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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

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La finestra sul cortile

di Marcello Febert

Jeff, il fotoreporter di successo nel famoso film “La finestra sul cortile”, è dinamico, brillante, affascinante ed intraprendente, costretto su una sedia a rotelle per quasi due mesi a causa di una frattura alla gamba sinistra, riportata in un incidente di lavoro. Annoiato per la forzata e lunga inattività, inizia ad osservare i suoi vicini di casa, servendosi di un binocolo e della propria macchina fotografica.
Anche Marcello, secondo lui (che poi sarei io), è al pari di Jeff, un uomo di successo, commercialista dinamico ed affascinate. E, come Jeff, è reduce da un infortunio, un intervento al tendine d’Achille (grazie al superlativo Roberto) e, anche lui, è stato costretto per quasi due mesi sia all’uso delle stampelle sia - cosa più importante per un professionista (libero è ormai un aggettivo totalmente fuori contesto) - a rallentare la propria attività, per giunta nel periodo più ricco di impegni ed adempimenti.
Ebbene sì! Il criceto è stato costretto a scendere dalla propria ruota, moderare il passo, prendere dei grossi respiri per far rallentare i battiti cardiaci e talvolta assistere agli eventi con un pizzico di distacco, come un novello Jeff, diretto dall’impareggiabile Hitchcock ed al fianco di una donna amorevole quanto l’affascinante Grace.
Invaso da una sensazione che tutti quanti dovrebbero provare (preferibilmente senza subire interventi) … rallentare per tentare di riuscire a dare il giusto peso ad ogni cosa, a rendere le cose importanti … importanti, le cose meno importanti … meno importanti, le cose superflue … superflue.
E’ stato bello, anche se a volte amaro, per Jeff/Marcello assistere agli eventi da seduto. In luogo del binocolo o della macchina fotografica, il telecomando, il quotidiano o l’I-Pad. Non avranno lo stesso fascino e lo stesso effetto, ma certamente l’angolatura è più obiettiva e oggettiva rispetto a quello dell’affannosa ruota.
Ha potuto profondamente immedesimarsi nella disperazione di Jon e Akvile, una coppia di insegnanti di lingua inglese che da oltre un decennio vive a Reggio Calabria, dove insegna la lingua anche ai commercialisti reticenti come lui, per aver appreso, all’alba di una mattina anonima, di essere divenuti improvvisamente extracomunitari dopo il sì alla Brexit.
Ha apprezzato i solitamente viziati ed egocentrici calciatori della nazionale dimostrare per l’ennesima volta al Paese ed al mondo che quando gli italiani si mettono d’impegno, con unità d’intenti, riescono a farcela sempre o, quantomeno, a dare del filo da torcere a tutti, conquistando il cuore dei loro connazionali.
Ha assistito attonito alla distruzione di intere cittadine del centro Italia, il crollo di edifici storici ed anche di quelli meno storici, o addirittura di recente costruzione (sic!), suscitando le satiriche, biasimevoli, amare attenzioni di Charlie Hebdo.
Ogni giorno ha osservato le meravigliose acque su cui si affaccia la Sicilia e la sera le ha riviste con occhi diversi, nei servizi che riportavano i numerosi sbarchi, le numerose vittime e le altrettante reazioni dei popoli insofferenti a questa invasione priva di sosta, senza che i politici europei riescano ancora a trovare una soluzione ad un immenso dramma umanitario.
Infine, ha goduto dell’infaticabile lavoro e supporto delle sue collaboratrici e colleghe che, nonostante un “capo” a mezzo servizio, sono riuscite a portare a termine la famigerata “campagna dichiarazioni”.
Poi è arrivato l’autunno, sono iniziate le campagne elettorali per il rinnovo delle varie governance della categoria. La Cassa di Previdenza, gli Ordini locali, il Consiglio nazionale ed improvvisamente Jeff/Marcello sta meglio, è risalito in fretta sulla ruota per tornare ad essere un criceto … sfortunatamente non ha più tempo per pensare.