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Cultura

“I Macchiaioli. Le collezioni svelate”. Roma, Chiostro del Bramante

di Daniela Castellucci

Una mostra davvero unica, in cui per la prima volta saranno disvelate al pubblico ben oltre 100 opere private, appartenute a grandi mecenati e collezionisti d’arte del calibro di Cristiano Banti, Diego Martelli, Rinaldo Carnielo, Edoardo Bruno, Gustavo Sforni, Mario Galli, Enrico Checcucci, Camillo Giussani, Mario Borgiotti, restituendo un racconto pittorico inedito sul più importante movimento pittorico italiano del XIX Secolo.

Il movimento fiorentino dei Macchiaioli nasce nel 1856, anticipando di dieci anni quello impressionista parigino. La loro tecnica espressiva trova affermazione nella macchia di colore che scolpisce le forme. La forma di ogni cosa visibile viene plasmata dalla luce, tramite macchie, spennellate di colore distinte o sovrapposte ad altre macchie di colore. I chiaroscuri non esistono più, esistono solo macchie, che scolpiscono le profondità perché è la luce che colpendo gli oggetti viene rinviata al nostro occhio come colore.
Da qui il termine “macchiaioli”, menzionato per la prima volta sulla Gazzetta del Popolo nel 1862 e che prende le mosse dall’impressionismo parigino.

Attraverso un percorso articolato in 9 sezioni, il visitatore torna ad ammirare opere come Ponte Vecchio a Firenze (1879) di Signorini, un capolavoro fortuitamente recuperato da Borgiotti sul mercato inglese e precluso alla visione al pubblico da decenni; Il giubbetto rosso (1895 ca.) di Zandomeneghi; Marcatura dei cavalli in Maremma (1887) e La Ciociara di Fattori; Place de la Concorde e Campo di neve di De Nittis, accanto al Ritratto della figlia Alaide (1875 circa) di Banti; Cucitrici di camicie rosse (1863) di Borrani; Sforni in veranda che legge (1913) ed il Ritratto della moglie (1902) di Ghiglia.

La mostra offre quindi un doppio vernissage: quello relativo all’apertura della mostra e un inedito palcoscenico a capolavori che tornano radiosamente a farsi contemplare ed ammirare, all’interno di un contesto monumentale rilevante quale il Chiostro del Bramante.

Con il Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Roma e sponsorizzata da Generali Italia, la mostra I Macchiaioli curata da Francesca Dini è prodotta e organizzata da Dart - Chiostro del Bramante e Arthemisia Group. Il catalogo, acquistabile anche presso il bookshop, è edito da Skira.

Le sezioni su cui si articola il percorso di visita sono intitolate con i nomi degli originari collezionisti.

www.chiostrodelbramante.it
Informazioni e prenotazioni: +39 06 916508451

Nuovo e Vecchio Continente a confronto: Da Kandinsky a Pollock. La Grande Arte dei Guggenheim

Kandinsky-Pollock

Imperdibile tappa a Firenze: dal 19 marzo al 24 luglio 2016 Palazzo Strozzi ospiterà la mostra “Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim”.
Oltre 100 capolavori dell’arte europea e americana datati tra gli anni ’20 e gli anni ’60, volti a ripercorrere i rapporti e le relazioni dei due continenti tra i collezionisti d’arte Peggy e Solomon Guggenheim.

Sotto la cura di Luca Massimo Barbero, la mostra ha come focus principale la messa a confronto tra le opere dei maestri d’arte europea e nomi di grande rilievo nel panorama contemporaneo oltreoceano degli ultimi quarant’anni del secolo scorso: un percorso artistico, passeggiando tra sculture e quadri di grandi artisti quali Marcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray ma anche Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Jackson Pollock e Roy Lichtenstein.

L’esposizione nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e sarà a tutti gli effetti anche un omaggio al legame speciale tra la location ospitante e Peggy Guggenheim: nel 1949, infatti, il collezionista decise di mostrare proprio negli spazi della Strozzina a Palazzo Strozzi la mostra che sarebbe poi diventata permanente a Venezia.

www.palazzostrozzi.org
Informazioni e prenotazioni +39 055 2645155

La fotografia silenziosa di Gianni Leone. Inventario: 1979-2015

Gianni-Leone

Per chi avesse occasione di un soggiorno o visita nella splendida regione Puglia, a Polignano a Mare di Bari, la Fondazione Museo Pino Pascali è senza dubbio una tappa imperdibile dedicata all’Arte.
Dal 20 febbraio al 3 aprile 2016 propone una antologica dedicata a Gianni Leone. La mostra, curata da Rosalba Branà e Antonio Frugis, propone un allestimento realizzato insieme all’artista, in cui si percorrono momenti di vita e lavoro in 100 scatti fotografici, dagli anni ’70 a oggi.
Il visitatore potrà immergersi tra i paesaggi urbani di Bari e territorio circostante, attraverso gli occhi, i pensieri e la macchina fotografica dell’artista.

Una dichiarazione d’amore per la propria città d’appartenenza, attraverso uno sguardo completamente capovolto e privato del Bel Paese, un’ ode silenziosa a luoghi marginali, abbandonati, province, spiagge solitarie, casini, angoli deserti.

Leone offre una personalissima declinazione di fotografia del paesaggio interiore ,che integra documentazione paesistica, immagine di memoria privata, ricerca critica sul linguaggio dell'immagine, dispiegandosi in più di trent'anni di viaggi, spesso ritorni, raccontati con fotografie in bianco e nero e poi, dal 1994, a colori.
Il percorso è arricchito dal documentario “Gianni Leone” a cura di Nicolai Ciannamea, realizzato e prodotto nell’ambito del progetto arTVision – a live art channel.

www.museopinopascali.it
Informazioni e prenotazioni Tel: +39 080 4249534