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Cultura

Balthus, un maestro francese a Roma

Tra le sale delle Scuderie del Quirinale e la splendida cornice di Villa Medici, un percorso ricco di suggestioni alla scoperta di un grande artista del Novecento

di M. Caf.

Torna a Roma con una grande retrospettiva Balthazar Klossowsi de Rola, in arte Balthus, a quindici anni della sua morte e dall'ultima mostra nella capitale.
Con quasi duecento opere in esposizione, la mostra riesce ad offrire sguardi nuovi ed approfonditi che vanno ben oltre le giovani ragazze ed i gatti demoniaci che hanno fatto conoscere Balthus anche al grande pubblico. Grande importanza è data al rapporto dell’artista con l’Italia, soprattutto al primo fondamentale viaggio (anno 1926) alla ricerca degli affreschi di Piero della Francesca e di un difficile equilibrio stilistico e pittorico che riuscirà a raggiungere, con estrema difficoltà, solo in età piuttosto avanzata. Le Scuderie del Quirinale e l'Accademia di Francia-Villa Medici le sedi di questa grande esposizione a cura di Cécile Debray, del Centre Pompidou, visibile dal 24 ottobre al 31 gennaio 2016 e che in seguito si trasferirà a Vienna - prima personale dell'artista in Austria - e sonderà le importanti influenze della cultura mitteleuropea sulla sua opera.
Le Scuderie ci conducono attraverso un percorso cronologico accompagnato da studi, disegni, illustrazioni per il romanzo "Cime Tempestose", piccoli e spesso sconosciuti paesaggi, ritratti più o meno famosi – più o meno inquietanti – fino ad arrivare alle grandi composizioni che lo hanno reso celebre - non senza qualche polemica - in tutto il mondo . Pittore intellettuale e controverso, Balthus racconta, anche attraverso i corpi di giovani modelle dalla drammaticità sottile ed indefinibile e lo sguardo enigmatico di gatti sornioni, un’adolescenza di malessere e poesia. Un’arte senza tempo eppure figlia del suo tempo; controcorrente rispetto alle più famose avanguardie eppure straordinariamente novecentesca.
La seconda parte della mostra ha come sede Villa Medici, l'accademia francese di cui Balthus fu direttore dal 1961 al 1977, nominato dall'allora ministro della Cultura André Malraux e che diventa specchio degli anni che trascorse nella Capitale. Inizia qui, nell'elegante accademia di Francia, una nuova fase della sua vita e della sua arte: diventa il sovrano schivo e spesso irraggiungibile (salvo alcuni pochi eletti, tra cui Federico Fellini), l'ossessivo restauratore, insieme alla moglie e musa Setsuko Ideta.
Poche le opere finite in esposizione (del resto nei 16 anni trascorsi a Villa Medici, completò solo 15 quadri) tra cui "La chambre turque" (1963/66), ritratto insieme della futura moglie Setsuko Ideta e del lussuoso boudoir in cima alla torre della villa; "Japonaise à la table rouge" (1967-76) e "Nu de profil" (1973-77). Finalmente visitabili anche gli appartamenti e la celebre stanza turca dell'omonimo quadro. Una sola mostra che riesce a restituirci due versioni diverse dello stesso pittore: l'accademia di Francia ci mostra la vita nell'atelier, l'importanza del disegno, l'arrivo alla fotografia, molti "dietro le quinte" ed alcune grandi composizioni alla caseina che ricordano, di nuovo, gli affreschi dei maestri del Rinascimento italiano. Le Scuderie, invece, offrono al visitatore uno sguardo più completo sulle sue opere, dalla formazione alla maturità.
Balthus ritorna a Roma e lo fa da grande maestro del Novecento, da personalità eccentrica e fiabesca, da pittore di misteri che non sembra ancora voler svelare del tutto.

