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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

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Giurista d’impresa, il ruolo del commercialista

Se ne è parlato a Ventotene nell’ambito del corso di formazione “Giurisprudenza delle corti europee e ordinamento nazionale” sotto l’Alto patrocinio del Parlamento europeo ed il patrocinio del Consiglio nazionale dei commercialisti

di T. Mas.

Tutela dei diritti dell’uomo anche in materia tributaria e rafforzamento dell’immagine del commercialista come giurista e consulente d’impresa a 360°. Sono stati alcuni dei temi affrontati durante il corso di alta formazione universitaria “Giurisprudenza delle corti europee e ordinamento nazionale”, che si conclude oggi a Ventotene, organizzato dall’associazione culturale “FormaEuropa Ventotene” e realizzato sotto L’Alto patrocinio del Parlamento Europeo.
Il corso è stato realizzato con il patrocinio e la collaborazione, tra gli altri, del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dell’Ordine dei commercialisti di Cassino.
L’evento di altissimo livello scientifico, che ha visto la partecipazione dei massimi esponenti costituzionalisti italiani, ha rappresentato un momento di incontro fondamentale per il ruolo del commercialista come giurista d’impresa. In qualità di relatore ha partecipato il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Bari, Elbano De Nuccio, consulente nel campo della fiscalità internazionale che è intervenuto su “L’importanza della giurisprudenza europea nell’attività dei commercialisti”.
“Nell’attuale contesto istituzionale – ha affermato il presidente Elbano De Nuccio –, i diritti fondamentali dei cittadini giocano un ruolo di primo piano al fine di valutare il livello di civiltà di un sistema giuridico e la democraticità di un Paese. Le democrazie europee vantano una tutela dei diritti fondamentali che è ormai multilivello: oltre a quella nazionale, vi è una tutela da parte delle norme e delle istituzioni dell’Unione europea. Cionondimeno, quando si parla di fiscalità, le enormi conquiste dello Stato democratico vacillano. Da un lato, c’è lo Statuto dei diritti del contribuente che sancisce la pari dignità tra il contribuente-cittadino e lo Stato impositore; dall’altro, noi commercialisti registriamo quotidianamente non solo le interpretazioni restrittive che dello Statuto ne dà l’Amministrazione finanziaria, ma soprattutto quella parte della giurisprudenza che ne esprime comportamenti disapplicativi. E ciò in forza di ruolo di supplenza del legislatore o dell’Amministrazione nella lotta all’evasione. La normativa a livello europeo va in tutt’altra direzione, influenza sempre più la direzione della dottrina e della giurisprudenza nella tutela dei diritti fondamentali dei contribuenti”.
“Il Consiglio nazionale dei commercialisti – ha affermato Giuseppe Tedesco, consigliere del CNDCEC ed ex presidente dell’Odcec di Cassino – ha sempre manifestato la propria sensibilità nei confronti di questo meccanismo di difesa dei diritti fondamentali del contribuente. Per questo motivo, la voce della nostra professione deve continuare ad essere ferma ed univoca nell’affermazione delle ragioni dell’equilibrio e del diritto, in opposto al fiscalismo della prassi. L’auspicio è che si arrivi ad un sempre maggiore equilibrio nel rapporto tra fisco e cittadino”.