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Commercialisti al Mef, il decreto fiscale va modificato

In un incontro a via XX settembre il Consiglio Nazionale ha chiesto l’eliminazione dello spesometro trimestrale e l’inserimento delle semplificazioni fiscali

di Mauro Parracino

Eliminare lo spesometro trimestrale e approvare il pacchetto di semplificazioni fiscali da tempo concordato tra Governo, Agenzia delle Entrate e commercialisti. E’ quanto richiesto dal Consiglio nazionale dei commercialisti in un incontro tenutosi presso il Ministero dell’Economia, nel corso del quale i vertici della categoria hanno manifestato la loro totale contrarietà ai nuovi adempimenti fiscali introdotti dal Decreto fiscale.

“La richiesta che abbiamo avanzato nell’incontro di oggi – afferma il Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, Luigi Mandolesi – è quella di apportare delle modifiche sostanziali al Decreto fiscale in sede di conversione parlamentare. Nei giorni scorsi abbiamo denunciato con forza il paradosso per il quale da questo decreto è inopinatamente scomparso il pacchetto semplificazioni da tempo concordato con Mef ed Agenzia delle Entrate, mentre, contrariamente agli accordi presi all’interno del Tavolo tecnico istituito presso il MEF, vengono aumentati in modo sorprendente e inaccettabile gli adempimenti a carico di imprese e lavoratori autonomi, il tutto peraltro con un regime sanzionatorio del tutto sproporzionato”. Altrettanto “sorprendente”, per i commercialisti, è anche “l’assenza delle modifiche da tempo annunciate dall’esecutivo sugli studi settore”.

“Da parte del Mef - spiega Mandolesi - sono venute assicurazioni sulla possibilità di reinserire il “pacchetto semplificazioni” con un emendamento al decreto. Staremo a vedere, dal momento che si tratta dell’ennesima promessa in tal senso. Così come, pur apprezzando la volontà manifestata oggi dal Mef di ridurre drasticamente le sanzioni attualmente previste per i nuovi adempimenti, vigileremo affinché anche questa apertura abbia un reale esito positivo”. “In ogni caso - prosegue Mandolesi - la nostra richiesta è quella di eliminare lo spesometro trimestrale, a prescindere dalle sanzioni, dal momento che esso introduce insostenibili adempimenti per i nostri studi, adempimenti che restano peraltro disallineati rispetto ai migliori standard europei”. Sul fronte semplificazioni, invece, i commercialisti, oltre al recupero delle misure sugli studi di settore, hanno chiesto, tra l’altro, la sospensione feriale dei termini amministrativi a carico del contribuente e per la definizione degli avvisi bonari, l’abrogazione della presunzione legale relativa ai prelievi bancari e ai versamenti per i professionisti, il differimento a luglio dei pagamenti di UNICO, l’eliminazione delle comunicazioni dei beni aziendali in godimento ai soci e dei finanziamenti soci, la soppressione del registro delle dichiarazioni d’intento e il ripristino dell’F24 cartaceo per i soggetti senza Partita IVA. “Vedremo - afferma Mandolesi - quante e quali di queste nostre proposte saranno accolte in un eventuale emendamento”.

“Ricordiamo ancora una volta - commenta Mandolesi - che si tratta di misure a “costo zero” , di vera semplificazione per il sistema e per l’attività dei professionisti e sulle quali c’è da mesi assoluta condivisione, ma che sono state inspiegabilmente stralciate all’ultimo minuto. Un costante rinvio che i commercialisti italiani giudicano ormai inaccettabile. Al Governo abbiamo rappresentato l’indignazione che in queste ore i nostri iscritti stanno manifestando. E’ ora che la politica ne tenga conto”.