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L'Oppure, il Friuli come non l'avete mai visto

Nasce a Pordenone da un team tutto under 30 un progetto social e disintermediato per aiutare i visitatori a conoscere il territorio friulano

di Maria Cafagna

Lonley Planet, celebre guida turistica nota in tutto il mondo, ha inserito il Friuli Venezia Giulia nella top ten delle regioni da visitare nel 2016. "Questa notizia ci ha resi davvero felici" dichiara Matteo Carbone, fondatore e coordinatore del progetto L'Oppure, " talmente felici che abbiamo scelto di lanciare una rubrica ad hoc, dove racconteremo i nostri luoghi preferiti del Friuli-Venezia Giulia". L'Oppure è un progetto che si pone l'obiettivo di raccontare il patrimonio culturale, artistico e ambientale del Friuli in maniera sociale e disintermediata.
"Una parte sostanziale del nostro progetto nasce dalla voglia di raccontare tutto ciò che accade nella nostra Regione, ma altresì vuole raccontarne lo spirito, la vita, l’anima di queste terre troppo spesso dimenticate e non valorizzate". Si legge sul sito ufficiale del progetto: "vogliamo dare il nostro benvenuto a chi cercherà su Google e sui social network la nostra Regione e per farlo sfoggeremo un nuovo logo ad hoc, nato dalle nostre menti e dalle nostre mani".
Affinché tutto possa essere rintracciabile è stato creato l’hashtag #MandiLonelyPlanet, che permetterà a tutti gli "esploratori digitali" di rintracciare i luoghi più affascinanti del Friuli consigliati direttamente di chi abita e vive quotidianamente questa Regione. Una nuova idea di turismo, trasversale e disintermediato, in cui grazie ad un hashtag è possibile creare un filo diretto tra visitatore e cittadino.

Abbiamo parlato con Mattia Carbone per farci spiegare come nasce ed in cosa consiste questo nuovo storytelling del turismo tutto made in Friuli.

Come nasce il progetto L'oppure e come si sviluppa?
Il progetto L'oppure nasce da una mia intuizione circa un anno e mezzo fa: era il periodo in cui si sentiva storpiare il nome del nostro capoluogo di provincia in 'Pordenoia', e insieme ad altri miei colleghi ed amici ho pensato, guardando la realtà del nostro territorio, che fosse necessario fare qualcosa per contrapporsi a questo brutto nomignolo. Occorre fare una premessa: Pordenone è la seconda città in Italia per impatto socio-economico delle attività culturali. È la città che ospita Pordenonelegge, le Giornate del Cinema Muto, il Blues Festival, Scienzartambiente; la stagione del Teatro Comunale Verdi è di primo piano a livello nazionale e la scena musicale è vivace. 
Insieme abbiamo messo su un gruppo di giovani volontari con l’obiettivo di creare una piattaforma di cronaca culturale relativa al territorio della Provincia di Pordenone. Il progetto poi si è espanso con le stesse finalità alla Provincia di Udine e si sta per estendere anche a quella di Trieste.

Com'è composto il vostro team?
Il nostro team è composto da ragazzi tra i 16 e i 30 anni, una quarantina in tutto. Provengono dalle più disparate realtà educative: licei, università, mondo del lavoro. Hanno diversi interessi e competenze, tutte utili alla riuscita del progetto; in comune abbiamo l'amore per la nostra terra e per la cultura. Siamo persone curiose, interessate al mondo della tecnologia e della comunicazione.

Perché avete deciso di investire in questa idea e perché proprio il Friuli?
Non siamo noi che abbiamo deciso di investire in questa idea e non abbiamo scelto il territorio in cui siamo nati; ma è il nostro territorio che chiedeva disperatamente che qualcuno facesse narrazione culturale e le inutili critiche ad averci spinto ad agire, perché lamentarsi è facile, rimboccarsi le maniche e tentare di avere successo giusto e soddisfacente.

Cosa distingue il vostro network da altri come Tripadvisor?
Il nostro è prima di tutto un progetto no-profit; le attività che facciamo sono totalmente autofinanziate e si basano sul contributo di ragazzi che dedicano un po’ del loro tempo libero a questa iniziativa. 
Non siamo un servizio per ricercare alberghi o ristoranti in Friuli: ci occupiamo di divulgazione riguardante il nostro territorio, facendo conoscere quali sono le località interessanti, informando sugli eventi che ci saranno e raccontando la storia, le curiosità e le tradizioni friulane.

Quanto e come state investendo nei social network?
I social network sono stati la nostra principale vetrina ed il luogo in cui sviluppare campagne che ci hanno portato ad una maggiore interazione e fidelizzazione con i nostri lettori. Attualmente abbiamo un team che si occupa di definire la linea editoriale che teniamo sui nostri canali; negli ultimi mesi stiamo notando sempre più feedback positivi da parte di chi ci segue e questo ci stimola a prestare sempre più attenzione e cura alla nostra immagine social.

Qual è il vostro target e come pensate di conquistare nuove fette di mercato?
Inizialmente abbiamo puntato a farci conoscere nel nostro territorio: i primi articoli erano rivolti alle persone del posto che cercavano un evento culturale da seguire in zona. Adesso abbiamo allargato la nostra platea parlando di tematiche gastronomiche, linguistiche e storiche e pensiamo che questo possa interessare anche chi da fuori è incuriosito dal Friuli-Venezia Giulia.

Infine, può consigliarci un luogo o un evento del Friuli poco conosciuto ma che meriterebbe di arrivare al grande pubblico?
Se dovessi scegliere direi Spilimbergo, un centro storico medievale vicino al fiume Tagliamento. In questa piccola cittadina si trova una famosa scuola di mosaico e quast'anno si è svolta la prima edizione del festival Le giornate della Luce, un evento dedicato alla fotografia nel Cinema.