Press

Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

CNDCEC Report

CNDCEC Report

L'attività di aprile del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili

di Ufficio Stampa CNDCEC

Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR)
Il Regolamento generale UE sulla protezione dei dati (GDPR), che avrà piena applicazione dal prossimo 25 maggio, modifica il modo in cui professionisti e aziende trattano le informazioni delle persone fisiche. Il commercialista, che nello svolgimento della propria attività professionale effettua trattamenti di dati personali, deve effettuare un’autovalutazione per poi rendicontare compiutamente il proprio operato, nel rispetto del principio della responsabilizzazione (“accountability”).
A tale fine, il Consiglio nazionale dei commercialisti, attraverso il gruppo di lavoro “Privacy”, ha pubblicato un documento sulla novità normativa, evidenziando alcune fattispecie di particolare interesse per la professione. L’introduzione al documento è del vicepresidente del CNDCEC Davide Di Russo.
Il documento contiene anche una checklist da fornire ai commercialisti per una prima autovalutazione del livello di adeguamento degli studi professionali alla nuova disciplina.

Corso e-learning revisione legale
Il Consiglio nazionale dei commercialisti renderà disponibile a breve il corso e-learning avanzato in materia di revisione legale dei conti utile per l’assolvimento dell’obbligo formativo del D.Lgs. 39/2010 (art. 5) per l’anno in corso.
Il corso (informativa 36/2018) propone un programma completamente rinnovato rispetto al 2017, anche in considerazione del nuovo programma annuale di formazione 2018 adottato dal MEF. Ulteriore novità rispetto alle materie oggetto del corso sarà la metodologia di revisione applicabile dal collegio sindacale nelle imprese di minori dimensioni, sviluppata di recente dallo stesso Consiglio nazionale.
Il corso verrà offerto gratuitamente non solo agli iscritti all’Albo dei commercialisti, ma anche agli altri soggetti iscritti nel Registro dei revisori legali e consentirà di acquisire la totalità dei 20 crediti formativi richiesti per il 2018 in quanto sarà articolato in 20 ore ed avrà per oggetto le materie caratterizzanti della revisione legale.

Informativa Funzione Giudiziarie
Il Consiglio e la Fondazione nazionale dei commercialisti hanno pubblicato il terzo numero dell’informativa periodica “Funzioni giudiziarie”, presentata dai consiglieri nazionali delegati alla materia Valeria Giancola e Giuseppe Tedesco.
Questo numero verte sulla ricognizione dell’attività istituzionale svolta dal CNDCEC e sulle tematiche di maggiore interesse e attualità nel settore.
Nella sezione “Attività del CNDCEC” particolare attenzione è stata accordata alle iniziative avviate nelle materie dell’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie e dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento di cui alla legge n. 3/2012, con specifico riferimento alla costituzione di due Osservatori permanenti e all’inaugurazione della prima edizione del corso nazionale di perfezionamento per amministratori giudiziari.

Fiscalità delle imprese OIC adopter
È arrivata la terza versione del documento “La fiscalità delle imprese OIC adopter”, redatto da Consiglio e Fondazione nazionale dei commercialisti, Area Fiscalità dei consiglieri delegati Gilberto Gelosa e Maurizio Postal.
Le due precedenti versioni erano state emanate il 7 agosto e il 30 ottobre del 2017. Per facilitare la lettura, le parti inserite o aggiornate in quest’ultima edizione sono segnalate dallo sfondo azzurro.
Nel nuovo documento, dopo una sintesi delle novità preminenti in ambito civilistico, sono approfondite le casistiche che possono manifestarsi con maggiore frequenza in sede di passaggio alle nuove disposizioni e che hanno riflessi nella determinazione delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Portale delle vendite
Fornire indicazioni utili al professionista ausiliario del giudice, in qualità di delegato alla vendita o custode. È lo scopo del documento “Portale delle vendite pubbliche e vendite telematiche: prime indicazioni” che raccoglie le indicazioni fornite dai gruppi di lavoro e dalle commissioni di studio del Consiglio nazionale dei commercialisti, nonché dalla sua Fondazione, che hanno analizzato le nuove norme a partire dal 2015.
Nel documento si analizzano principalmente gli aspetti relativi al funzionamento e alla operatività del portale delle vendite pubbliche e alla gestione del procedimento di vendita attraverso l’utilizzo delle modalità telematiche. Tra gli argomenti affrontati: l’inquadramento normativo, il regime di effettiva applicazione temporale delle norme relative al portale e alle vendite telematiche. Conclude il documento un focus sulle criticità relative alle vendite dei beni mobili e immobili con modalità telematiche nei casi previsti dal codice di procedura civile, ai sensi dell’art.161-ter.

