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Italians Do It Better

Occhialeria italiana, il settore ci vede lungo

Un’arte che l’Italia coltiva dal lontano Medioevo ed è ancora oggi riconosciuta in tutto il mondo, tanto da registrare nel 2015 un record delle esportazioni

di Sara Argentina

Diversi settori hanno portato le imprese italiane a produrre beni di successo mondiale e, fra essi, l’occhialeria è uno dei segmenti che ha dimostrato un notevole incremento nel corso dello scorso anno sul mercato internazionale - dove ha registrato un record delle esportazioni (+12,3%) - e sul versante interno, che è tornato a recuperare un trend positivo.
Il 2015 ha dunque consacrato la definitiva ascesa all’estero degli occhiali italiani. A testimoniare la vivacità dell’occhialeria nei mercati internazionali anche l’andamento delle importazioni, che sono cresciute a livello tendenziale del 14,9% per un valore vicino ai 1.135 milioni di euro (dati Anfao – Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici).
«La novità positiva del 2015 giunge dal mercato interno, che è cresciuto del 5,7%. Un dato molto importante, perché negli ultimi anni avevamo registrato una certa stagnazione. Era dal 2007 che non vedevamo un numero così bello», commenta Cirillo Marcolin, Presidente di Anfao, l’associazione confindustriale dell’occhialeria. La bilancia commerciale dell’occhialeria italiana continua dunque ad essere largamente in attivo: 2.306 milioni di euro il saldo export-import nel 2015, in aumento di oltre 11 punti percentuali rispetto al 2014.
“L’occhialeria è un settore in cui ricerca e tecnologia applicata, rispetto delle normative per la salute e sicurezza si uniscono al valore aggiunto della moda e del design. Va, inoltre, ricordato che il prodotto occhiale è anche un dispositivo medico (montature da vista, lenti oftalmiche e premontati) ed un dispositivo di protezione individuale (occhiale da sole): queste caratteristiche hanno un’incidenza sui processi ideativi, produttivi, di realizzazione, commercializzazione e circolazione nei mercati, che non trova paragone in nessun altro ambito del settore moda”, spiega Marcolin.
Per quanto riguarda i mercati esteri, le aziende produttrici di occhiali da sole guardano con notevole interesse soprattutto all’Asia – Cina e Corea in special modo – in quanto si tratta dei Paesi che maggiormente apprezzano il Made in Italy in tutte le sue forme, e gli occhiali da sole rappresentano da sempre uno degli accessori della moda che meglio rispecchiano lo stile e l’eleganza italiana.
Per quanto riguarda i trend di acquisto in Europa, la recente ricerca “Optical Monitor”, commissionata da MIDO e SILMO e realizzata da GfK, ha evidenziato che gli acquisti online sono in crescita: i consumatori olandesi sono "campioni di e-commerce" dell'eyewear, seguiti dai belgi. A comprare online sono principalmente consumatori tra i 36 e i 55 anni. Mentre in Italia, Francia, Germania, Spagna ed Inghilterra, Polonia ed Ungheria sono invece i più giovani, ovvero la fascia compresa tra i 16 ed i 35 anni.
Per quanto riguarda invece i comportamenti, sempre la ricerca evidenzia che gli occhiali vincono ancora nell’utilizzo sulle lenti a contatto nelle preferenze dei consumatori e vengono utilizzati soprattutto per guardare la TV (69%), per la lettura (67%) e per il lavoro in ufficio (62%). Gli occhiali da vista si confermano, perciò, quale prodotto ottico più diffuso in tutti i Paesi target.
Cosa spinge i consumatori all'acquisto? Motivazioni diverse a seconda dell'acquisto: quando si scelgono nuovi occhiali da vista, prevale l’esigenza di vedere meglio (motivazione razionale). Quando si comprano nuovi occhiali da sole, si valutano sia la qualità delle lenti, sia altri elementi più emozionali (fitting, design, etc).
Infine, chiudendo l’analisi del settore e volgendo un ultimo sguardo alla sua compagine, sempre secondo i dati Anfao, il totale delle aziende produttrici italiane è rimasto sostanzialmente costante: alcune chiusure sono state bilanciate da nuove aziende, soprattutto medio-piccole, che si sono affacciate sul mercato, testimoniando una buona vitalità complessiva del settore. Nel 2015 si contano quindi 870 aziende a livello nazionale (+0,2% rispetto al 2014). Di questo settore così vivace fanno parte grandi marchi noti a livello internazionale e numerose PMI. Tra queste ultime si stanno facendo strada anche diverse start up, realtà imprenditoriali che presentano tratti comuni: piccole dimensioni e guidate da giovani entusiasti e creativi che fanno della sperimentazione il loro punto di forza.
Considerando le caratteristiche strutturali del segmento, votato alle esportazioni, il rinnovato slancio sul mercato interno e le performance registrate, l’associazione Anfao guarda dunque al 2016 con moderato ottimismo, anche se i primi dati a disposizione segnalano un leggero rallentamento sul mercato interno ed una crescita confermata delle esportazioni. Si tratta, però, di segnali ancora prematuri per poter prevedere con esattezza cosa ci si aspetta nei complessivi 12 mesi, ma le premesse lasciano ben sperare.