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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

CNDCEC Report

CNDCEC Report

L'attività di novembre del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili

di Ufficio Stampa CNDCEC

Speciale “Equo compenso”
30 NOVEMBRE – Sull’approvazione della norma relativa all’equo compenso per i professionisti, contenuta nel decreto fiscale a cui la Camera ha dato il via libero definitivo, ha espresso il suo apprezzamento il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani.
“L’approvazione della norma relativa all’equo compenso per i professionisti è una tappa molto importante sulla via del riconoscimento del ruolo svolto dalle professioni e del rispetto dovuto al loro lavoro”. Lo ha affermato il presidente del CNDCEC, Massimo Miani, dopo il via libero definitivo della Camera al decreto fiscale che conteneva la norma sull’equo compenso. “La norma – ha continuato Miani – non rappresenta un freno alla concorrenza, come sostenuto dall’Antitrust, ma uno strumento utile a garantire una maggiore qualità delle prestazioni professionali offerte. Ora sarà importante lavorare per un ampliamento dell’ambito di applicazione, estendendolo per esempio a tutte le funzioni di interesse pubblico, tra cui rientra a pieno titolo il collegio sindacale”.
“L’auspicio – ha aggiunto il consigliere del CNDCEC delegato a Compensi ed onorari professionali, Giorgio Luchetta – è che l’introduzione dell’equo compenso possa accrescere le tutele in modo particolare per i giovani professionisti che, con un potere contrattuale oggettivamente basso, si vedono costretti ad accettare incarichi poco appetibili e con compensi spesso irrisori”.

22 NOVEMBRE – “L’abuso di dipendenza economica del professionista” è il titolo del convegno svoltosi il 22 novembre presso la sede dell’Ordine dei commercialisti di Milano. Si è trattato del terzo appuntamento promosso dal Consiglio nazionale della categoria, dopo quelli svoltisi a Roma e Napoli, per informare i commercialisti sugli strumenti innovativi di tutela previsti dal Jobs Act sul lavoro autonomo, per confrontarsi sulle questioni più significative che riguardano i compensi e promuovere alcune iniziative volte alla creazione di un contesto normativo più favorevole e all’adozione di adeguate misure di sostegno per i professionisti. Sono intervenuti il segretario del CNDCEC Achille Coppola su “Professioni intellettuali e abuso di dipendenza economica: questioni concrete e aspetti operativi” ed il consigliere nazionale delegato ai Compensi ed onorari professionali, Giorgio Luchetta, che ha parlato di “caporalato intellettuale”, illustrando casi pratici e testimonianze di abusi di dipendenza economica subiti da commercialisti.

15 NOVEMBRE – “Il Consiglio nazionale dei commercialisti, da sempre in prima linea nella battaglia per l’introduzione dell’equo compenso, non può che rallegrarsi per la sua estensione a tutti i rapporti di lavoro autonomo votata dalla Commissione Bilancio del Senato, attraverso una riformulazione dell’emendamento al decreto fiscale che lo prevedeva inizialmente per i soli avvocati”. Lo ha affermato in una nota il presidente nazionale della categoria, Massimo Miani, secondo il quale “la norma costituisce un ineludibile corollario di quella sul divieto di abuso di dipendenza economica previsto nel Jobs act degli autonomi e rafforza le tutele a garanzia dei colleghi, soprattutto di quelli contrattualmente più deboli. Altrettanto positivamente va valutata la previsione in virtù della quale viene attribuito alla PA il ruolo di “garante” dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti a tutela dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività”.

13 NOVEMBRE – “Il Consiglio nazionale dei commercialisti è da sempre in prima linea nella battaglia per l’introduzione dell’equo compenso per tutte le professioni italiane. Siamo favorevoli anche alla norma che lo prevede al momento per i soli avvocati. Se passasse sarebbe più facile estenderla anche a tutti gli altri soggetti ordinistici, svolgendo un ruolo di apripista”. È quanto dichiarato dal consigliere nazionale delegato a Compensi e alla deontologia dei commercialisti, Giorgio Luchetta, a margine del convegno svoltosi il 13 novembre presso la sede dell’ODCEC di Roma.
“Tutte le norme sull’equo compenso – ha aggiunto il segretario del Consiglio nazionale Achille Coppola – sono ovviamente le benvenute, la conditio sine qua non per ogni discorso relativo alle garanzie minime per i professionisti. Ma da sole potrebbero non bastare a garantire una immediata e reale tutela per i nostri colleghi che non hanno la forza contrattuale per farle rispettare. È matura una riflessione sull’estensione delle sanzioni penali già previste dall’ordinamento per altre fattispecie anche a fenomeni inerenti lo sfruttamento di lavoratori autonomi e professionisti. La norma sul divieto di abuso di dipendenza economica presente del Jobs act degli autonomi è, da questo punto di vista, un buon punto di partenza”.

