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Come cambia il mercato del lavoro

Pietro Ichino firma un libro con cui sarà necessario confrontarsi. Ne abbiamo parlato con Marco Poggio, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Vicenza

di M. Caf.

Il Jobs act è certamente il provvedimento più discusso del governo Renzi: la sua formulazione e la sua attuazione sono e saranno al centro del dibattito nel Paese. Un contributo importante per chiunque voglia approfondire questa riforma è senza dubbio Il lavoro ritrovato. Come la riforma sta abbattendo il muro tra garantiti, precari ed esclusi, , l'ultimo libro di Pietro Ichino. Eletto con Scelta Civica, oggi senatore del Partito Democratico, Ichino è da sempre un punto di riferimento quando si parla di lavoro: le sue idee in materia di flessibilità hanno scatenato negli ultimi anni discussioni a volte accese e il suo contributo alla stesura della tanto contestata riforma del lavoro è stato senza dubbio importante.
Lo scorso 19 giugno il professor Ichino ha partecipato alla presentazione del suo ultimo libro a Valdagno, provincia di Vicenza, nel corso di un evento organizzato dal Gruppo Arpa, un'associazione d'imprenditori e professionisti che opera nella valle dell'Agno. Tra le tante personalità del mondo del lavoro e dell'economia locale intervenute alla presentazione c'era Marco Poggi, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Vicenza, che ha portato il saluto dell'Ordine. «Mi ha fatto molto piacere ricevere quest'invito, anche perché è sempre interessante ascoltare il professor Ichino», racconta Poggi, che aggiunge di aver trovato nel volume diversi spunti interessanti anche per il professionista «soprattutto per i tanti che hanno intrapreso la carriera di commercialista del lavoro». Tra i passaggi che hanno particolarmente colpito Poggi c'è la parte del volume dedicata agli uffici di collocamento. «Ichino» - sostiene Poggi - «spiega molto bene, anche con esempi leggeri, come in Italia la domanda e l'offerta non riescano a incontrarsi: il mercato del lavoro funziona col passaparola, per cui chi ha maturato conoscenze riesce a trovare un impiego mentre chi non le ha fatica. Questo perché» - prosegue Poggi - «gli uffici di collocamento, che dovrebbero essere la struttura pubblica preposta a far incontrare domanda e offerta, si limitano a gestire i numeri».
Nel volume Ichino spiega perché la premessa e l’obiettivo del Jobs act, ovvero il superamento della distinzione tra un universo di lavoratori garantiti e masse di salariati privi di qualsivoglia garanzia, sia prioritario e abbia conseguenze che vanno ben oltre il mantenimento dell’articolo 18. «Il Jobs act ha introdotto provvedimenti importanti e questo libro spiega molto bene cosa è stato fatto» - conclude Marco Poggi - «ma illustra altrettanto chiaramente che c'è ancora molta strada da fare, a partire dalla riforma dei corpi intermedi».