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Cultura

I grandiosi bozzetti di William Kentridge, esposti al MACRO

Triumphs and Laments: a project for Rome

di Daniela Castellucci

È stato definito "Stencil al contrario" il grande fregio di 500 metri che William Kentridge ha eseguito lungo i muraglioni in travertino del Tevere: una sequenza di episodi legati alla storia di Roma, in cui le figure prendono forma dalle patine nere di sporco ed incrostazioni, dallo smog e dalle polveri sottili della città che fungono da base dell’opera stessa. Il progetto, promosso da Tevereterno, iniziato il 9 marzo 2015 e finalmente inaugurato il 21 aprile 2016, è il risultato no-profit di un profondo legame tra l'artista, Roma Capitale e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
A testimonianza di un'installazione che nel tempo potrebbe scomparire perché esposta alle intemperie ed alla materia di cui si compone, ovvero lo smog, il MACRO ospita dal 17 aprile al 2 ottobre 2016 i bozzetti a carboncino utilizzati per la realizzazione del murale tiberino. La mostra è curata da Federica Pirani e Claudio Crescentini e propone oltre 80 opere all'interno di un allestimento ideato appositamente da Kentridge. Il percorso si articola attraverso la penetrante iconografia dell’arte antica romana, che si interseca con episodi tratti dalla storia della Chiesa fino ad arrivare ai giorni nostri con la rappresentazione della morte di Pier Paolo Pasolini, uno dei poeti ed intellettuali più amati dall'artista. Sono inoltre esposti i video della performance, concepita dallo stesso Kentridge in collaborazione con Philip Miller, oltre che alcuni ritagli di figure ed alcuni oggetti adoperati per la realizzazione della performance stessa.

Dieci giorni per guardare il futuro.
Fondazione Maimeri ospita l'arte di Renzo Bergamo

Renzo Bergamo

Renzo Bergamo, la nostalgia per il futuro. Una Mostra per approfondire la peculiare figura dell’artista Renzo Bergamo, milanese d’adozione e tanto caro allo scrittore Comisso, frequentatore del Bar Giamaica di Milano, assieme ad artisti del calibro di Dova, Crippa, Scanavino e Fontana e che dal 1974 entrò a far parte del movimento Astrarte.
L’esposizione, aperta al pubblico dal 31 maggio al 12 giugno presso gli spazi della Fondazione Maimeri in Porta Genova, è curata da Angelo Crespi e propone il percorso artistico degli anni Sessanta, Settanta ed Ottanta, in cui l'artista iniziava la sua personale indagine sulla composizione delle galassie, del cosmo, delle energie atomiche che compongono la materia e che, molti anni dopo, le fotografie scattate dalla Nasa hanno rivelato essere incredibilmente simili a come l'artista le aveva immaginate e dipinte. Un viaggio all'interno delle particelle dell'atomo, all'energia degli elettroni, al nucleo stesso della gravità, per riscoprire la straordinaria potenza di questo grande artista, prematuramente scomparso. Già nel 2013 Milano rese omaggio all'artista con una importante mostra al Castello Sforzesco promossa dal comune di Milano e dall’Associazione Renzo Bergamo per Arte e per la Scienza.

Piero della Francesca. Indagine su un mito.
Fino al 26 giugno, presso il Complesso Museale San Domenico

Piero della Francesca

Sarebbe verosimilmente impossibile riuscire a raccogliere in un unico spazio tutte le opere del grande pittore rinascimentale Piero della Francesca, tra i tanti affreschi ed i famosi dipinti su tavola.
Ma ciò che non è impossibile è prendere atto che il “Monarca della pittura” - così lo definì il fondatore della “ragioneria”, Luca Pacioli – abbia certamente influenzato artisti di ogni corrente pittorica nel lungo percorso della Storia dell'Arte. La mostra “Piero della Francesca. Indagine su un mito” propone un delicato e prezioso confronto con i più grandi maestri del rinascimento, fino a raggiungere la consacrazione del Pittore Toscano con la riscoperta nell'Ottocento, che lo ha reso “mito” per tutta l'arte del Novecento. La sua pittura, raffinata e distaccata, è costantemente sottoposta alle leggi rigorose della prospettiva e della simmetria; da luce zenitale e grande sintesi spaziale, riscontra grande interesse nel razionalismo moderno, tanto da essere portata spesso a confronto. Per la prima volta è esposto il famoso confronto, sempre citato e mai mostrato, tra la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca e la Silvana Cenni, di Felice Casorati.
Così, le 250 opere presenti in mostra invitano a cogliere interessanti punti di vista attraverso le epoche, fino ad arrivare al secondo piano degli spazi di percorso, in cui si possono ammirare alcuni capolavori del Grande Artista rinascimentale, che innalza le sue figure al di sopra del caos, della mediocrità, in una pace sovrannaturale tra racconto e rivelazione.

Palazzo Reale di Genova celebra il grande Canova
L’aspetto più intimo del Grande Genio Neoclassico: i disegni.

Canova

Continua fino al 24 luglio 2016 a Palazzo Reale di Genova la mostra "Canova L'invenzione della gloria. Disegni, dipinti e sculture”. La mostra, allestita negli spazi dell’ex Teatro del Falcone di Palazzo Reale, accoglie oltre 80 disegni preparatori del Grande Artista, selezionati accuratamente da Giulia Ericani, già direttrice del Museo Biblioteca ed Archivio di Bassano del Grappa, in cui sono conservati oltre 1800 disegni, donati direttamente dall’erede universale di Canova, il fratellastro Giambattista Sartori Canova. L’esposizione, divisa in tre sezioni, offre l’opportunità di comprendere il Genio Neoclassico da una prospettiva più intima e privata, in cui si ha accesso ai pensieri, alle prime idee ed ai ripensamenti sui più celebri gruppi scultorei, annotazioni e schizzi. La location del Teatro del Falcone suggerisce e rispetta questa osservazione laterale, un po’ come se si assistesse da dietro le quinte ad un meraviglioso spettacolo.
Il pubblico potrà confrontare i disegni da un duplice punto di vista, stilistico e creativo, attraverso le prime idee, anche grazie ad una serie di acqueforti eseguite dall’artista stesso per illustrare la resa scultorea ed a realizzazioni in terracotta e gesso.
La mostra è promossa dal Mibact, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Comune di Genova e dal Comune di Bassano del Grappa ed è organizzata da Palazzo Reale di Genova e dall'Associazione Metamorfosi.