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Città tra le mani, vietato “non toccare”

Nasce a Lecce un progetto di fruizione multisensoriale del patrimonio artistico, rivolto a non vedenti e non solo

di Maria Cafagna

Quando pensiamo alle barriere architettoniche è facile che vengano in mente strade accidentate o fastidiose rampe di scale, che rendono alcuni luoghi letteralmente inaccessibili per persone con difficoltà motorie. Ma c’è un altro tipo di disabilità, quella visiva, che spesso rimane ai margini del dibattito perché meno manifesta. Tuttavia si stanno facendo molti progressi su questo fronte anche grazie all’utilizzo delle stampanti 3D, che permettono ai non vedenti l’utilizzo del tatto per scoprire luoghi che altrimenti sarebbero loro preclusi. È questa una delle mission di "Città tra le mani”, un progetto ideato dall’Associazione Culturale "Città tra le mani" in collaborazione con Daf (Digital Art Factory) e Fablab Lecce, che promuove la cultura e la fruizione del patrimonio culturale dei luoghi rendendoli accessibili a normodotati ed a persone con disabilità visiva.
“L’idea nasce nel 2013 da un gruppo di amici legati dalla passione per la storia e l’arte;” - racconta Valentina Giusto, diplomata in Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali e che per “Città tra le Mani” si occupa di comunicazione - “insieme a me ci sono Claudia Melissa Barbarito e Giuliano De Pascali: abbiamo messo insieme le nostre competenze per creare una realtà fatta di sinergie ed innovazione”.

Giusto, che insieme a Barbarito è una guida turistica e membro di MPI Italy (Meeting Professional International), racconta che l’intenzione iniziale era quella di mettere in piedi una startup: “Nel maggio 2014 siamo stati allo Startup Weekend Lecce, dove ci siamo confrontati con diversi professioni del settore, ottenendo ottimi feedback da numerosi speaker e relatori. In seguito, però, ci siamo allontanati dalla concezione imprenditoriale legata al mondo delle start up”.

Tra le iniziative promosse da “Città tra le mani” ci sono due tipi di percorsi multisensoriali rivolti sia a visitatori non vedenti che a chiunque voglia fare un’esperienza d’immersione totale nella scoperta dei luoghi e delle tradizioni del nostro patrimonio: il primo è un percorso “indoor”, che comprende il riconoscimento degli elementi architettonici e dei beni culturali modellati e stampati in 3D attraverso il tatto, un’esperienza olfattiva legata alla scoperta degli odori del luogo attraverso le piante e le essenze, l’ascolto di suoni caratteristici e musiche tradizionali e, infine, la degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia locale. Il secondo percorso, quello “outdoor”, consiste in una serie di visite guidate interattive e tematiche tra le vie cittadine, da svolgere rigorosamente bendati. “Questo tipo di percorso è particolarmente adatto a sessioni di team building, poiché i partecipanti interagiscono e diventano l’uno la guida dell’altro in una sorta di trenino”, spiega Valentina Giusto.

Nell’ambito del progetto “Città tra le mani” sono stati da poco portati a termine i laboratori "Piccoli esploratori sensoriali”, in collaborazione con il Gal Serre Salentine nell’ambito del Progetto di Cooperazione IDEAS, che ha coinvolto 13 comuni e 29 classi quarte di 17 scuole primarie, per un totale di 542 allievi. “I bambini hanno vissuto una giornata da esploratori "al buio" - racconta Giusto - “e hanno compreso le difficoltà relative alle disabilità visive, imparando così ad affidarsi maggiormente a tutti gli altri sensi. Hanno esplorato il patrimonio culturale, materiale ed immateriale, del territorio delle Serre Salentine, con particolare attenzione all'area Parco Punta Pizzo e Isola di S. Andrea, attraverso il solo uso di tatto, udito, olfatto e gusto”.

Tutto questo è possibile grazie alla sinergia tra il sociale e le nuove tecnologie connesse all’utilizzo delle stampanti 3D: “si sente sempre più spesso parlare di stampa 3D relativa alle riproduzioni volumetriche per renderle accessibili a chi non ha la possibilità di poterle ammirare” - spiega Giusto - “come nel caso del Museo Omero di Ancona, a cui abbiamo guardato con interesse; ma è stato solo un piccolo punto di partenza al quale abbiamo cercato di aggiungere del nostro, come l’idea di voler creare percorsi in cui si possano mettere in gioco tutti i sensi simultaneamente”.

Tra i progetti futuri di “Città tra le mani” c’è quello di un piccolo museo multisensoriale cittadino a Lecce, nel quale sia “vietato non toccare”: “questo, infatti, è ormai lo slogan dell’associazione e del progetto. Continueremo a lavorare sull’accessibilità a tutto tondo ed a modellare e stampare in 3D monumenti, inserendoli in contesti multisensoriali sempre diversi ed innovativi. Crediamo, infatti, che il punto di forza del progetto è nella combinazione simultanea dei vari sensi ma soprattutto nella possibilità di offrire a disabili visivi e normodotati la stessa esperienza turistica, promuovendo l’integrazione, l’empatia e l’accessibilità alla cultura materiale ed immateriale del territorio in modo non accademico ma esperienziale”.