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OCC, commercialisti volano di sviluppo

Si è svolta a Roma la IV convention della Fondazione ADR della categoria sul ruolo dei professionisti nella crisi da sovraindebitamento. Con l’auspicio di una semplificare della legge 3/2012

di Tiziana Mastrogiacomo

24 Organismi di Composizione della crisi da sovraindebitamento già realizzati e 524 gestori iscritti al Registro del ministero della Giustizia con l’obiettivo di raggiungere 100 OCC e 2000 iscrizioni entro la fine di quest’anno. Sono i numeri della Fondazione ADR Commercialisti snocciolati oggi dal suo presidente, Felice Ruscetta, durante la IV convention del network Uniti per Unire su “Professionalità e sussidiarietà della crisi da sovraindebitamento”.

Il tema affrontato è stato quello relativo alla cosiddetta normativa antisuicidi che con termini simbolici, ma calzanti traduce l’obiettivo della legge n. 3 del 2012 in materia di usura ed estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento per fornire aiuto ai consumatori e ai soggetti non fallibili.

“Non si tratta di un testo chiaro e puntuale”, ha affermato Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, “bensì complicato e a volte farraginoso che necessita di una revisione in termini di semplificazione. Rappresenta in ogni caso un esempio di adeguamento dell’ordinamento italiano alle esperienze straniere che con le dovute modifiche, per tramite del potenziamento dell’esdebitazione, potrebbe concorrere alla ripresa dell’economia di molte famiglie e piccoli imprenditori”. Sul tema svolgono un ruolo strategico i commercialisti come volano di diffusione dello strumento non ancora molto conosciuto, soprattutto dagli stessi professionisti. “I commercialisti”, ha continuato Longobardi, “vantano le competenze necessarie per poter assolvere al compito di gestore o referente dell’OCC, essendo impegnati nella gestione delle crisi d’impresa e recentemente investiti delle delicate funzioni di attestatori di piani e accordi”.
Commercialisti che, dopo la mediazione, si sono messi di nuovo in gioco e al servizio della collettività, impegnandosi nella diffusione della nuova normativa e nella creazione degli OCC. Il Consiglio nazionale della categoria, infatti, ha lavorato intensamente, pubblicando studi e documenti sul tema e fornendo agli Ordini territoriali indicazioni su costituzione, funzionamento e organizzazione degli Organismi. “Occorre evidenziare”, ha concluso Longobardi, “come l’attenzione della nostra professione a queste tematiche si sia ulteriormente rinnovata negli ultimi mesi alla luce della procedura di allerta declinata dalla riforma Rordorf".

Sul fatto che quella sulla crisi da sovraindebitamento sia una legge complessa è d’accordo anche Antonino La Malfa, presidente della sezione del tribunale di Roma, secondo il quale “pur essendo la mia sezione interessata marginalmente dal tema, ritengo che la crisi da sovraindebitamento abbia una rilevanza sociale estremamente ampia. Convegni come quello di oggi sono necessari per apportare benefici alla normativa”.

Per Giorgio Sganga, presidente della Fondazione nazionale dei commercialisti, è bene che sul tema anche “il commercialista esprima la sua opinione, ma è importante la normativa antisuicidi sia sostenuta dall’etica del professionista. La nostra forza sta nel far comprendere che non si tratta di una legge che va a braccetto con l’imbroglio”.

Il presidente della Fondazione ADR, Felice Ruscetta, ha sottolineato come gli OCC non rappresentano soltanto una nuova attività per i commercialisti più giovani (e non solo), ma soprattutto un principio di solidarietà per offrire a chi ne ha bisogno un percorso che consente di uscire dalla morsa dei debiti. “Siamo il braccio operativo del Consiglio nazionale”, ha affermato Ruscetta, “e lavoriamo a stretto contatto con la commissione Sovraindebitamento del CN presieduta da Nicoletta Mazzagardi. Partecipiamo anche ai tavoli istituzionali presso il ministero della Giustizia per dare il nostro contributo sul riordino della materia Alternative Dispute Resolution e supportiamo gli Ordini territoriali sotto il profilo tecnico e burocratico”.

Inoltre, durante il comitato direttivo dei giorni scorsi, la Fondazione presieduta da Ruscetta ha deciso di stipulare un protocollo d’intesa con un’università telematica per realizzare corsi di 40 ore sulla gestione della crisi, a costi contenuti, per quei commercialisti che non sono in possesso delle caratteristiche previste dalla disciplina transitoria.

Al convegno è intervenuta anche Marcella Caradonna del direttivo della Fondazione ADR,
sottolineando come già la mediazione, a suo tempo, “è stata una battaglia difficile perché rappresentava soprattutto un cambiamento culturale. Ma oggi sotto i riflettori c’è una nuova sfida: la legge antisuicidi”. Caradonna ha poi snocciolato una serie di numeri che fa riflettere e che indica di correre subito ai ripari: il 7% della popolazione italiana (di cui 1milione di minori) vive sotto la soglia di povertà, il 20% delle famiglie ha un indebitamento superiore alle proprie possibilità, 40mila sono le realtà che applicano l’usura. “Tutto ciò ha un forte impatto sociale che i commercialisti hanno la possibilità di alleggerire grazie alla loro nuova leadership come gestori del cambiamento”. Ma perché questa legge funzioni davvero è necessario, secondo Caradonna, “un percorso di collaborazione che coinvolga anche le istituzioni bancarie. Fondamentale sarà per il commercialista munirsi di capacità negoziali per dialogare con queste realtà”.
Gli OCC, infine, non dovranno essere solo un luogo dove svolgere pratiche burocratiche, ma anche “volano di cambiamento e cultura, stabilendo contatti con quelle realtà e quegli istituti che possono creare opportunità di lavoro”.

Dello stesso avviso è Maurizio Fiasco, della Consulta nazionale antiusura, che ha sottolineato come “nel 2014 le famiglie in condizioni di sovraindebitamento erano 1,2 milioni. Per far funzionare il nuovo istituto, caratterizzato da un impianto normativo fragile e tortuoso, c’è bisogno di creare alleanze tra diverse professionalità, incluse quelle che si dedicano alla persona e alla famiglia perché ad essere coinvolta dal problema non è solo la sfera economica, ma anche e soprattutto quella psicologica”.