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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Ordini&Territorio

I Commercialisti a disposizione del territorio

Professionsiti di Ivrea, Pinerolo e Torino offrono un servizio di consulenza volontario e gratuito

di Laura Carossia

“Chiedi al Commercialista” è la denominazione del servizio di consulenza che i dottori commercialisti di Ivrea, Pinerolo e Torino offrono volontariamente e gratuitamente al territorio in biblioteche e punti di informazione. L'iniziativa è nata ad Ivrea, più di dieci anni fa, dagli sforzi profusi da Gianni Colleghin che si era impegnato a far nascere un servizio di volontariato rivolto a chi non poteva permettersi un commercialista dedicato.

Oggi il servizio si è diffuso oltre i confini del comune di Ivrea, approdando a Torino e in altri comuni limitrofi e si è un po’ modificato: partendo dal dato di fatto che nessuno può più fare a meno di un Commercialista dedicato, il servizio intende ora dare un orientamento, una prima informazione, non più una consulenza completa né tanto meno continuativa. Questo tipo di servizio è perfetto per i giovani che stanno cominciando a farsi un’idea riguardo all’apertura di una attività autonoma. I giovani che si rivolgono allo Sportello, in genere, sono molto informati, raccolgono in autonomia molte informazioni sul web ma, non avendo la competenza specifica, faticano a discernere fra notizie affidabili e notizie meno affidabili ed inoltre faticano ad assemblare queste informazioni in un quadro chiaro e tagliato sulle loro idee.

E' in questa fase che il servizio dello Sportello diventa utile. L'intervento si inserisce nel momento iniziale, quello in cui i ragazzi cercano di capire come si potrebbe tradurre in realtà il loro progetto, e grazie all'aiuto dello Sportello, riescono ad avere idee più chiare e a muoversi quindi meglio nelle valutazioni iniziali da fare.

Alcune volte le persone che si presentano allo Sportello presentano domande molto complesse che richiederebbero un approfondimento e la formulazione di un vero e proprio parere professionale per essere soddisfatte. E’ evidente che questo tipo di servizio non è quello che lo Sportello può offrire in quel contesto. In questo caso si cerca di spiegare all’utente (evidentemente mal informato dalla struttura ospitante) che il servizio offerto è di tipo orientativo, di prima informazione, e si inquadra il problema in maniera precisa e professionalmente soddisfacente per fornire, sempre nel perimetro di un’informazione orientativa, pertinente, ma non specifica come un vero parere professionale, una prima risposta al quesito formulato.

Per svolgere al meglio questo servizio bisogna uscire dalla logica stretta del parere professionale per entrare in quella del parere di prima informazione, sempre con connotazione professionale, ma nell’ambito dei principi generali e non delle risposte specifiche di dettaglio. La forma da dare al colloquio con i cittadini interessati deve essere di gradimento per il fruitore che deve uscirne soddisfatto, avendo capito il perimetro del servizio, e con un’idea migliore dei Commercialisti rispetto a quella che aveva prima di rivolgersi allo Sportello. Nell’approcciare il servizio, i volontari hanno sempre chiaro l'obiettivo di fornire un servizio di qualità ed ottenere, come ritorno del servizio, un aumento del gradimento sociale per la categoria dei commercialisti.

Materialmente lo Sportello è un servizio di volontariato puro: chi eroga il servizio non riceve alcuna forma di compenso e chi ne fruisce non paga alcunché. Si offre presso strutture comunali (biblioteche, punti di informazione per i giovani, comuni stessi) le quali raccolgono le richieste di assistenza, fissano delle date e degli orari e si interfacciano con l’Ordine di Torino per la calendarizzazione degli incontri, che durano una ventina di minuti per ciascun utente.

Si tratta di un esempio di sinergia fra il mondo delle libere professioni e le istituzioni pubbliche a vantaggio dei cittadini. La sinergia è obbligatoria, altrimenti il servizio non funziona: solo laddove i volontari offrano la loro professionalità al servizio del cittadino e l’istituzione ospitante informi il cittadino correttamente del servizio di cui può fruire e organizzi la sede e l’ospitalità, l’iniziativa può effettivamente trasformarsi in un servizio di qualità. Ovviamente, a monte, occorre che vi sia un Ordine attivo e fattivo nel lavoro di coordinamento.

Il servizio “Chiedi al commercialista” rappresenta una bella opportunità per aggiungere un piccolo tassello al lavoro di “ricostruzione di immagine” che si rende ormai necessario a tutti i livelli per una Categoria Professionale piuttosto maltrattata da media e istituzioni.