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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Diritto

La compliance per il business

Da vincolo regolamentare a presupposto indispensabile per lo sviluppo e l’innovazione

di Carlo Arlotta

Si parla sempre più spesso dell’importanza della compliance quale presupposto indispensabile per il disegno e l’efficace implementazione delle strategie e dei progetti di sviluppo del business.
Le piccole e medie imprese eccellenti, dinamiche, attente alle più interessanti evoluzioni del mercato si confrontano sempre di più al proprio interno sul tema di un’adeguata allocazione di risorse per ottemperare alle necessità della compliance, facendo investimenti significativi.
Ciò è ancor più vero nelle aziende che hanno una propria rilevante presenza nei mercati internazionali, che comprendono quindi l’importanza di essere presenti con modelli di ingresso e di permanenza nuovi ma sempre in linea con i migliori standard, come l’applicazione più efficace di regole e prassi vigenti nei mercati di riferimento delle proprie iniziative strategiche, produttive e commerciali.
Il rischio di** compliance deriva dai comportamenti *aziendali che non risultano aderenti alle leggi, ai regolamenti ed agli standard di condotta. In questo contesto di criticità rientrano anche i *comportamenti *non conformi alle *best practice di mercato od alle particolari regole di condotta stabilite all’interno della singola impresa.
L’adeguamento richiesto in termini di investimenti organizzativi, tecnici e finanziari, a prescindere dal modello di gestione prescelto, non è il solo importante impatto conseguente all’evoluzione della regolamentazione sulla compliance. Un ulteriore ambito di analisi deriva dalla declinazione dei valori e delle strategie dell’impresa in una vera e propria cultura della compliance, che dovrà permeare, da un lato, gli assetti ed i modelli di organizzazione disegnati e, dall’altro, i comportamenti di tutti i soggetti (dal vertice ai singoli operatori aziendali) che agiscono quotidianamente nell’impresa.
Spesso i ritardi o la mancata tempestività nell’analisi “regolamentare” di un progetto -, dovuta anche a scarsità di risorse specializzate all’interno, per lo studio e la comprensione delle tematiche di compliance riferite al singolo aspetto del progetto od allo sviluppo di un determinato prodotto - finiscono con il ritardare la partenza di una iniziativa nuova od allo studio. Ciò potrebbe tradursi in una perdita di vantaggio competitivo che, in determinati momenti ed in una economia come la nostra, particolarmente concentrata sulla capacità e velocità di reazione delle imprese, potrebbe rivelarsi un fattore critico di insuccesso dell’iniziativa, magari tramutandosi al contempo in vantaggio per un competitor più strutturato e capace di rispondere efficacemente e velocemente anche sugli aspetti regolamentari più complessi.
La compliance, in certi casi, quindi diventa un fattore discriminante del successo od insuccesso di un’iniziativa, di un progetto, di un prodotto o servizio da offrire sul mercato.
La qualità e l’efficacia dei processi vengono anche migliorate attraverso l’integrazione tra compliance ed innovazione. In particolare, gestire efficacemente l'interazione tra compliance ed innovazione consente:
la riduzione dei prodotti resi o richiamati dal mercato (si veda per tutti il recente caso Volkswagen);
la riduzione dei costi di compliance;
la diminuzione dell’impegno in termini di tempo per rispondere alle richieste di informazioni su difetti o malfunzionamenti da parte dei clienti;
il contenimento dei tempi di processo ed approvazione dei documenti;
la riduzione della tempistica di recupero delle informazioni sui prodotti.
Un ruolo importante sarà giocato dalle banche nel tentativo di individuare soluzioni che possano essere economicamente sostenibili, in grado di garantire la piena conformità ai requisiti dettati dalle norme, mantenendo, allo stesso tempo processi redditizi e sostenibili nel lungo periodo.
Spesso le istituzioni finanziarie hanno affrontato questo numero crescente di obblighi legislativi mantenendo un approccio orientato ad individuare soluzioni di breve periodo in grado di soddisfare i requisiti e le scadenze stringenti richiesti dalla normativa, con costi di implementazione il più possibile contenuti.
La limitatezza di questo approccio è evidente. I cambiamenti imposti dai dettami normativi hanno la necessità di essere quindi correttamente interpretati nel modello di business e nei servizi offerti dalle istituzioni finanziarie e non possono solo divenire un mero adempimento ad un obbligo di legge.
Le istituzioni finanziarie devono, quindi, mantenere una visione complessiva dell’evoluzione regolamentare in corso ed attivare processi di implementazione delle modifiche legati ai nuovi dettami normativi, che consentano di apportare innovazioni utili nella gestione dei modelli di business.
Se interpretata secondo la modalità appena evidenziata, la compliance può effettivamente trasformarsi in una leva strategica, creando valore e portando innovazione nel business dell’istituzione finanziaria.
I professionisti avranno la grande opportunità di affermare un ruolo ed un supporto nuovo proprio verso le aziende più attive, innovative ed interessate ad essere assistite nella ricerca del posizionamento ottimale nei diversi settori di appartenenza delle attività, nella ricerca e definizione delle scelte dei modelli di business, degli assetti organizzativi, delle procedure interne di cui dotarsi, nel rispetto dei principi della compliance.
L’assistenza più qualificata nell’identificazione, gestione e monitoraggio del rischio associato ad una mancata sensibilità alla conformità normativa (interna ed esterna) è un campo di attività ancora da esplorare ed approfondire da parte dei commercialisti.
Per le diverse ragioni che abbiamo provato ad illustrare nel presente contributo, siamo fortemente convinti che la compliance *aziendale potrà rappresentare nel futuro un’area di business di particolare interesse per il commercialista e si potrà trarre grande soddisfazione professionale dalla declinazione della stessa come area di promozione dello sviluppo e dell’innovazione del business delle imprese, siano esse di grande ma anche di media e piccola dimensione.emphasized text*