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Accadde oggi

Il bambino e lo scontrino fiscale

è giusto multare un minore per aver omesso di chiedere lo scontrino fiscale da 100 lire? pubblicato il 18 marzo 1992

di Raffaele Rizzardi

Al di là del facile moralismo, che ha caratterizzato la maggior parte dei commenti all'episodio del bambino di sette anni, duramente sanzionato per essere uscito dal negozio senza lo scontrino fiscale, dopo aver speso la folle somma di cento lire, moralismo che pone a raffronto la severità dello Stato nei confronti di un episodio da bagatellare, con la generosità del provvedimento di condono, che addirittura prevede l'offerta speciale “paghi due, prendi tre”, con il meccanismo della franchigia di cinquanta per cento sull'integrazione ala dichiarazione originaria, integrazione e franchigia tanto maggiori quanto più infedele è stato il comportamento del contribuente al momento di assolvere l'annuale obbligo tributario, ritengo che altre e di maggior rilievo devono essere le domande che dobbiamo porci.
In primo luogo è sanzionabile un bambino di sette anni, per aver violato una delle diecimila disposizioni che regolano l'ambito tributario?
È diffusa convinzione che la pena pecuniaria sia comunque applicabile, prescindendo da qualsiasi valutazione soggettiva.
Ma è del tutto errata, avendo la pena pecuniaria la stessa configurazione della sanzione penale.
Il poco noto, ma fondamentale disposto dell' art. 3 della legge 24 novembre 1981, n. 689, applicabile a qualsiasi azione amministrativa, pone la condizione dell'esistenza di un elemento soggettivo della violazione (“nelle violazioni chi è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa”).
Le citate disposizioni sull'illecito amministrativo echeggiano quelle dell'art. 42 del codice penale (“nessuno può essere punito per un'azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa”).
Quanto al requisito della maggiore età, dispone espressamente l'art. 2 della legge 689, dichiarando non punibile il minore di anni diciotto (il rinvio al soggetto tenuto alla sorveglianza riguarda solo l'incapace di intendere e di volere, mentre non esistono disposizioni a carico dell'esercente di patria potestà).
La seconda considerazione riguarda il rapporto spropositato che esiste tra la violazione e la sanzione. Il rapporto avente a base le cento lire dell'acquisto del giovane “evasore” è certamente molto elevato, ma non sono da meno le sanzioni che, in materia di bolla di accompagnamento, puniscono nella stessa misura la mancanza di qualche pezzo di minuteria metallica rispetto alla divergenza di qualche chilogrammo di metalli preziosi.
Non parliamo dell'improprio effetto moltiplicatorio delle sanzioni relative agli adempimenti strumentali (bolla, ricevuta, scontrino), quando la constatazione è eseguita nell'accesso presso il contribuente, in quanto la logica delle elevatissime sanzioni unitarie è tale solo per il singolo controllo in itinere.
Anche in questo caso il condono è la vera pietra di paragone: a fronte di verbali talora di molti miliardi nei confronti di artigiani con anomalie nelle ricevute fiscali, è sufficiente un vantaggioso condono tombale per azzerare l'attività di verifica.
È indubbio che l'elevatezza delle sanzioni alimenta il contenzioso e prepara la strada del successivo condono fiscale.

Raffaele Rizzardi commercialista iscritto all’Odcec di Milano

Ex direttore e e componente del Comitato scientifico della rivista Ipsoa “Corriere tributario”