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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Global Review

Le buone prassi di governance per le PMI

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha tradotto in italiano la Guida realizzata dal CILEA per le piccole e medie imprese

di Elena Florimo

Il CNDCEC ha pubblicato, nel luglio 2016, la traduzione italiana della “Guía de buenas prácticas de gobernanza empresarial para las PYME”. Il manuale, che si rivolge alle piccole e medie imprese, è stato realizzato dal gruppo tecnico “Corporate governance” del CILEA (Comitato di Integrazione Latino-Europa-America), il cui lavoro ha coinvolto direttamente anche il Consiglio nazionale dei commercialisti.
Il CILEA nasce nel 1997 con l’idea di mettere in contatto professionisti con comuni radici latine e riunisce Paesi del Centro e Sud America e dell’Europa meridionale. Il suo obiettivo principale è quello di condividere i valori professionali, scambiare informazioni, aggiornarsi sui temi di interesse comune e promuovere il modello latino della professione economico contabile. Il CNDCEC è tra i membri fondatori del CILEA, il cui vice presidente è attualmente il consigliere nazionale Giovanni Gerardo Parente.
Per rispondere all’esigenza delle piccole e medie imprese di definire e migliorare le proprie prassi di governance, la “Guida alle buone prassi di governance per le PMI” propone una serie di raccomandazioni pratiche, che il CNDCEC ha deciso di rendere fruibili anche ai commercialisti italiani curando la traduzione del documento.
In Italia il 95% delle attività produttive è svolto da imprese piccole e medie, per la maggior parte micro imprese, che hanno una grande rilevanza anche sul fronte occupazionale, dal momento che impiegano circa l’80% della forza lavoro privata. Per favorirne la crescita e assicurarne la stabilità, occorre considerare attentamente le loro condizioni e modalità operative, la situazione interna, la capacità di affrontare i rischi, nonché la loro struttura di governance.
Partendo proprio da queste considerazioni, la Guida si propone di fornire alle piccole e medie imprese gli strumenti pratici per individuare le problematiche legate alla governance comune alla maggior parte delle PMI, ma anche per affrontare altre questioni caratterizzanti le imprese di tipo familiare. Per queste ultime propone una serie di raccomandazioni specifiche, tarate sulle esigenze di questa particolare tipologia di impresa, che, proprio per il suo carattere familiare, presenta spesso dinamiche molto complesse e difficili da irreggimentare.
Mettendo al primo posto l’etica, le raccomandazioni della Guida hanno come principale obiettivo il perseguimento del bene comune e sono state definite partendo dall’imprenditore e dalla sua famiglia, per poi arrivare ad occuparsi anche di tutto ciò che ruota intorno all’impresa: dipendenti, clienti, fornitori, istituzioni finanziarie ed altri gruppi di interesse.
Nell’elaborare la Guida è stato preso come riferimento soprattutto un tipo di organizzazione con fini di lucro dedita ad attività di tipo industriale, commerciale o di servizi; ma molti dei temi trattati possono risultare utili anche per le organizzazioni senza fini di lucro, come ad esempio associazioni e organizzazioni non governative. Le raccomandazioni della Guida sono suddivise in base alla fase di sviluppo in cui l’impresa si trova: 1) sviluppo iniziale, 2) sviluppo intermedio e 3) sviluppo integrale, e differenziate per ciascun tipo di categoria. Nella scala di progressione da 1 a 3, le raccomandazioni valide per le categorie precedenti rimangono efficaci e si sommano a quelle specificamente elaborate per la categoria successiva.
Un utile strumento di verifica è costituito dal Questionario di autovalutazione delle prassi di governance della PMI, mediante il quale ciascuna impresa sarà in grado di valutare il livello raggiunto nell’implementazione delle raccomandazioni della Guida.

In allegato al documento vengono forniti strumenti pratici quali:

- Modello di piano strategico;
- Esempi per l’identificazione di eventi che potrebbero generare dei rischi;
- Esempi di controlli applicabili alla PMI;
- La matrice SWOT;
- Esempi di strategie dei prezzi;
- Esempi per l’elaborazione di un sistema di budget;
- Esempi illustrativi dei rischi;
- Esempio illustrativo di identificazione dei rischi e delle procedure di controllo applicabili.

La Guida alle buone prassi di governance per le PMI fa parte della collana editoriale “Estudios Internacionales CILEA” (Studi Internazionali CILEA), la stessa che ha pubblicato nel 2013 il documento Proposta di modello di bilancio sociale e ambientale per le PMI, anch’esso tradotto in italiano dal CNDCEC e, come la Guida, scaricabile gratuitamente online sul sito del CILEA.