Press

Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Start Up Stories

La rivoluzione della mobilità

Controversa e innovativa, al centro di numerose polemiche e di battaglie legali. È Uber, startup nata nel 2010 a San Francisco che sta cambiando per sempre il modo di muoversi. Abbiamo incontrato Uber Italia per saperne di più

di Maria Cafagna

Quando, in una fredda nottata parigina, a Travis Kalanic e al suo amico Garrett Camp è saltato in mente di sviluppare un sistema di noleggio auto a portata di smartphone, certamente non si sarebbero mai aspettati che la loro intuizione diventasse la più amata e allo stesso tempo la più controversa startup a livello mondiale. Valutata nel giugno 2014 attorno ai 18 miliardi di dollari, Uber ha messo in evidenza come nessun'altra tutte le contraddizioni e le potenzialità della sharing economy. Per cercare di capire meglio come funziona e il perché di tanto clamore attorno a questa startup, abbiamo incontrato Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber in Italia.

Può spiegarci in poche parole la differenza tra Uber e un servizio di noleggio con conducente?
Uber è una piattaforma che mette in contatto rider (passeggero) e driver (conducente). Quest’ultimo, nel caso di UberBlack, è un autista professionista titolare di licenza di noleggio con conducente. Infatti Uber non ha un parco macchine, né dipendenti-autisti. Uber è una piattaforma tecnologica abilitante e, grazie alla sua tecnologia, – che è costantemente impegnata a sviluppare – permette alle persone di verificare in tempo reale se ci sono macchine disponibili, di chiamarle, di seguire il percorso che fanno sulla mappa e di pagare senza dover utilizzare contanti direttamente con carta di credito. Gli autisti, ogni fine settimana, ricevono automaticamente il loro compenso ed è tutto tracciabile.

Come si diventa autisti di Uber?
Il team di Uber effettua dei controlli e conosce personalmente tutti i driver che utilizzano la sua piattaforma: i driver UberBlack hanno la licenza di noleggio con conducente rilasciata dal loro Comune mentre quelli di UberPop sono persone che decidono di contribuire alla mobilità della propria città, ammortizzando così i costi per il possesso della propria auto. Per diventare un driver UberPop bisogna avere almeno 15 punti sulla patente, i certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti nulli, una macchina regolarmente assicurata che non abbia più di 10 anni. Dimostrati questi requisiti e fatto un colloquio con il team cittadino si può iniziare a offrire tragitti urbani.

Uber monitora il comportamento dei suoi autisti?
C'è un meccanismo di valutazione proprio della community di Uber al quale, quando necessario, si aggiunge una nostro controllo caso per caso, a seguito di segnalazioni o comportamenti anomali. La valutazione comunque non è a senso unico, e per questo possiamo parlare di community: al termine di ogni corsa si può valutare il driver, ma anche il driver può valutare il comportamento del passeggero. Così si evitano eventuali comportamenti sgradevoli da parte di entrambi. In caso di problemi – un tragitto troppo lungo, la macchina in condizioni non adeguate o altro – si può scrivere subito al team cittadino, che verifica la segnalazione e prende i provvedimenti necessari. Tutto ciò rende possibile il fatto che, per esempio, se il driver ha scelto la strada sbagliata allora si autocorregga, chiudendo la corsa a metà tragitto e così non caricando sul passeggero il costo del suo errore.

Qual è l'inquadramento dei vostri autisti?
Non sono nostri dipendenti, ma lavoratori autonomi o occasionali.

Dal punto di vista fiscale: qual è la differenza tra un autista Uber e un tassista?
Non c'è un trattamento fiscale che deriva dall'utilizzare la piattaforma Uber. Gli autisti di Noleggio con Conducente, che con Uber forniscono un servizio più moderno ed efficiente ai clienti, sono soggetti agli obblighi fiscali propri della categoria. Uber infatti è una piattaforma dove si incontrano la domanda e l'offerta, alla quale potrebbero accedere anche i tassisti, come succede in altre città nel mondo. Grazie a Uber possiamo avere un mercato trasparente, dato che le corse e i pagamenti sono tracciati.

Ci sono state molte polemiche attorno a UberPop. Tuttavia, il sistema che sta alla sua base è già ampiamente diffuso (si pensi a Blablacar o al crescente fenomeno dell'home-cooking). Siete riusciti a farvi un'idea del perché?
UberPop è una delle opzioni possibili in una mobilità nuova, basata su stili di vita e esigenze diverse da quelle del passato. UberPop non è un servizio uguale a quelli esistenti nel settore della mobilità urbana, così come non lo è BlaBlaCar rispetto alla mobilità interurbana, AirBnB nell'accoglienza o Gnammo rispetto alla ristorazione. Il bisogno è lo stesso, ma le modalità di soddisfazione cambiano, e cambiano perché lo vogliono le persone. Quello che sta accadendo però non è così nuovo, è già successo in ambiti immateriali come quello dei contenuti audiovisivi, ed è in continua evoluzione. Quando il settore toccato da questo tipo di evoluzione è un settore organizzato ci troviamo davanti a resistenze in difesa dello status quo. Quando accaduto in questi anni però ci dimostra che il progresso è inevitabile e vince chi riesce a interpretarlo.

Come intende rispondere Uber alla sentenza del tribunale di Milano che vieta l'utilizzo di UberPop?
Il Tribunale di Milano ha deciso che il servizio UberPop rimane sospeso in tutte le città italiane in cui opera in seguito alla causa per concorrenza sleale promossa da alcune associazioni di tassisti. In tutte le sedi abbiamo cercato di dimostrare che non è così e che, anzi, un'apertura del mercato gioverebbe a tutti, operatori e consumatori. Abbiamo visto l'ennesima interpretazione delle norme di una legge del 1992 che governa ancora il sistema della mobilità italiana. Quelle stesse norme che sia per l'Authority dei trasporti, sia per quella per il Mercato e la Concorrenza andrebbero aggiornate anche rispetto alle innovazioni tecnologiche introdotte da applicazioni come la nostra. Uber non smetterà di lavorare per trovare nuove soluzioni in linea con i suggerimenti delle autorità e per continuare a offrire alle persone e alle città un'alternativa economica, affidabile e sicura per muoversi. Ed un'opportunità concreta alle centinaia di driver che hanno sino ad oggi percorso questa strada insieme a noi.