Ricerca sul 5 per mille
L’89% del 5 per mille va al Centro Nord, al Sud il rimanente 11%. In particolare, Lombardia e Lazio insieme assorbono il 56,3% del totale.
Il dato emerge da uno studio della Fondazione nazionale dei commercialisti che ha analizzato le scelte dei contribuenti nella dichiarazione dei redditi 2016. Sono 54.996 gli enti del terzo settore e i Comuni destinatari di una quota del 5 per mille 2016 per un ammontare complessivo di quasi 500 milioni di euro (491.636.307 euro).
“La continua crescita del numero di enti che beneficia del 5 per mille – afferma Massimo Miani, presidente CNDCEC e FNC – testimonia l’importanza di efficientare il sistema e dare maggiore fiducia ai contribuenti attraverso un miglioramento della rendicontazione economico-finanziaria delle attività degli enti. Come commercialisti siamo impegnati in prima linea ogni giorno affiancando gli enti nella consulenza economico-contabile e fiscale. Ora, grazie alla riforma del Terzo Settore, il nostro ruolo sarà ancora più importante e il 5 per mille potrà essere ulteriormente rafforzato”.

Terzo Settore
“La riforma del Terzo settore costituisce un passaggio culturale fondamentale per il movimento no profit in Italia. L’iter normativo è in buona parte completo. Alcuni delicati passaggi devono però ancora essere definiti e le decisioni rettificative e di completamento della riforma contribuiranno a determinare per molti aspetti il giudizio sulla riforma stessa”. È la posizione del consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla materia, Maurizio Postal, emersa nel corso del convegno “La riforma del Terzo Settore: stato di attuazione e tematiche professionali”, svoltosi il 12 aprile a Roma.
I commercialisti hanno deciso di dedicare diversi documenti monotematici di approfondimento ai principali contenuti della riforma. Il primo tema approfondito riguarda la disciplina transitoria che interessa i decreti legislativi 112 e 117, entrati in vigore rispettivamente il 20 luglio e il 3 agosto 2017, che contengono disposizioni con diversa efficacia temporale le quali hanno suscitato incertezze operative negli esperti del settore.
Approfondimento 1
Approfondimento 2

Revisione legale
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato la versione definitiva del documento “Approccio metodologico alla revisione legale affidata al Collegio sindacale nelle imprese di minori dimensioni” a cura del gruppo di lavoro “Sfida Qualità” dei consiglieri delegati Raffaele Marcello e Antonio Borrelli.
Il testo, che era stato posto in pubblica consultazione all’inizio dell’anno, è rappresentato da un PDF interattivo con collegamenti alle carte di lavoro in formato Word ed Excel. Il volume propone una metodologia comune di riferimento applicabile dai professionisti, accompagnando le varie fasi dell’attività di controllo dei bilanci e contraddistinguendosi per la semplicità della trattazione, il riferimento continuo alla realtà operativa, la ricchezza di casi pratici, esempi, applicazioni.

