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Start Up Stories

I numeri delle Start Up in Italia

Un’imprenditoria giovane e dinamica, che progetta incrementi occupazionali e investimenti entro la fine del 2015 per la realizzazione di nuovi prodotti o servizi ad elevato contenuto tecnologico. La ripresa parte anche da qui

di Marcella Caradonna

Introdotta dal legislatore nel 2012 a sostegno di settori considerati d'interesse strategico, le startup sono società di capitali di diritto italiano, costituite anche in forma cooperativa, o società europee aventi sede fiscale in Italia, che rispondono a determinati requisiti e che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Un’indagine svolta quest'anno da Unioncamere e ministero del Lavoro indica come nel 2013 le iscrizioni allo specifico registro sono state circa 1.300, con una crescita a 1.829 nel 2014.
La ricerca mostra un’imprenditoria giovane, dinamica e con tanta voglia di crescere: 3 soggetti su 4, infatti, hanno dichiarato di voler incrementare il personale nel corso del 2015. L’88% delle startup, inoltre, ha già deciso di mettere in campo nuovi investimenti entro la fine del 2015 per la realizzazione di nuovi prodotti o servizi a elevato contenuto tecnologico. Per la maggior parte degli intervistati, tra le principali difficoltà incontrate vengono individuate la mancanza di capitale necessario (35%), la difficoltà di ottenere credito dalle banche (31%) e una eccessiva lentezza e complessità delle procedure amministrative (42%). Per questo motivo 4 aziende su 10 fra quelle che hanno in progetto di effettuare investimenti hanno già deciso di usare risorse proprie, circa un terzo invece confida nei finanziamenti pubblici, il 27% nell’ingresso nel proprio capitale di business angel o società di venture capital, un altro 26% punta sui prestiti bancari, il 24% è pronto ad aprire l’impresa a nuovi soci mentre il 14% ha dichiarato di voler ricorrere al crowdfounding.
«Questo accade», spiega Unioncamere, «anche perché si tratta di iniziative imprenditoriali per le quali non c’è certo bisogno di grandi capitali, quantomeno in fase di avvio: 6 su 10 hanno dato vita alla propria idea di impresa avvalendosi di un finanziamento iniziale di massimo 50mila euro e nel 2014 il 40% ha fatturato 25mila euro, il 15% 26-50mila euro e un ulteriore 25% tra i 51 e i 250mila euro».
Sotto il profilo commerciale il 23% delle startup è attivo principalmente sul mercato internazionale e il 34% su tutto il territorio nazionale, mentre appare contenuta (30%) la quota delle start-up che si muove soprattutto sul mercato provinciale o regionale.