Società partecipate
È stato costituito presso il Consiglio nazionale dei commercialisti il gruppo di lavoro in materia di valutazione del rischio di crisi aziendale delle società a controllo pubblico. Tra i componenti del gruppo di lavoro ci sono il Presidente della Corte di Appello di Roma, Luciano Panzani, il coordinatore dei lavori per il Testo unico delle società a partecipazione pubblica, Harald Bonura e il presidente di IREN spa, il commercialista Paolo Peveraro.
“Il gruppo di lavoro – spiegano il vicepresidente nazionale, Davide Di Russo, e il consigliere nazionale Remigio Sequi, titolari della delega per gli enti locali – si propone di elaborare un format, vista l’assenza di specifiche indicazioni normative sul punto, per la predisposizione dei programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale che, in base all’art. 6 del d.lgs. 175/2016, gli amministratori delle società a controllo pubblico devono presentare annualmente all’assemblea in occasione della relazione sul governo societario”.

Enti locali
Il CNDCEC, in collaborazione con Ancrel, ha reso disponibile il format del parere dell'organo di revisione degli enti locali sulla proposta di bilancio di previsione 2018-2020.
Il documento, aggiornato in base alle ultime disposizioni di legge, si compone di un testo word - con traccia della relazione dell'organo di revisione - e delle tabelle in formato excel per l'inserimento di dati e note con riferimenti normativi e di prassi. “Lo schema – precisano il vicepresidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Davide Di Russo, e il consigliere nazionale Remigio Sequi, entrambi delegati agli enti locali – non è vincolante, ma si pone come valido supporto pratico all’attività di verifica e controllo, in grado di semplificare l’elaborazione della relazione da parte dell'organo di revisione”.

Microcredito
Diffusione dello strumento del microcredito per la lotta alla povertà e all’esclusione finanziaria. È il fine del Protocollo d’intesa tra Consiglio nazionale dei commercialisti e Ente nazionale microcredito è stato sottoscritto il 29 novembre presso la Camera dei deputati tra il presidente del Cndcec, Massimo Miani, e quello dell’ENM, Mario Baccini, per promuovere la microfinanza come strumento di welfare sostenibile e di inclusione finanziaria. Secondo il presidente Miani, accompagnato dal consigliere nazionale Giuseppe Tedesco, si tratta di "un tema molto importante per il Paese, che non è ancora del tutto fuori dalla lunga crisi economica che lo ha colpito ormai dieci anni fa. Le competenze professionali dei commercialisti li rendono soggetti centrali sia nella fase di concessione del credito, sia in quella successiva di monitoraggio e tutoraggio" e, oltre che "attività dalle importanti ricadute sociali, questo può essere un nuovo, importante filone di attività professionale, specie per i nostri giovani colleghi.

Organismo di vigilanza
L’efficacia dei modelli 231 e l’effettiva valenza delle funzioni protettive ad essi assegnate, l’ottimizzazione dei controlli dell’organismo di vigilanza, la razionalizzazione dei reati presupposto, la previsione di incentivi per diffonderne l’adozione. Sono alcuni dei temi di cui si è discusso nella prima riunione, svoltasi oggi a Roma, del gruppo di lavoro “Organismo di vigilanza 231-ODV”, istituito dal Consiglio nazionale dei commercialisti per la disamina delle principali criticità della normativa di cui al d.lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Del Gruppo di lavoro fanno parte, oltre parte oltre ai consiglieri nazionali dei commercialisti Massimo Scotton e Lorenzo Sirch (delegati all’area societaria), Raffaele Marcello (delegato ai sistemi di amministrazione e controllo, anche esponenti di ABI, Confindustria e Consiglio Nazionale Forense.
Obiettivo del gruppo è quello di sfruttare al massimo le sinergie interdisciplinari per fornire indicazioni e linee guida alle imprese, incluse quelle di minori dimensioni, nonché per una possibile proposta di revisione organica della normativa.

Economisti e Giuristi Insieme
“Economisti e giuristi insieme” è il nome della associazione che sancisce l’alleanza strategica tra avvocati, commercialisti e notai. Un’intesa che punta a rafforzare l’azione coordinata tra le professioni giuridico-economiche che a breve individueranno un pacchetto di temi comuni su cui elaborare proposte da sottoporre alla politica in vista dell’ormai prossima tornata elettorale.
L’annuncio della nascita della nuova associazione è stato dato dai presidenti dei tre Consigli nazionali coinvolti nell’operazione Andrea Mascherin (avvocati), Massimo Miani (commercialisti) e Salvatore Lombardo (notai) nel corso di un convegno tenutosi nei giorni scorsa a Verona. Poche settimane fa, invece, avvocati e commercialisti erano usciti dal Cup (Comitato unitario delle professioni). Per i Consigli nazionali delle due categorie, la rappresentanza ordinistica coniugata in modo generale ha fatto il suo tempo. “L’azione di un’alleanza tra comparti professionali omogenei – afferma Miani spiegando le ragioni all’origine della nascita di “Economisti e giuristi insieme” – può risultare molto più proficua e efficace rispetto a quella portata avanti da una sigla come il Cup, la cui ambizione di tenere insieme mondi diversi, portatori di istanze spesso non conciliabili, appare ormai poco convincente”.