Protocollo CNDCEC-RINA
Un Protocollo d’intesa tra il Consiglio nazionale dei commercialisti e RINA – un partner certificativo che offre servizi altamente qualificati nel settore della verifica di conformità e, in particolare, nel campo della certificazione dei sistemi di gestione di qualità, dell’ambiente, della sicurezza e della responsabilità sociale – è stato firmato dal presidente del CNDCEC, Massimo Miani, e dall’Executive Vice President per la Certificazione di RINA, Emanuele Castagno.
“In base al nostro ordinamento professionale – ha affermato Massimo Miani – sono oggetto della professione di commercialista e di esperto contabile sia la redazione e l’asseverazione delle informative ambientali, sociali e di sostenibilità delle imprese e degli enti pubblici e privati, sia la certificazione degli investimenti ambientali. Per questo motivo, il Protocollo potrebbe rappresentare un ulteriore sbocco professionale per i commercialisti nel campo del Corporate Responsability Reporting”.

Piattaforma attività formative e-learning
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha comunicato (informativa 34/2018) agli Ordini territoriali che pubblicherà a breve l’elenco delle piattaforme informatiche ritenute idonee all’erogazione delle attività formative in modalità e-learning, istituito ai sensi del Regolamento sulla formazione professionale continua.
Le piattaforme, salvo i casi in cui i test abbiano valore di verifica dell’apprendimento, dovranno consentire la ripetibilità dell’attività formativa e dei test a chi non raggiunga la soglia minima di risposte esatte così da permettergli l’aggiornamento e l’acquisizione dei crediti formativi riconosciuti per la fruizione dell’attività formativa a distanza.
Gli Ordini territoriali che realizzano attività formative a distanza dovranno compilare un modulo allegato all’informativa affinché le piattaforme da essi utilizzate siano valutate ai fini dell’inserimento nel suddetto elenco.

Ricerca “Incapienti”
Sono oltre 7,73 i milioni di contribuenti italiani “incapienti” per i quali l’IRPEF dovuta si azzera per effetto delle detrazioni. Di questi sono più di 3,12 milioni quelli che non riescono a sfruttare in tutto o in parte le detrazioni per carichi di famiglia.
Sono i dati che emergono da un’elaborazione effettuata dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti sui dati del Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2016-2017,.
“Anche quest’anno – osserva Massimo Miani, Presidente del CNDCEC – la campagna della dichiarazione dei redditi, avviata con la messa a disposizione dei dati per la “precompilata”, vede nuove detrazioni per oneri e spese che si affiancano alle numerose già esistenti, ma quello degli “incapienti” rimane un nodo non affrontato. Il vero tema è quello dei carichi familiari: per questo tipo di situazione l’incapienza non appare né logica, né ragionevole e forse sarebbe opportuno concentrare e rafforzare l’aiuto al “fattore famiglia” sul versante dei trasferimenti, come per il meccanismo degli assegni al nucleo familiare, piuttosto che su quello delle detrazioni d’imposta”.

Economia e fiscalità del lavoro
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato sul proprio sito un aggiornamento relativo agli Atti del seminario di approfondimento professionale in materia di diritto del lavoro (edizione 2017-2018).
Il materiale pubblicato rientra nell’area di delega “Economia e Fiscalità del lavoro” del tesoriere del CNDCEC, Roberto Cunsolo.

Fatturazione elettronica
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha realizzato il documento “I servizi contabili nell’era della digitalizzazione: il passaggio dalla contabilità analogica alla contabilità digitale e le opportunità per il commercialista” per definire un preciso modello evoluto digitale per la trasformazione dello studio, che possa diventare un punto di riferimento per gli iscritti. Il modello prevede una gestione diretta da parte dello studio del processo di emissione, contabilizzazione e conservazione della fattura elettronica, in un sistema nel quale cliente e studio interagiscono telematicamente, condividendo lo spazio digitale entro il quale si svolge il processo di fatturazione.
“La nostra categoria - commenta il presidente CNDCEC Massimo Miani - deve rapidamente attrezzarsi affinché la fatturazione elettronica possa trasformarsi da potenziale rischio di perdita di clientela in possibile opportunità di crescita. Con questo documento proviamo a dare indicazioni precise ai nostri colleghi per affrontare consapevolmente questo passaggio”
“L’attività nei confronti della clientela tenuta alla contabilità semplificata - spiega il consigliere delegato all’Organizzazione degli studi professionali, Maurizio Grosso - rappresenta una possibile area di rischio per la professione, dal momento che copre una rilevante quota di mercato nell’ambito dei servizi contabili e fiscali ed è probabilmente più esposta alla concorrenza. Il nostro documento è nato proprio con l’intento di interpretare le esigenze dei piccoli studi con clientela con contabilità semplificata. È a questa ampia fetta di colleghi che proviamo a dare risposte, facendo uno sforzo di previsione degli scenari futuri ipotizzabili”.

