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Ordini&Territorio

Azionariato diffuso per l’Enna Calcio

L’iniziativa è nata da un’idea dell’Ordine territoriale dei commercialisti. A sottoscrivere una quota azionaria anche il viceministro Enrico Zanetti e la campionessa olimpionica Valentina Vezzali

di Tiziana Mastrogiacomo

Fabio Montesano, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Enna, è il nuovo amministratore delegato dell’Enna Calcio dopo la trasformazione della società da ASD in cooperativa sportiva dilettantistica. Grazie ai commercialisti di Enna, la società ha messo in campo la prima forma di azionariato diffuso in ambito dilettantistico in Italia, con l’introduzione di questo strumento che permette a chiunque lo desideri di partecipare attivamente alla gestione societaria. L’investimento minimo è di 100 euro. Gli acquirenti potranno recuperare parte della somma versata attraverso la dichiarazione dei redditi in quanto una parte del versamento costituisce onere detraibile. L’Enna Calcio sarà soggetta al controllo contabile di una società di revisione nota a livello nazionale, iscritta alla Consob, che ne certificherà anche il bilancio.

L’Enna Calcio
«Il primo atto che abbiamo predisposto», afferma il presidente Montesano, «è stato l’organigramma societario, con l’obiettivo di introdurre uno strumento manageriale fondamentale nella gestione per meglio definire i ruoli di ciascun dirigente e di ogni collaboratore. Proprio perché si ereditava una gestione dove tutti facevano tutto ed alla fine vi era grande confusione di ruoli, caratteristica tipica della maggior parte delle ASD, abbiamo voluto utilizzare la forma giuridica della società cooperativa per azioni per consentire l’azionariato diffuso, con l’obiettivo di coinvolgere gli sportivi ed i cittadini amanti dello sport nella gestione della società, della squadra del cuore, l’Enna, dal passato glorioso fatto di successi e di trofei».
L’atto costitutivo della società che gestirà il progetto di azionariato diffuso, promosso dall’Ordine dei commercialisti di Enna, è stato firmato lo scorso 21 settembre nella sede provinciale del CONI, davanti al notaio Filomena Greco. «Con questo progetto», spiega Montesano, «abbiamo voluto replicare, a livello dilettantistico, quanto già fatto in campo professionistico da importanti società come il Barcellona, il Real Madrid, il Parma. Dal 21 settembre, grazie all’Enna Calcio, si è aperta nel capoluogo una nuova era sulla cultura di gestione dello sport. Infatti, con la trasformazione della società gialloverde in società cooperativa dilettantistica, gli stessi cittadini divetano partecipi della gestione attraverso una contribuzione fatta con un azionariato popolare. In Italia si tratta della prima società di calcio dilettantistico con l’azionariato diffuso».
La società è ora gestita da un consiglio di amministrazione, composto, oltre che da Fabio Montesano in qualità di amministratore delegato, anche dal presidente Enzo Grippaudo, dal vicepresidente Luigi Stompo, dal rappresentante degli azionisti Vincenzo Fasone – presidente del corso in Economia Aziendale dell’Università Kore di Enna – e da Sandra Greco, esperta in alimentazione.
«Tutto il mondo imprenditoriale locale», continua il presidente dei commercialisti, «guarda con grande interesse all’esperienza che sta portando avanti la società gialloverde, una delle poche in Italia nel campo dilettantistico sportivo. A conferma di ciò c’è stata la partecipazione alla firma dell’atto costitutivo della società anche del presidente e del vicepresidente provinciali della Confartigianato, del direttore provinciale e responsabile di Enna della Cna e della responsabile Confcommercio di Enna».
A sottoscrivere una quota azionaria, oltre al presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Gerardo Longobardi e al viceministro all’Economia Enrico Zanetti, anche la campionessa olimpionica della scherma Valentina Vezzali, che ha aderito al progetto con la speranza che possa rappresentare la base di partenza per ripetere la stessa esperienza su tutto il territorio nazionale.
«A tal fine», spiega Montesano, «l’Enna calcio costituisce un progetto pilota che la pluriolimpionica che siede in Parlamento vuole utilizzare per promuovere un disegno di legge a favore dello sport dilettantistico».
Ed a proposito di calcio, sempre a settembre, si è svolta presso la sede del CNDCEC la riunione dei responsabili degli Ordini territoriali interessati a partecipare al campionato nazionale di calcio dei commercialisti. Durante l’incontro sono state definite le modalità di svolgimento del torneo, la composizione dei gironi territoriali ed il regolamento generale per l’edizione 2016/2017. L’Enna Calcio a guida Montesano sarà un motivo in più per i commercialisti di Enna di partecipare per la prima volta al torneo. «Negli ultimi anni», commenta Montesano, «non abbiamo partecipato al campionato nazionale di calcio dei commercialisti. Tuttavia, spero che, anche grazie all’esperienza dell’Enna Calcio, il prossimo anno possa essere organizzata una squadra rappresentativa dei commercialisti iscritti all’Ordine di Enna che guardano con grande interesse agli eventi dell’associazione Commercialisti&Sport».
Nel corso degli ultimi anni, infatti, l’ASDDCEC (Associazione sportiva dilettantistica dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili che fa capo al CNDCEC) ha organizzato con successo diversi campionati sportivi nazionali per gli iscritti, come le giornate sulla neve, la maratonina di Cremona, i campionati di calcio, tennis e golf, il granfondo del commercialista, il trofeo podistico, il Triveneto sailing cup.

