Assicurazioni o WithYou WeDo indetto da TIM.
Insomma, 2houses abilita una comunicazione positiva all’interno della famiglia mediante un calendario interattivo, un sistema di gestione finanziaria, un album fotografico, una banca dati per avere a portata di mano tutte le informazioni utili e, ancora, la lista delle cose da fare, quella della spesa ed il diario: una sorta di “social network familiare”, dunque, nel quale i genitori possono anche decidere di coinvolgere nonni, zii, amici o, dove lo ritengano necessario, un mediatore. L’obiettivo è offrire ai genitori separati - e non - la possibilità di trovare un equilibrio familiare a vantaggio di tutti, soprattutto dei figli, riducendo al minimo i conflitti e le incomprensioni nel rapporto di coppia o ex coppia.