Protocollo CNDCEC-Confindustria
Il direttore generale di Confindustria Marcella Panucci ed il presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili (CNDCEC) Massimo Miani, hanno firmato un Protocollo d’intesa che dà il via ad un rapporto di collaborazione per promuovere iniziative di approfondimento nelle materie economiche, giuridiche, fiscali, aziendali, finanziarie e del lavoro attraverso ricerche, seminari, scambi culturali, forum, convegni e pubblicazioni.
Il Protocollo, inoltre, sarà l’occasione per l’avvio di tavoli di confronto in merito a singole iniziative in discussione nelle diverse sedi istituzionali sulle quali si registri un comune interesse tra le due parti e nel caso in cui si evidenzi l’opportunità di un approfondimento teso a chiarire il rispettivo punto di vista sulle tematiche oggetto di discussione.
Per le iniziative comuni di formazione scientifica, realizzate anche attraverso la Fondazione nazionale dei commercialisti (FNC), il CNDCEC riconoscerà agli iscritti all’Albo dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili i crediti necessari ai fini dell’adempimento degli obblighi di formazione professionale continua.

Split payment
Anche gli ordini professionali vanno inclusi nella categoria delle pubbliche amministrazioni destinatarie dell’obbligo di fatturazione elettronica, nei cui confronti trova applicazione lo split payment, ossia il meccanismo di scissione del pagamento dell’IVA.
Con la nota informativa n. 59/2017, il CNDCEC ha messo in evidenza alcuni importanti aspetti relativi all’applicazione del meccanismo dello split payment. Il CNDCEC ha sottolineato che il meccanismo dello split payment trova applicazione anche nei confronti degli ordini professionali, in quanto gli stessi vanno annoverati nella categoria delle pubbliche amministrazioni destinatarie dell’obbligo di fatturazione elettronica.
Diversi i chiarimenti forniti anche in ordine alle modalità di versamento dell’IVA da parte degli Ordini destinatari delle fatture.

Terzo settore
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato la Circolare “Riforma del Terzo settore: elementi professionali” che rientra in un più ampio progetto per mezzo del quale la categoria intende fornire agli iscritti all’albo e agli operatori elementi interpretativi e operativi autorevoli con cui poter approcciare gli aspetti più significativi della Riforma.
“I commercialisti - afferma il presidente del Consiglio nazionale, Massimo Miani - sono sempre stati particolarmente attenti alla Riforma, consci anche del fatto che le organizzazioni non lucrative, per poter perseguire le proprie finalità ideali fruendo anche di condizioni agevolative, devono essere in grado di disporre di una disciplina chiara e coerente con l’attività svolta. La nostra professione, infatti, è storicamente coinvolta a vario titolo nella gestione degli enti che appartengono al Terzo settore, la cui amministrazione spesso richiede un sapere tecnico specialistico.
Stante l’ampiezza della materia trattata – afferma il Consigliere delegato al no profit, Maurizio Postal - sono già sorte problematiche operative da risolvere anche con riferimento al periodo transitorio. Per tale motivo la Circolare affronta in modo tecnico anche la fase del passaggio alle nuove previsioni, cercando di dare una risposta agli interrogativi posti da parte dei colleghi.

Commercialista del lavoro
“Le misure sul lavoro contenute nella legge di Bilancio potevano essere più coraggiose. Per come sono state concepite rischiano di produrre risultati modesti sul fronte dell’occupazione”. Lo ha affermato a Roma, nel corso del IV convegno nazionale "Commercialista del lavoro”, il tesoriere nazionale della categoria e delegato alla materia, Roberto Cunsolo. Pur apprezzando l’introduzione di misure strutturali nella manovra, i commercialisti giudicano comunque insufficienti le norme sugli incentivi. “Sull’occupazione giovanile, i requisiti soggettivi previsti dal comma 2 dell’art. 16 - ha affermato Cunsolo - interessano una platea troppo ristretta di soggetti. Per ampliarla, crediamo sarebbe utile eliminare il requisito della “mancata occupazione a tempo indeterminato presso il medesimo o altro datore di lavoro”, introducendo quello della “non occupazione negli ultimi 6 mesi”. La categoria chiede anche che l’innalzamento dell’età a 35 anni per gli aventi diritto all’esonero contributivo “sia a regime e non solo per il 2018, dal momento che l’ingresso nel mondo del lavoro avviene mediamente proprio dopo i trent’anni”.

