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Decreto fiscale, Longobardi a Padoan: "Profondo rammarico per occasione persa"

Il presidente dei commercialisti al Ministro dell'economia: "Sparite le semplificazioni, aumentano gli adempimenti"

di Mauro Parracino

“Il Consiglio nazionale dei commercialisti esprime il suo profondo rammarico e quello dei tantissimi commercialisti italiani che proprio in queste ore ci stanno manifestando il loro motivato malcontento”. Si conclude così la lettera inviata da Gerardo Longobardi al Ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, e per conoscenza al viceministro Luigi Casero e al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in cui il presidente del Consiglio nazionale della categoria professionale commenta negativamente l’assenza dal decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale del “pacchetto semplificazioni” più volte annunciato dall’esecutivo. Decreto che invece, sottolinea Longobardi, “introduce nuovi adempimenti fiscali”.

Longobardi ricorda nella missiva come il Governo sin dal suo insediamento si è molto impegnato sul fronte delle semplificazioni fiscali “attivando un Tavolo tecnico a cui hanno partecipato il MEF, l’Agenzia delle Entrate e i rappresentanti delle principali organizzazioni imprenditoriali, oltre che del Consiglio nazionale dei Commercialisti”. “In due anni di proficuo lavoro – scrive Longobardi - si è riuscito ad individuare un pacchetto di semplificazioni fiscali “a costo zero” che anche il Ministero e l’Agenzia delle Entrate hanno condiviso”. Pacchetto di semplificazioni, ricorda il presidente dei commercialisti, che, dopo essere già “inspiegabilmente svanito nel nulla” in sede di attuazione della delega fiscale, non è ora presente neppure nel decreto-legge pubblicato ieri.

“Di contro – sottolinea Longobardi - l’articolo 4 del decreto, anziché semplificare, introduce nuovi adempimenti fiscali non solo rendendo trimestrale l’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto (il cosiddetto “spesometro”), sino ad oggi previsto con cadenza soltanto annuale, ma tramutandolo in un obbligo di comunicazione dei dati delle singole fatture emesse e ricevute, con un grado di dettaglio che giunge sino alla necessità di indicare la “tipologia dell’operazione””. Comunicazioni trimestrali alle quali “il decreto aggiunge l’ulteriore obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, anch’esso avente cadenza trimestrale”.

“Tali misure – scrive Longobardi - vanno in totale controtendenza rispetto a quanto da tempo condiviso nel Tavolo tecnico e costituiscono l’ennesima occasione persa per le esigenze di semplificazione fiscale del nostro Paese e per ridurre nei fatti, e non solo a parole, il costo degli adempimenti per cittadini ed imprese”. “Tali misure – prosegue la missiva - non possono trovare giustificazione in esigenze di adeguamento della normativa nazionale a quella comunitaria, non richiedendo quest’ultima un grado di dettaglio delle comunicazioni così spinto, né con esigenze di contrasto all’evasione, la quale ultima non può essere combattuta addossando gravosi obblighi indistintamente a tutti i contribuenti, virtuosi compresi”.

“Per tutti questi motivi – conclude Longobardi - le esprimo il profondo rammarico del Consiglio nazionale che ho l’onore di presiedere e quello dei tantissimi commercialisti italiani che proprio in queste ore ci stanno manifestando il loro motivato malcontento”.