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Commercialisti, la professione vale l’1,6% del Pil

Quasi 119 mila gli iscritti all’Albo, 370 mila gli addetti complessivi al comparto. 4 milioni i contribuenti assistiti. Il 76% delle dichiarazioni dei redditi trasmesse al fisco dalla categoria. Quasi 80 mln i documenti inviati alle Entrate

Il numero di iscritti agli Albi dei commercialisti italiani ha toccato nel 2017 quota 118.500, ma l’intero comparto, formato da tutti gli operatori degli studi professionali della categoria, compresi quelli impiegati nelle società di servizi e negli studi associati, ha un totale di addetti che supera le 370 mila unità. Sono i numeri sulla professione elaborati dalla Fondazione nazionale dei commercialisti (FNC), diffusi nel corso degli Stati generali della categoria di Roma. Secondo la FNC il comparto realizza un valore aggiunto di 24 miliardi di euro l’1,6% del Pil.

Secondo le stime della FNC, attraverso il canale Entratel dell’Agenzia delle Entrate i commercialisti trasmettono il 76% dei modelli relativi alle dichiarazioni dei redditi, che diventa l’81% nel caso delle dichiarazioni delle società di capitale. Percentuali dalle quali si deduce, secondo la FNC, che i Commercialisti si occupano dell’assistenza contabile e fiscale di quasi 4 milioni di contribuenti tra imprese e professionisti.

La FNC ha diffuso anche un dossier sui numeri del fisco digitale, cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. L’istituto di ricerca ha calcolato che il flusso documentale transitato attraverso il canale Entratel dell’Agenzia delle Entrate è passato dai 100,3 milioni del 2014 ai 183,3 milioni del 2017, raddoppiando quasi in soli tre anni. Cifre alle quali bisogna aggiungere i documenti inviati all’Agenzia delle Entrate tramite il Sistema di Interscambio che, soltanto nei confronti della Pubblica Amministrazione, corrispondono, in totale, a oltre 85 milioni di fatture emesse in formato elettronico, nonché le liquidazioni periodiche Iva, pari a circa 12 milioni in un anno e i dati delle fatture emesse e ricevute, pari a circa 1,3 miliardi in un anno. Lo scorso anno, attraverso il canale Entratel, i soli Commercialisti hanno trasmesso all’amministrazione finanziaria 78,9 milioni di documenti digitali.

Numeri “enormi”, secondo il presidente della categoria, Massimo Miani, “che dimostrano in modo evidente la gigantesca mole di lavoro cui la categoria è quotidianamente sottoposta”. “Siamo di fronte – afferma - ad un vero e proprio boom degli invii telematici che sta generando criticità sempre più difficili da gestire e superare”. “A questo punto – prosegue – serve una seria riflessione sull’effettiva utilità per le esigenze di controllo del fisco di accumulare nell’Anagrafe Tributaria dati sempre più analitici e numerosi. La realtà è che l’Anagrafe è già oggi sovradimensionata rispetto alla effettiva capacità dell’Agenzia delle Entrate di utilizzare proficuamente i dati per finalità di contrasto all’evasione. Anziché richiedere l’invio di nuovi e sempre più analitici dati, è oggi necessario concentrarsi su quelli già presenti, che sono già di per sé molto utili per l’individuazione dei soggetti a maggior rischio di evasione, sempre che evidentemente siano utilizzati nel modo più efficace ed opportuno”.