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I nostri amici a quattro zampe protagonisti della ripresa

Crea posti di lavoro, impiega team di esperti e coinvolge migliaia di utenti: la pet economy è il futuro. Alice, co-fondatrice di PetMe, piattaforma di petsitting, ci spiega perché

di M. Caf.

Che si tratti di lavoro o di un viaggio di piacere, capita spesso di dover assentarsi da casa per lunghi periodi. In questi casi, se si ha un animale domestico e portarlo con sé è impossibile, trovare qualcuno che se ne occupi in nostra assenza può rivelarsi un'impresa. Se amici, parenti e vicini non ne vogliono sapere, ci si affida a un petsitter, ovvero qualcuno che per lavoro o per passione si prende cura del nostro amico a quattro zampe. “Oggi le persone vedono il proprio animale come membro effettivo della famiglia” - ci racconta Alice, founder di PetMe, piattaforma made in Italy che mette in contatto padroni e petsitter - “per cui non rinunciano a spendere per offrirgli il massimo in termini di cura, attenzioni e servizi”. Fondata insieme a Carlo Crudele, PetMe risolve in modo semplice, veloce e a prova di emergenze il problema di trovare qualcuno che accudisca il nostro animale domestico.

Come nasce l'idea di PetMe?
PetMe nasce da un'esigenza personale, quando nell'estate del 2013 io e Carlo Crudele, mio compagno e cofounder della piattaforma, eravamo alla ricerca di un bravo cat sitter per i nostri due gatti. Dovevamo partire per l'America e saremmo stati assenti per circa un mese. Abbiamo quindi iniziato a cercare su internet, chiamare e rispondere ad annunci, ma ogni volta mancava un'informazione (tariffe, zona, tipologia di servizio offerto, referenze).
Noi, amanti delle piattaforme di sharing economy con cui viaggiamo, ci siamo chiesti come mai non esistesse un sito in cui con soli 3 click potessimo trovare il cat sitter adatto alle nostre esigenze: un sistema che mettesse in contatto persone che come noi avevano bisogno di qualcuno che si prendesse cura del proprio animale durante la loro assenza. E così nacque petme.it

Come avete iniziato questa avventura?
Abbiamo iniziato innanzitutto a studiare il mercato, scoprendo che la pet economy è una delle promesse del futuro.
Abbiamo analizzato i competitor e subito è stato chiaro un elemento: nessuna piattaforma offriva servizi di pet sitting per tutti gli animali. Per questo noi siamo PetMe, proprio perché ogni animale - che sia a quattro zampe, un pennuto o un'iguana - trova sulla nostra piattaforma il pet sitter ideale.
Abbiamo quindi iniziato a sviluppare la piattaforma e siamo andati online il 18 marzo del 2014.

Come funziona la vostra piattaforma?
È molto semplice: ci si registra gratuitamente sia come utenti proprietari sia come pet sitter (spesso molti pet sitter sono anche utenti proprietari). Ogni pet sitter al momento dell'iscrizione completa il proprio profilo inserendo il curriculum delle esperienze pregresse. Se in possesso di certificazioni e diplomi tanto meglio. Valutiamo i vari profili secondo l'esperienza e la tipologia di servizio proposto per capire se possono essere idonei ad occuparsi degli animali.
Prendendoci cura di tutti gli animali siamo i primi a sapere che la cura di un cane non è la stessa richiesta per un coniglio, tant’ è che ci sono pet sitter specializzati in razze, taglie e specie.
Chi cerca un pet sitter dovrà inserire nello spazio “ricerca” presente sulla hompage il nome della propria città o il cap e immediatamente potrà visualizzare i pet sitter nelle immediate vicinanze. Potrà quindi consultare le schede e valutare i profili per poi avviare il contatto tramite messaggio in cui richiedere la disponibilità e specificare le informazioni sul proprio animale.
Una volta che il pet sitter conferma la propria disponibilità, potrà esserci un incontro preliminare; noi consigliamo sempre di incontrarsi, conoscersi, ma soprattutto portare (se possibile) il peloso nella casa dove alloggerà: se è vero che è importante la conoscenza tra utente e pet sitter, per noi è altrettanto importante la reazione dell'animale.

Come avviene il pagamento?
La prenotazione del servizio viene effettuata su www.petme.it, pagando in totale sicurezza con carta di credito o bonifico. Ogni prenotazione include la copertura veterinaria gratuita per le emergenze e l'assistenza dello staff di PetMe durante tutto il periodo di affido.
A fine servizio ogni utente è invitato a recensire il proprio pet sitter: chi meglio di un proprietario di animali può consigliare altri alla ricerca del proprio pet sitter?

Com'è composto il vostro team di lavoro?
Il nostro team è orientato prevalentemente all'assistenza. Personalmente, grazie a pregresse esperienze in comunicazione, mi occupo anche di queste attività, incluse quelle dedicate ai social. Siamo molto forti su Facebook, dove in un anno abbiamo raggiunto una fanbase molto attiva di circa 45.000 utenti. Vittorio Maffei è il Direttore Generale e la sua esperienza ventennale in realtà come InfoJobs e lastminute.com è preziosa, oltre che fonte continua di apprendimento.
Abbiamo risorse dedicate al customer care, una alle attività di CRM e una interna di IT.

Chi sono i vostri utenti?
PetMe oggi conta circa 15.000 utenti registrati, di cui circa 9.000 proprietari e 6.000 pet sitter. Di questi, 1.000 sono in attesa di validazione.
I nostri utenti sono tutti coloro che amano gli animali e che non rinuncerebbero mai a vivere una vita insieme a loro. I pet sitter sono spesso educatori cinofili, veterinari, volontari di canili e operatori Enpa. Vi è una maggioranza di utenti al femminile, soprattutto tra i pet sitter. Arrivano da noi spinti dal bisogno di un pet sitter referenziato che permetta di partire sereni e senza più sensi di colpa, oppure - da parte dei pet sitter - il bisogno è proporsi per un nuovo lavoro. Molti pet sitter hanno deciso di rendere la propria passione una professione e lo fanno con grande entusiasmo.

Arriverà presto un’ app?
Sì, è in lavorazione e speriamo a breve di rilasciarne una versione che possa fornire un servizio on demand. Quando le vacanze incombono, avere la app di PetMe significa avere un pet sitter davvero a portata di mano. Ops, di zampa!