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Cultura

L'Arte sconfigge Gomorra

Alcuni capolavori degli Uffizi sono in mostra all'interno di una villa sequestrata alla Camorra. I giovani di Casal di Principe saranno le guide d'eccezione in un percorso all'insegna della bellezza e della legalità

di Maria Cafagna

Si intitola “La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe” la mostra inaugurata il 21 giugno nel centro del casertano con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il sostegno di Confindustria Nazionale, e che avrà – per la prima volta in Italia – una sede espositiva unica: una villa confiscata alla camorra, recuperata a fini museali e intitolata a don Peppe Diana, emblema della lotta alla criminalità.
Fino al 21 ottobre sarà possibile ammirare le opere provenienti dalle collezioni degli Uffizi, del Museo di Capodimonte, della Reggia di Caserta e del Museo Campano di Capua scelte per il loro
significativo legame con il territorio che le accoglie. Curata dal Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, con Marta Onali, e dal Direttore del Polo Museale Regionale della Puglia, Fabrizio Vona, l'esposizione vanta una selezione di estremo interesse frutto del lavoro dei curatori e del patto di responsabilità sociale tra il mondo della cultura e della politica, tra grandi realtà imprenditoriali e associazioni culturali, che insieme hanno sposato la sfida proposta da R_Rinascita : esporre per la prima volta in Italia opere del più importante museo nazionale in un bene confiscato alla camorra, recuperato e reso fruibile.
Nelle intenzioni degli organizzatori, la visita, la partecipazione e la condivisione di questa mostra e di questo progetto significano sostenere la rivoluzione che sta cambiando il presente e il futuro di una terra martoriata.
Attorno a questa mostra si è dato il via a un vero e proprio Rinascimento di idee e di azioni che si pone come obiettivo la promozione di attività concrete nei territori interessati, coinvolgendo le più innovative e attive realtà locali. Primo atto di questa operazione è stata la creazione di determinate condizioni di scambio, utili alla formazione sui mestieri della cultura, allo scopo di costituire un nucleo di operatori idonei, consapevoli e disponibili alla guida dei visitatori della mostra di Casal di Principe. «In una terra apparentemente destinata alla resa» - ha affermato Alessandro de Lisi, responsabile culturale di R_Rinascita - «la risposta della cooperazione sociale- penso a Nuova Cucina Organizzata, e di certa impresa perbene - hanno salvato l'anima di un'intera comunità operosa». E così, condividendo intenti e azioni, gli Uffizi e il Comune campano hanno reso possibile la formazione degli Ambasciatori della Rinascita: 80 giovani del territorio, selezionati a Casal di Principe tra persone senza carichi penali o condanne ma privi anche di legami diretti di parentela con criminali, camorristi in particolare, destinati ad accogliere i turisti in visita alla mostra e a narrare le eccellenze locali e le sfide vinte contro la camorra, i temi complessi della criminalità organizzata e delle economie mafiose, la storia delle vittorie dello Stato e della società civile. «Adesso occorre spingere al massimo» - continua de Lisi - «e questa coraggiosa manifestazione di cura per la gente perbene, da parte degli Uffizi e delle istituzioni democratiche coinvolte, va in questo senso: spingere sull’implementazione di modelli di economia della conoscenza. Serve lavoro libero e bello; serve occuparsi della felicità del prossimo e dei giovani, oltre che del pane disperato della fame; serve far ripartire il bisogno di impresa e di libertà per vincere la camorra, per sempre».
«Le opere - provenienti dagli Uffizi, da Capodimonte, dalla Reggia di Caserta e dal Museo Campano di Capua - porteranno un vento diverso a Casal di Principe», ha dichiarato Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, «testimoniando l’importanza di una mostra che non è solo etica bensì il segno di una rinascita». Gli fa eco Roberto Saviano in un post sul suo blog intitolato La bellezza salverà la mia terra, dedicato a questa mostra.
«L’augurio che mi sento di fare ai giovani e a tutta la comunità di Casal di Principe» - conclude il Ministro -«è quello di continuare a lavorare uniti nel segno della legalità e della bellezza, sfidando pessimismo e paure, e rivendicando con orgoglio l’appartenenza alla propria terra».

Il caso Vivian Maier
Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago, sino dai primi anni Cinquanta ha fotografato la vita nelle strade delle città in cui ha vissuto senza mai far conoscere il proprio lavoro. Dopo la sua morte, il suo sterminato archivio (più di 150.000 negativi, una miriade di pellicole non sviluppate, stampe, film in super 8 o 16 millimetri, registrazioni, appunti) è andato all'asta. Il lotto è stato acquistato per puro caso dal giovane John Maloof e la ricerca dell'identità della misteriosa fotografa è diventata un documentario di grande successo candidato all'Oscar: Finding Vivian Maier ha permesso al mondo di scoprire l'immenso talento di questa artista, rendendola nel giro di qualche anno una delle figure più amate e controverse del Novecento. Fino al 18 ottobre le sue opere saranno esposte al museo MAN di Nuoro : «delle opere di Vivian Maier» - afferma Lorenzo Giusti, Direttore del MAN - «non colpisce soltanto la capacità di osservazione, l’occhio vigile e attento a ogni sensibile variazione dell’insieme, l’abilità di composizione e di inquadramento; ciò che più impressiona è la facilità nel passare da un registro all’altro, dalla cronaca, alla tragedia, alla commedia dell’assurdo, sempre tendendo saldamente fede al proprio sguardo. Una voce rimasta per molto tempo fuori dal coro, ma senza dubbio ben accordata».

La Cina imperiale a Roma
Fino al 28 febbraio 2016, nelle sale del Refettorio Quattrocentesco di Palazzo Venezia, saranno in mostra i capolavori dal Museo Provinciale dello Henan, uno dei maggiori musei nella Repubblica Popolare Cinese. Saranno esposti oltre 100 pezzi, tra i quali una veste funeraria di 2.000 listelli di giada intessuti con fili d’oro, lacche, terrecotte invetriate, vasi, oggetti d’oro, d’argento e di giadeite, a illustrare lo straordinario clima di prosperità e di apertura culturale di questo periodo, quando la capitale dell’Impero, l’odierna Xi’An, era crocevia di tutti i commerci, riceveva gli ambasciatori del mondo ed era popolata da oltre un milione di persone.
L’esposizione – che ha il patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo della Repubblica Italiana (MiBACT) - è organizzata dalla State Administration of Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese (SACH), dalla Direzione Generale Musei del MiBACT e dal Polo Museale del Lazio, in collaborazione con l’Amministrazione provinciale dello Henan.

Expo celebra Giotto
“Giotto, l’Italia” è il grande evento espositivo che concluderà il semestre di Expo 2015 a Palazzo Reale di Milano. La mostra propone al pubblico cosmopolita dei visitatori di Expo di incontrare i grandi capolavori dell’artista fondatore della cultura figurativa italiana, riunendo 13 opere - prevalentemente su tavola - nessuna delle quali prima esposta a Milano. Una sequenza di capolavori mai riuniti tutti insieme in un’esposizione. Ognuno di essi ha provenienza accertata e visualizza quindi il tragitto compiuto da Giotto attraverso l’Italia del suo tempo, in circa quarant’anni di straordinaria attività. La mostra - promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Comune di Milano-Cultura e ideata da Éupolis Lombardia, con progetto scientifico di Pietro Petraroia e Serena Romano, che ne sono anche i curatori - è prodotta e organizzata da Palazzo Reale e dalla casa editrice Electa. L'esposizione è un capitolo fondamentale del programma di Expo in città.