Formazione professionale continua
Il nuovo Regolamento per la formazione professionale continua dei commercialisti, approvato dal CNDCEC e pubblicato sul bollettino del Ministero della Giustizia il 31 gennaio 2018, disciplina l’equipollenza tra la formazione dei commercialisti e quella iniziale e biennale dei gestori della crisi da sovraindebitamento.
Nell’informativa 31/2018 il Consiglio nazionale dei commercialisti sottolinea che in virtù di tale equipollenza, per assolvere all’obbligo formativo iniziale e biennale a carico dei gestori della crisi – fissato in 40 ore complessive – è possibile partecipare a corsi di formazione della durata non inferiore a 12 ore, che abbiano per oggetto le materie della crisi d’impresa e del sovraindebitamento.
Tali corsi possono essere organizzati dagli Ordini territoriali, dai Soggetti autorizzati ai sensi dell’art. 11 del Regolamento FPC, dalle Scuole di Alta Formazione e non richiedono la preventiva autorizzazione del Ministero della Giustizia.

Incontri su etica e deontologia
Ordinamento e evoluzione della professione, deontologia, etica. Sono questi i temi al centro degli incontri che i consiglieri nazionali dei commercialisti delegati alla Deontologia, Giorgio Luchetta e Francesco Muraca, hanno tenuto con gli studenti dei corsi di laurea triennali e magistrali in economia presso le tre università calabresi di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria.
Un format che aveva già fatto tappa ad Ancona e che sarà replicato presso altre sedi universitarie nel corso delle prossime settimane. L’intento del Consiglio nazionale è quello di sensibilizzare i commercialisti del futuro sulle caratteristiche della professione, i suoi tanti ambiti di attività e la necessità di interpretarla con un approccio costantemente attento agli aspetti deontologici.
“Crediamo sia molto importante - spiegano Luchetta e Muraca - parlare direttamente con studenti e tirocinanti delle caratteristiche della professione e del modo migliore di esercitarla sul campo, nel rispetto dell’etica e della deontologia, temi centrali e molto spesso sottovalutati. Bisogna investire sui giovani per garantire un futuro alla categoria”. Anche per questo, nei loro incontri i due consiglieri ricordano come il Consiglio nazionale ha apportato alcune modifiche al Codice Deontologico a favore dei tirocinanti e ha previsto sanzioni a carico dei dominus che le contravvengono.

Informativa “Attività internazionale”
È stato pubblicato il terzo numero dell’informativa dei commercialisti “Attività Internazionale”, area di delegato del consigliere del CNDCEC Alessandro Solidoro, che ha posto attenzione agli ultimi sviluppi in ambito europeo e internazionale che coinvolgono la professione.
È stata segnalata in particolare l’approvazione da parte del Consiglio UE della Direttiva intermediari fiscali, avvenuta lo scorso 18 marzo.
Sul tema quanto mai attuale della tassazione dell’economia digitale, l’informativa riepiloga i diversi documenti pubblicati nell’ultimo mese, quali il report OCSE, i risultati della consultazione europea e le proposte legislative presentate dalla Commissione Europea lo scorso 21 marzo.
Nel settore delle piccole e medie imprese, interessante la mappa interattiva pubblicata dalla Commissione Europea sui finanziamenti alle PMI, che ne consente la selezione per settore e area geografica.