L’Ordine dei commercialisti
In seguito alla nuova geografia giudiziaria, gli iscritti all’ODCEC di Enna sono aumentati di circa un centinaio, visto che sono confluiti in esso anche i commercialisti di Nicosia. «La soppressione dell’Ordine di Nicosia», commenta Montesano, «avrebbe potuto creare notevoli problemi, anche e, soprattutto, in considerazione che il territorio di quell’Ordine aveva già perso, nel giro di pochi mesi, uffici importanti come il Tribunale, l’Agenzia delle Entrate e l’Ordine degli avvocati. Nonostante ciò, il passaggio degli iscritti è avvenuto nel migliore dei modi, grazie alla competenza ed alla disponibilità del presidente Andrea Maggio e di tutti i componenti del Consiglio dell’Ordine di Nicosia, che hanno facilitato il passaggio in un clima di armonia e di massima collaborazione. Per questo rivolgo a loro un sentito ringraziamento». L’operazione di accorpamento ha avuto pregi e difetti. Per quanto riguarda i primi, essi sono «chiaramente legati alle naturali economie di scala che l’accorpamento dell’Ordine di Nicosia ha consentito. Di contro, viene meno una rappresentanza autorevole dei commercialisti nel territorio e nella categoria».
Un problema deriva, invece, dalla Scuola di alta formazione dei commercialisti siciliani, che a novembre compirà un anno, ma il cui resoconto non è certo positivo. «Il bilancio è sicuramente molto negativo», confessa Montesano, «perché sostanzialmente la SAF non ha mai operato. Speriamo che, subito dopo il rinnovo dei Consigli territoriali degli Ordini siciliani, la Scuola possa iniziare la sua importante attività».

Economia&Lavoro
Secondo il 45° Report Sicilia realizzato da Diste Consulting per Fondazione Curella, sono tornati a crescere PIL ed occupazione. A contribuire è stato l’ottimo andamento dell’agricoltura e della filiera agricola, che comincia a dare risultati interessanti nel comparto del vino, dell’olio e dei formaggi. Il Jobs Act, inoltre, facilitando l’ingresso nel mercato del lavoro di giovani e adulti, ha portato ad un rilevante incremento dell’occupazione, stimato in oltre 31mila unità. «Ritengo che soltanto un forte incremento degli investimenti pubblici e privati possa creare le condizioni per l’avvio di uno sviluppo robusto e duraturo», commenta Montesano. «E, per finanziare gli investimenti, bisogna utilizzare al meglio le risorse comunitarie ed il risparmio dei privati. Questa, secondo me, è l’unica ricetta possibile che, legata ad una seria riduzione della spesa pubblica improduttiva, può portare di nuovo il Paese a crescere. Pertanto, bisogna lavorare per ridurre tutte le condizioni che ostacolano gli investimenti, quali la burocrazia, il malaffare, la carenza di credito e concentrare le disponibilità su investimenti volti ad ammodernare il Paese, come le infrastrutture civili, telematiche ed il digitale. Quanto visto sino ad ora, in termini di sviluppo e crescita, soprattutto in Sicilia, non è certamente sufficiente. Quanto, invece, va nella direzione auspicata è la legge di Stabilità approvata lo scorso ottobre».

DATI ODCEC ENNA
Iscritti all’Albo 204
di cui
34,87% donne
11,28% under 40

Iscritti al Registro del tirocinio 21