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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

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Il convegno del rilancio alla conquista della categoria

di Marcello Febert

Zio Zeb Gerardo
A distanza di tre anni da Bari, il IV Congresso di categoria ha visto per la prima volta questo secondo Consiglio nazionale cimentarsi al cospetto dei colleghi.
Gerardo Longobardi, alla stregua del mitico Zebulon "Zeb" Macahan”, ha tirato fuori una elegante grinta per lanciarsi alla conquista della categoria.
Il presidente, come il più professionale dei calciatori, si è serrato per ben due giorni in ritiro pre-partita, rinunciando alle tentazioni dell’affascinante moglie. Concentrato ma sciolto, pacato ma deciso, ha presentato con meticolosa puntualità la “lista della spesa”: l’elenco degli argomenti utili alla crescita del Paese. Parola d’ordine: semplificazione (la cui sola pronuncia ormai è sinonimo di terrore per ogni collega), premettendo che i commercialisti, anche se trattati come “figli di un dio minore”, hanno contribuito in modo insostituibile alla implementazione del fisco telematico e, senza timore, vinceranno anche la sfida della digitalizzazione.

La lista della spesa
L’elenco delle proposte è lungo; alcune sono dei desiderata ormai datati nel tempo, ma il presidente le propone e ripropone con tenacia: dalle novità sul bilancio 2016, che dovrebbe essere redatto da un iscritto all’albo, considerata l’abolizione della nota integrativa per le microimprese, stragrande maggioranza delle società, e considerato il principio della tutela della fede pubblica; alla revisione legale, obbligatoria comunque per chi ottiene finanziamenti pubblici o ha un elevato indebitamento nei confronti di terzi; dal terzo settore “Un Paese senza spessore umano e culturale non può porsi alla guida di un sistema globale”, che dovrebbe subordinare l’accesso ai fondi pubblici alla predisposizione dei bilanci con standard predefiniti; all’antiriciclaggio, che dovrebbe recuperare il suo scopo primario di contrasto alla lotta contro il terrorismo, ma senza mettere - immotivatamente - in serio pericolo di vita gli studi. Fino alla fiscalità ed alla semplificazione, alla riforma del catasto, alla definitiva delimitazione dell’autonoma organizzazione IRAP, all’eliminazione dell’ormai inutile 770, alle sanzioni relative al 730 precompilato, norma che contrasta i diritti costituzionali e contro la quale i commercialisti continueranno a battersi, fino alla riforma dell’interpello.

La sfida del futuro
Serve un nuovo calendario fiscale, con proroghe automatiche qualora si verifichi un’inefficienza del MEF, nel rispetto dello Statuto del Contribuente e non come questua dell’ultimo momento, con tempi certi e congrui; eliminando il proliferare di comunicazioni a ridosso della pausa estiva, comprese le comunicazioni di irregolarità tra giugno e luglio ed inserendo anche questa tipologia di atti nel novero della sospensione feriale: rifateci vivere il mese di agosto! Ancora, abolire gli studi di settore per i professionisti, operativamente difficili ed inadeguati nel metodo; rendere non imponibili le spese documentate; prevedere la detraibilità totale delle spese di formazione (tra l’altro obbligatoria) ed infine anticipare la detraibilità IVA in caso di avvio di procedure concorsuali.
Ovvero, un nuovo patto tra fisco, contribuenti e professionisti. Un patto che non resti sulla carta, ma che si espanda anche nelle sedi periferiche. Un patto in cui anche noi saremo chiamati a fare la nostra parte, con competenza, serietà e lealtà. Partendo dalla coscienza comune che vi è la necessità di un fisco migliore e l’obbligo di una riduzione della pressione fiscale che la banca mondiale calcola al 65,5%.
Il percorso è stato avviato: per la prima volta i commercialisti hanno partecipato al tavolo della formazione della Legge di stabilità.
Dal suo canto, il sottosegretario Casero, in un intervento fiume, ha dato parecchie risposte positive e delle aperture non di poco conto che speriamo di poter tastare con mano al più presto.

Il convegno e la formula
Dal punto di vista scientifico, importante e di elevato livello e qualità, con ospiti di primissimo piano e moderatori super preparati; l’unico neo, per chi come me è appassionato della materia, sono sembrati troppi gli undici workshop del venerdì mattina; si è dovuto rinunciare malvolentieri a seguirne alcuni.
Sperando che nessuno del Consiglio ci ascolti, o meglio che chi ci ascolta colga lo spirito, la formula è sembrata da rivedere. Il giovedì sera, l’ospite d’onore ha fatto una mezza cilecca. Claudio Bisio non ha convinto; a dire il vero non ci avevano convinto nemmeno la Littizzetto a Torino, Checco Zalone a Napoli ed Enrico Brignano a Bari. Considerati i nomi degli artisti, forse è giunta l’ora di un moderno maquillage.
Ottima la tavola rotonda di chiusura.
Concludendo, tutto è perfettibile, ma finalmente dopo anni bui stiamo riprendendo un po’ quota nei confronti del Paese, ma soprattutto: avanti tutta, alla (ri)conquista della categoria.