Ricerca “Irpef”
Sono i laziali i più tartassati dall’addizionale regionale Irpef. E’ quanto emerge da una elaborazione effettuata dal Centro studi del Consiglio nazionale dei commercialisti, che ha incrociato i dati delle dichiarazioni dei redditi e i modelli CUD, presentati nel 2017 per l’anno d’imposta 2016, con le aliquote e gli scaglioni deliberati da ciascuna Regione per l’applicazione dell’addizionale di propria spettanza.
Secondo lo studio dei commercialisti, le addizionali regionali e comunali pesano circa il 10% del prelievo complessivamente esercitato sui redditi delle persone fisiche soggetti a IRPEF: 156 i miliardi di IRPEF dovuta, 12 quelli dovuti per l’addizionale regionale, 4,8 quelli per l’addizionale comunale.
Una incidenza che arriva però a superare il 17% per la fascia di contribuenti che dichiarano meno di 20.000 euro di reddito complessivo, mentre scende al 7% per quelli che ne dichiarano più di 100.000, in ragione della minore progressività delle addizionali rispetto all’imposta nazionale.

Convegno Bari
Si è conclusa con due tavole rotonde su “Rapporti professionali e procedure concorsuali” e “Creatività e made in Italy” l’ultima giornata del convegno “Commercialisti, istituzioni e imprenditori a confronto: la rete delle competenze per lo sviluppo del Paese”, organizzato dagli ODCEC di Bari, Taranto, Trani, Potenza, Matera e patrocinato da CNDCEC, IFAC, CNPR e CNPADC. Al convegno, che si è sviluppato attraverso un serrato confronto tra il mondo istituzionale, imprenditoriale e professionale in cinque tavole rotonde monotematiche, hanno partecipato oltre 800 professionisti. Dalla due giorni è emersa con forza la volontà dei commercialisti di affermare la sua centralità nel sistema economico e giuridico italiano. Una presenza strategica sottolineata anche negli interventi del presidente e del vicepresidente del Consiglio nazionale, Massimo Miani e Davide Di Russo.

Informativa “Enti locali”
Il 6 aprile, Consiglio e Fondazione nazionale dei commercialisti hanno pubblicato il primo numero dell’informativa periodica “Economia degli Enti Locali”, area di delega dei consiglieri Davide Di Russo e Remigio Sequi sulle iniziative, i contributi e gli studi prodotti dal CNDCEC in materia.
Quattro le sezioni. Nelle “Attività” si segnalano le proposte di legge, le richieste di modifica normativa e gli altri interventi istituzionali effettuati. In particolare, nell’ambito dell’Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali istituito presso il Ministero dell’Interno, sono state approfondite le proposte di modifica del regolamento per l’istituzione dell’elenco dei revisori dei conti degli enti locali e le modalità di scelta dell’organo di revisione economico-finanziario.
Nella sezione “Comunicati Stampa” sono ospitate tutte le informative pubblicate inerenti le attività svolte mentre nei “Documenti” tutti i documenti di ricerca, di studio e le indagini della FNC.
La sezione “Progetti” accoglie infine le altre iniziative intraprese dal Consiglio nazionale che prevedono l’istituzione di tavoli tecnici o gruppi di lavoro per lo studio e l’approfondimento di tematiche specifiche composti da esperti della materia, commercialisti e interlocutori istituzionali.

Sondaggio sulla tenuta dell’Albo
Gli Ordini territoriali dei commercialisti avranno tempo fino a giugno per partecipare al sondaggio del Consiglio nazionale sulla modalità di effettuazione dei controlli relativi alla tenuta dell’Albo.
Lo comunica lo stesso CNDCEC con l’informativa 28/2018 sulla verifica periodica che gli stessi Ordini, entro il primo trimestre di ogni anno, devono effettuare in merito alla sussistenza delle condizioni richieste dalla legge in capo agli iscritti. Si tratta di tutti i requisiti che possono essere suscettibili di variazione nel corso del tempo, quali la sussistenza di procedimenti penali o di condanne definitive, il mantenimento della residenza nel circondario di competenza dell’Ordine o l’esistenza di una causa di incompatibilità.
Gli Ordini sono tenuti ad effettuare idonei controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive.
L’operazione di ricognizione a livello nazionale del CNDCEC è finalizzata ad ottenere un quadro completo e organico sui tempi e sulle procedure di verifica effettivamente poste in essere dagli Ordini locali.

