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Cultura

L'amore secondo Chagall

Per la prima volta in Italia, sono in mostra le opere del celebre artista ebreo. Più di cento lavori per ripercorrere la sua vita avventurosa attraverso il secolo breve

di Simona Bembo

Una vita straordinaria e raminga che attraversa tutto il Novecento, tra guerre, peregrinazioni e un grande amore perduto troppo in fretta: questa, in sintesi, la vita di Marc Chagall, pittore russo di origini ebraiche che ha segnato il secolo breve con la sua poetica innovativa.
Fino al 26 luglio, presso il Chiostro del Bramante a Roma, sarà possibile ammirare in Chagall. Love and Life alcuni tra i suoi più celebri lavori, concessi eccezionalmente dall'Israel Museum di Gerusalemme. Fondato nel 1965, questo museo ospita collezioni di opere d’arte che attraversano la cultura ebraica dalla preistoria al contemporaneo. I lavori di Chagall sono stati donati al museo dall’artista stesso, dalla figlia Ida e da sostenitori dell’istituzione che proprio quest’anno compie 50 anni.
Per la prima volta in Italia, 140 lavori tra disegni, olii, gouache, litografie, acqueforti e acquerelli per ripercorrere la vita di Chagall e la sua arte, che fu una commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee, dall’originaria cultura ebraica a quella russa, all’incontro con la pittura francese delle avanguardie.
Con il patrocinio di Roma Capitale, curata da Ronit Sorek e prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, l'esposizione ripercorre i temi fondamentali della produzione di Chagall: dalle radici nella nativa Vitebsk (Bielorussia), descritta nella serie Ma vie (My Life), all’incontro con la moglie Bella Rosenfeld, prematuramente scomparsa dopo il loro arrivo a New York in fuga dalla guerra .
Oltre allo straordinario numero di opere e alla varietà di temi raffigurati da Chagall (molto più ampia rispetto alla maggior parte dei suoi contemporanei), è l'ambiente espositivo a rendere davvero unica l'esperienza per il visitatore: in una delle sale sarà possibile osservare la proiezione di quattro opere che prendono forma e si completano sulla parete, con un sottofondo sonoro che rende multisensoriale l’intera esperienza percettiva.
Nell’ultima sala vi è poi la proiezione a parete di una delle opere più importanti dell'artista, La passeggiata (di cui in mostra è presente una gouache del 1919), che invita il visitatore a immergersi nell’atmosfera del dipinto e a immortalare il proprio viso al posto di quello degli amanti, per portare con sé un ricordo personale della mostra e del grande amore di Chagall per la sua prima moglie Bella, dei quali proprio quest’anno cade il centenario del matrimonio.
Un'occasione unica, quindi, per scoprire e ammirare un artista amatissimo, che ha attraversato tutte le contraddizioni del Novecento mantenendo, fino alla fine della sua lunga esistenza, ottimismo e gioia di vivere.