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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Pressato

Il signore dell’anello (debole)

di Marcello Febert

Pronto? Buongiorno, sono l’ispettore Sorrenti, Alan Sorrenti (nome di fantasia) dovrebbe venire in questura per ritirare un decreto di nomina quale amministratore giudiziario. Arrivo subito grazie, buongiorno.
In quel momento avevo creduto di aver fatto 13, invece era il primo passo verso la terra di mezzo, la terra in cui il professionista smette di essere un semplice professionista ed entra in un mondo complesso, nuovo, pieno di altri protagonisti: Elfi, Hobbit, Nani, Uomini, Stregoni ed Orchi….
Ero convinto di aver fatto 13; ero felice per la fiducia e strafelice per il ruolo e la funzione, e Antonio orgoglioso di avermi come amico. Anche io ero fiero di me stesso, ho due figli, vorrei che crescessero in un mondo migliore, in un Sud migliore; non sarò chiamato a cambiarlo, ma collaboro con chi quotidianamente ci prova.
Ne ero certo: Ho fatto 13! E’ inutile negarlo, Pensavo anche ai compensi, gommoni, macchine, ville al mare, palazzi, rolex, champagne e caviale.
E’ bastato poco per accorgermi invece che avevo, sì, fatto 13, ma il numero ahimè, era solo in riferimento ai “ruoli” che la complessa funzione riveste, come già più volte emerso:
Pubblico Ufficiale, Custode, investigatore, consulente commerciale, manager, dirigente statale, autore di piani industriali, liquidatore, curatore fallimentare, contabile, ausiliario del tribunale, collaboratore dell’Agenzia, cassiere del FUG.
Ma, soprattutto, fare l’amministratore Giudiziario in una città di frontiera non ti obbliga semplicemente alla tanto enfatizzata scelta di campo, bensì ti stravolge la vita, sia dal punto di vista professionale che personale che familiare: attenzione ai clienti, attenzione alle frequentazioni, attenzione alle frequentazioni degli amici, dei parenti e degli affini.
Ti obbliga a stravolgere il tuo studio, a strutturarti, ad organizzarti; ti obbliga a convivere con l’insonnia, con la responsabilità di posti di lavoro, di aziende da mantenere in vita, ad amministrare in modo sereno, equilibrato e proficuo (per conto di chi spetta) delle società e della aziende che operano nei settori più vari, acquisendo competenze e conoscenze, e sempre stando attendo a contemperare: l’esigenza della procedura, l’esigenza delle Autorità Giudiziarie, l’esigenza dei dipendenti, l’esigenza del mercato, l’esigenza dell’indotto, l’esigenza dei segnali positivi nei confronti della comunità, l’esigenza dei concorrenti, l’esigenza della legalità, l’esigenza dell’Agenzia, l’esigenza di Confindustria, e per ultima l’esigenza dei proposti …. Già, perché, proprio mentre dai per scontata la confisca, arriva il provvedimento di dissequestro, ed è allora che la terra di mezzo diventa ancora più oscura ed entrano in gioco gli Stregoni, e non ci sarà alcun anello ad assicurarci l’invisibilità.
Ma intanto i risultati crescono ed i numeri dei beni gestiti dall’Agenzia diventano vertiginosi (a proposito, Agenzia in procinto di essere trasferita da Reggio Calabria a Roma, dimenticando improvvidamente la ratio della prima scelta) e qualcuno ne approfitta - o ne ha approfittato - ed allora? Allora, decreto “punitivo”. Compensi, già più che “normali”, falcidiati nel nome di una attività pseudo liquidatoria, farneticante limite di un incarico a professionista (ipotesi già cassata) e, ancora, da calcolare in via generale e non temporale, generando introiti “bestiali” per società enormi, anche se gestite per pochi mesi e poi dissequestrate, e compensi irrisori per società medio piccole, gestite in modo oculato per parecchi anni e con parecchia fatica.
So che parecchi colleghi che ci leggono non svolgono questa funzione; ma ci tenevo a rappresentare che si tratta di una funzione sociale e mi sembrava opportuno farvi conoscere in breve quanto sia dura la terra di mezzo, quanto è difficile svolgere il ruolo del Signore dell’Anello. Ma state tranquilli, ce la faremo. Come direbbe mia figlia: noi non siamo bassi, siamo Hobbit!