Brueghel, cinque generazioni di artisti a Bologna
Brueghel, famiglia diventata nei secoli sinonimo di eccellenza nell’arte pittorica, a cavallo tra il XVI e XVII secolo comprendeva la più importante congrega di artisti fiamminghi.
La stirpe che ha meravigliato il mondo è ora in mostra a Palazzo Albergati con “Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga”, esposizione che porta a Bologna i capolavori di un’intera dinastia di eccezionale talento.
A cura di Sergio Gaddi ed Andrea Wandschneider, direttore del PaderbornStädtische Galerie in der Reithalle, la mostra ospita alcuni autentici capolavori tra cui le opere di Pieter Brughel il Vecchio - La Resurrezione (1563 ca) -, Pieter Brueghel il Giovane - Danza nuziale all?aperto (1610 ca) -, Jan Brueghel il Vecchio - Paesaggio fluviale con bagnanti (1595 - 1600). Un viaggio appassionante nell’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento alla ricerca del genio visionario di ben cinque generazioni di artisti in grado di incarnare - come mai nessuno né prima né dopo di loro - lo stile e le tendenze di oltre un secolo di Storia dell?Arte.
Con il patrocinio del Comune di Bologna, prodotta ed organizzata da Arthemisia Group, la mostra sarà visitabile nelle sale di Palazzo Albergati fino al 28 febbraio 2016.

Milano e Budapest, un incontro all’insegna dell’Arte
Il Museo di Belle Arti di Budapest (Szépm? vészeti Múzeum) conserva una raccolta di opere d’arte tra le più belle al mondo, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento.
In occasione di Expo Milano 2015, 76 opere della collezione sono esposte nelle sale di Palazzo Reale a Milano fino al 7 febbraio 2016. Tra queste, 8 disegni si alterneranno - per motivi conservativi - ad altrettante opere su carta durante il corso dell'esposizione; insieme a 4 bozzetti in bronzo, i disegni costituiscono tutti lavori preparatori di dipinti e sculture di grandi artisti del passato come Leonardo, Rembrandt, Parmigianino, Annibale Carracci, Van Gogh, Heintz e Schiele.
Un'occasione unica per ammirare un’accurata selezione di opere del più importante museo della capitale ungherese e per fare un viaggio nella storia dell'arte dal Cinquecento al Novecento. Raffaello, Tintoretto, Durer, Velasquez, Rubens, Goya, Murillo, Canaletto, Manet, Cezanne, Gauguin e tantissimi altri grandi artisti saranno presenti con opere straordinarie come la bellissima Salomè di Lukas Cranach il vecchio, Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi, le Sirene di Rodin ed i Tre pescherecci di Monet.
La mostra, promossa dal Comune di Milano - Cultura, è prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Budapest e il Museo Nazionale Ungherese, ed è curata da Stefano Zuffi.

L’Antico Egitto risplende a Bologna
Fino al 17 luglio 2016 il Museo Civico Archeologico ospita “Egitto. Splendore Millenario”.
La mostra, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è prodotta da Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Archeologico e da Arthemisia Group e curata da Paola Giovetti, responsabile del Museo, e Daniela Picchi, curatore della sezione egiziana.
Quattro millenni di storia dell’Antico Egitto attraverso più di 500 opere d’inestimabile bellezza.
La mostra Egitto, che apre al Museo Civico Archeologico di Bologna, non è solo un’esposizione di
fortissimo impatto visivo e scientifico, ma è anche un’operazione che non ha precedenti nel panorama internazionale: la collezione egiziana del Museo Nazionale di Antichità di Leiden in Olanda - una delle prime dieci al mondo - e quella di Bologna - tra le prime in Italia per numero, qualità e stato conservativo dei suoi oggetti, si uniranno integrandosi in un percorso espositivo di circa 1.700 metri quadrati di arte e storia.
Saranno 500 i reperti, databili dal Periodo Predinastico all’Epoca Romana, che dall’Olanda giungeranno al museo bolognese.
Ed assieme ai capolavori di Leiden e Bologna, la mostra ospiterà importanti prestiti del Museo Egizio di Torino e del Museo Egizio di Firenze, all’insegna di un network che vede coinvolte le principali realtà museali italiane.
Una storia plurimillenaria - quella di una civiltà unica - svelata in una grande mostra che riunisce capolavori dal mondo e che racconta di Piramidi e di Faraoni, di grandi condottieri e sacerdoti, di dei e divinità, di personaggi che fecero il passato dell’Egitto e che grazie a scoperte, archeologia e collezionismo non smette mai di incantare, rivelarsi, incuriosire, affascinare ed ammaliare generazione dopo generazione.