Obblighi di pubblicazione
Gli Ordini territoriali dei commercialisti hanno avuto tempo fino al 30 aprile per pubblicare, nella sezione “Amministrazione trasparente” del proprio sito web, l’attestazione rilasciata dall’Organismo interno di valutazione (OIV) - o da altro organismo con funzioni analoghe - in merito all’assolvimento alla data del 31 marzo 2018 degli obblighi di pubblicazione gravanti sul responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione (RPCT). Nel caso degli Ordini professionali, si ritiene che tale attestazione possa essere rilasciata dal collegio dei revisori.
Lo comunica il Consiglio nazionale nell’informativa 29/2018 in cui si legge l’elenco dei dati che devono essere oggetto dell’attestazione: consulenti e collaboratori, personale, bandi di concorso, sovvenzioni-contributi-sussidi-vantaggi economici, beni immobili e gestione del patrimonio, controlli e rilievi dell’amministrazione, Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, Registro degli accessi.

Tutela della professione
“Basta bugie sulla nostra professione, ne tuteleremo l’immagine in ogni sede”. È quanto affermato dal presidente nazionale di commercialisti, Massimo Miani, nel corso di un convegno svoltosi il 5 aprile ad Avellino. Il riferimento del numero uno dei professionisti economici è innanzitutto alla attività del cosiddetto escapologo fiscale.
“Già nel mese di dicembre del 2017 – ha sottolineato Miani – il Consiglio Nazionale, al fine di tutelare la dignità professionale della categoria dei commercialisti, ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato affinché quest’ultima intervenga per inibirne il proseguire nell’attività di pubblicità ingannevole e della pratica commerciale scorretta”.

Sondaggio IFAC
I commercialisti avranno tempo fino al 21 maggio per rispondere al sondaggio IFAC 2018 sui piccoli e medi studi professionali e le PMI loro clienti. Sedici quesiti rivolti ai professionisti contabili di tutto il mondo che, condividendo le proprie esperienze, potranno contribuire a rappresentare la situazione degli studi professionali a livello globale.
Le domande, disponibili anche in lingua italiana, sono state elaborate dal Comitato per i piccoli e medi studi professionali (Small and Medium Practices Committee) dell’IFAC con il fine di scoprire i punti di forza e le criticità degli studi e comprendere come affrontare al meglio le sfide che li attendono.
I temi oggetto delle domande sono tutti di strettissima attualità. Si parte dall’indicazione percentuale dei proventi per quattro macro aree di attività professionale (contabilità e bilancio, revisione contabile e assurance, fiscalità, servizi di consulenza) alla previsione su come cambierà il fatturato dello studio nei prossimi dodici mesi.

Ricerca “IRPEF”
Con l’attuale sistema di aliquote e scaglioni di reddito, deduzioni dal reddito, detrazioni dall’imposta ed infine compensazioni mediante “bonus 80 euro”, il 75% dei contribuenti italiani è ad IRPEF zero o comunque sconta un prelievo inferiore al 15% del proprio reddito complessivo.
In particolare, su 40,9 milioni di contribuenti censiti ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, il 30,78% ha un IRPEF “a zero” (12,6 milioni di contribuenti); il 44,30% paga l’IRPEF, ma in misura inferiore al 15% sul reddito complessivo dichiarato (18,1 milioni di contribuenti); solo il restante 24,92% subisce un prelievo IRPEF superiore al 15% del reddito complessivo dichiarato (10,2 milioni di contribuenti).
Questi i dati che emergono dalle dichiarazioni dei redditi e i modelli CUD presentati nel 2017 per l’anno d’imposta 2016, elaborati dall’Ufficio studi del Consiglio nazionale dei commercialisti, la cui conoscenza e consapevolezza rappresenta la premessa ineludibile per qualsiasi ragionamento di ridisegno del prelievo IRPEF.