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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Accadde oggi

Fisco, sempre meno "sistema"

pubblicato il 18 novembre 1992

di Raffaele Rizzardi

“Pluralità di elementi materiali coordinati tra loro in modo da formare un complesso organico soggetto a date regole”: questa è la definizione che il vocabolario della lingua italiana (in questo caso lo Zingarelli) dà della parola “sistema”.
Si parla spesso del “sistema tributario”, ma gli attributi di “casistico” p “tassonomico” (cioè meramente elencativo, senza alcuna regola), che Enrico De Mita e Giulio Tremonti dettero al testo unico delle imposte sui redditi, al momento della sua uscita, vengono sempre più alla mente, nonostante le numerose deleghe – la cui scadenza viene continuamente rinviata – per la riforma e la razionalizzazione di ambiti importanti della tassazione.
De Mita si chiedeva sei anni fa per quale motivo dovrebbe essere “reddito” la borsa di studio e non il guadagno di borsa: le successive norme sul capital gain avrebbero rimediato a questo svarione del legislatore del 1986, sia pure con un anomalo meccanismo di imposta sostitutiva.
In questio giorni, in cui anche il cittadino più modesto viene chiamato a sacrifici molto diffusi (anche i bambini hanno contribuito con il sei per mille sui loro libretti di risparmio) , nella speranza che servano a risolvere la situazione del nostro Paese, è a dir poco incredibile la scelta parlamentare di “sospendere” per un anno la tassazione dei guadagni di borsa , concedendo così un'agevolazione nel quadro della ormai imminente adozione del provvedimento di eliminazione di altre agevolazioni, sia pure discutibili, ma che contribuiscono direttamente allo sviluppo dell'occupazione (come il computo degli ammortamenti al lordo dei contributi in conto impianto).
Oltre a tutto, l'episodio passerà alla storia anche per la scarsa conoscenza della, sia pur minima, sistematicità esistente nell'ordinamento del sistema tributario: l'imposta sul capital gain è sostitutiva dell'IRPEF e dello ILOR dovute sulla base del presupposto, ora definito nell'art. 81, lettera c-bis (ci stiamo occupando delle cessioni non qualificate) del testo unico delle imposte sui redditi. Sospendere un'imposta sostitutiva significa obbligare il soggetto “beneficiato” dalla norma a dichiarare il reddito nel modello 740, pagando le due imposte sul reddito, nonché la tassa sulla salute.
Il Senato ha così “sospeso” anche il presupposto sostanziale, attuando un disegno he potrà forse favorire la ripresa delle contrattazioni di borsa, ma che sicuramente passerà alla storia come esempio di ulteriore rottura di qualsiasi logica di tassazione.
Il questo contesto, della mancanza di principi generali della tassazione, s'inserisce la vicenda del D.L. 17 settembre 1992, n. 378 sul trattamento tributario delle operazioni a termine in valuta e in obbligazioni. Questo provvedimento ha messo a regime i proventi finanziari derivanti dalle operazioni di “pronti contro termine” e dai contratti a termine in valuta, introducendo nuove fattispecie, che consentono di considerare esclusi i redditi conseguiti prima delle nuove disposizioni. Ma la norma, nella “tassonomia” del testo unico, lascia ancora scoperti numerosi prodotti finanziari derivati, come domestic currency swaps (abbinati a un deposito in valuta), i premi, le options e i futures.
Senza la fissazione di chiare regole generali, c'è il rischio che chiusa questa falla se ne apra subito un'altra. E così il nostro ordinamento tributario è sempre meno “sistema”.