Carta identità elettronica
Si è svolta a Roma il 9 novembre, presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, l’audizione del Consiglio nazionale dei commercialisti sulla proposta di legge recante “disposizioni concernenti l’impiego della carta di identità elettronica nell’adempimento degli obblighi di identificazione previsti dalla normativa per il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose” a cui ha partecipato il consigliere nazionale delegato a Innovazione e organizzazione degli studi professionali, Maurizio Grosso, che ha presentato un documento con osservazioni e proposte del CNDCEC.
Secondo i commercialisti, la carta di identità elettronica (CIE) come documento preferenziale per l’identificazione ai fini della normativa antiriciclaggio aggiunge un onere in più senza apportare particolari benefici.
“I commercialisti – ha affermato il consigliere Grosso – condividono la digitalizzazione del Paese, ma questa norma non va nella direzione auspicata perché aggiunge un onere in più per chi sceglie autonomamente di adeguarsi dato che non c’è un obbligo effettivo e neppure una sanzione. Una tecnica legislativa che non condividiamo e che secondo noi non riduce i rischi di riciclaggio”.

IFAC
Il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Bari, Elbano De Nuccio, è stato nominato membro nel Board dell’IFAC (International Federation of Accountants) dove resterà in carica fino al 31 dicembre 2020.
“I commercialisti italiani – spiega il presidente del CNDCEC, Massimo Miani – erano assenti dal Board dell’IFAC dal 2010. Questa nomina è frutto di lavoro di squadra del Consiglio unito alle competenze tecniche del collega De Nuccio. La presenza del Consiglio nazionale nel tessuto delle relazioni internazionali e, in particolare, nelle sedi che più interessano la professione economico-giuridico contabile risponde a diverse esigenze. Essere attivamente presenti al tavolo delle decisioni ci permetterà di intercettare le norme durante la loro formazione e questo ci consentirà di rappresentare gli interessi e le peculiarità della nostra categoria. La normazione segue un percorso articolato prima di giungere all’approvazione finale e dunque al conseguimento dell’efficacia vincolante e noi dobbiamo essere parte attiva sin dalla sua genesi”.

Osservatorio bilanci SRL
Economia in ripresa trainata dalle SRL che crescono sia in termini di fatturato (+3,3%) che di addetti (+3,7%), oltre al valore aggiunto (+5,3%). A dirlo è la Fondazione Nazionale dei Commercialisti che ha pubblicato il documento “Osservatorio sui bilanci delle SRL. Anni 2014-2016”.
L’analisi, sulla base della banca dati Aida di Bereau van Dick, riguarda quasi 332mila Srl per le quali sono disponibili i bilanci degli ultimi 3 anni (2014-2016) rispetto ad un totale di quasi 820mila società. In Italia, queste aziende in Italia hanno un peso significativo: occupano poco meno di 5 milioni di addetti (con una media di 6 per impresa) e realizzano ricavi per 1.090 miliardi di euro con un valore della produzione totale di 1.131 miliardi e un valore aggiunto di 251 miliardi di euro.
Secondo Massimo Miani, presidente CNDCEC e FNC, “le Srl rappresentano uno straordinario patrimonio di imprenditorialità italiana molto spesso composto da realtà aziendali dinamiche e flessibili. Oggi, i loro dati di bilancio, ci dicono che questo segmento si sta rafforzando e sta beneficiando della ripresa economica in atto. In qualità di commercialisti chiediamo al governo di mantenere l’impegno all’attuazione di politiche e misure pro crescita a favore soprattutto delle piccole e medie imprese che, per recuperare più rapidamente i livelli precrisi, hanno bisogno di stimoli ed agevolazioni consistenti”.

Elenco delegati operazioni di vendita
In vista dell'approssimarsi della scadenza del triennio 1° gennaio 2015-31 dicembre 2017, i Consigli degli Ordini territoriali dei commercialisti dovranno acquisire le disponibilità degli iscritti per l’aggiornamento degli elenchi dei professionisti delegati alle operazioni di vendita seguendo le modalità finora conosciute, almeno in assenza di disposizioni di maggiore dettaglio da parte del Ministero della Giustizia.
Lo ha comunicato il CNDCEC attraverso l’informativa n. 57/2017 dal momento che non è stato ancora emanato il decreto previsto dall’art. 179 ter disp. att. c.p.c. che dovrà individuare il percorso formativo e l’aggiornamento periodico per i professionisti richiedenti l’iscrizione nell’elenco.