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Commercialisti, urgente la modifica del decreto sulla proroga dei versamenti

Lo chiede il presidente Miani in una lettera al ministro Padoan. Il CNDCEC ribadisce anche la necessità dello slittamento dello spesometro. In un incontro odierno al MEF, il viceministro Casero conferma il rinvio dei dichiarativi al 31 ottobre (compreso il modello 770)

di T. Mas.

“Assoluta necessità di estendere anche ai professionisti la proroga dei versamenti al 20 agosto, ricomprendendo al suo interno tutte le imposte e i contributi dovuti sulla base della dichiarazione e non soltanto le imposte sui redditi”.
Lo scrive il Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Massimo Miani, in una lettera inviata oggi al ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e al suo viceministro, Luigi Casero.
Il decreto del 20 luglio scorso, che ha disposto la proroga del termine di versamento delle imposte solo per i titolari di reddito di impresa, ha generato infatti il malcontento dei commercialisti, anche per la tardività con cui la proroga è stata ufficializzata.

La lettera ha fatto seguito ad un incontro, richiesto urgentemente dal CNDCEC, tenutosi oggi con lo stesso viceministro Casero.
“Alla luce delle nostre richieste – afferma il vicepresidente del Consiglio nazionale di categoria, Davide Di Russo, presente all’incontro – il viceministro si è detto disponibile a rivedere il testo del decreto nel senso sopra auspicato. Durante l’incontro, inoltre, Casero ha confermato lo slittamento al prossimo 31 ottobre dei termini di presentazione del modello 770 e delle dichiarazioni dei redditi e dell’Irap. Da parte nostra è stata ancora una volta ribadita anche la necessità di prorogare almeno di un mese il termine per la comunicazione dei dati fatture (il cosiddetto spesometro) in scadenza il prossimo 18 settembre”.

“Con le iniziative odierne – conclude Di Russo – stiamo cercando di porre rimedio alla situazione paradossale che si è venuta a creare con il recente DPCM di proroga dei versamenti che, in modo del tutto inaccettabile, oltre ad aver escluso i professionisti in maniera discriminatoria, ha altresì limitato la proroga alle sole imposte sui redditi, creando enormi difficoltà di gestione delle deleghe di pagamento”.