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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Ordini&Territorio

Oltre la consulenza fiscale

Vittorio Raccamari, presidente dell’Ordine di Treviso, spiega perché per i commercialisti è arrivato il momento di sviluppare nuove attività e capacità professionali

di Tiziana Mastrogiacomo

Dopo il boom il rallentamento. Gli anni immediatamente successivi all’unificazione tra dottori e ragionieri (1° gennaio 2008) hanno visto un incremento del 19% degli iscritti all'Ordine dei commercialisti di Treviso che sono oggi circa 1400. Ma le cose stanno cambiando perché la crescita è cessata, trasformandosi in una stagnazione che accomuna quello trevigiano a tutti gli Ordini territoriali di categoria. Sulla scarsa attrattività della professione abbiamo fatto una riflessione con il suo presidente, Vittorio Raccamari.

L’Ordine dei commercialisti
«La professione vive oggi un momento particolare che necessita di grandi ripensamenti», afferma Raccamari. «Le modifiche al sistema, in particolare la fattura elettronica ed il 730 precompilato, sono solo i primi passi verso un futuro che non permetterà più di seguire le logiche operative utilizzate finora. E poiché la professione non risulta attraente come qualche tempo fa, dovremo, come categoria, essere in grado di “sdoganarci” dal solo aspetto fiscale e sviluppare tutte le attività e capacità professionali per essere sempre più presenti e vicini all’imprenditore, alle aziende ed alle attività economiche in generale. Allo stesso tempo, dovremmo strutturare i nostri studi su competenze specifiche e specializzazioni che devono inevitabilmente portare ad un’attività di continua collaborazione tra gli stessi professionisti».
L’Ordine di Treviso ha iniziato a sanare il calo dei giovani che si affacciano alla professione attraverso un percorso con le scuole superiori, organizzando incontri e momenti di confronto con i ragazzi per raccontare la professione ed avvicinarli ad essa. Inoltre, è stato dispiegato un accurato progetto di formazione che ha permesso all’Ordine di gestire, lo scorso anno, circa 150 eventi senza tralasciare le iniziative finalizzate a migliorare i rapporti con le istituzioni, anche per mettere in risalto capacità e conoscenze che la professione riveste in tutti i campi della vita economica.
«A questo proposito», spiega il presidente di Treviso, «ricordo anche i tavoli di lavoro con Unindustria, attraverso l’associazione Proetica,che sviluppa la conoscenza e la diffusione della responsabilità sociale delle imprese, e con lo stesso Registro delle Imprese che permette ai colleghi dell’Ordine di ricevere con cadenza quadrimestrale una nota, condivisa, con problematiche, soluzioni e modalità operative da seguire. Ringrazio i circa 200 colleghi che, gratuitamente, tra commissioni di studio, gruppi di lavoro ed altro forniscono ai commercialisti di Treviso informazioni su eventi ed attività che possono essere utili nel lavoro quotidiano». Tra le attività dell’Ordine, il presidente Raccamari ricorda Simposio, l’evento che si tiene a novembre ormai da otto anni, in concomitanza con l’approvazione del bilancio preventivo. «Si tratta dell’assemblea annuale», spiega, «che viene gestita in due momenti. Il primo, di carattere privato, in cui i commercialisti discutono e si confrontano con le problematiche della professione. Ed un secondo dove vengono sviluppati temi di interesse generale che guardano non solo alla nostra attività, ma anche al territorio ed alla sua collettività. Un evento che ha l’obiettivo di mettere a confronto i commercialisti con il mondo che li circonda, nel tentativo di creare un momento di riflessione su temi economici e di sviluppo della provincia trevigiana». Si tratta di un avvenimento che nel corso degli anni è cresciuto e che nel 2015 ha visto la presenza di oltre 600 commercialisti, di tutte le istituzioni della Provincia di Treviso e di un centinaio tra industriali ed altri professionisti.
A conferma dell’importanza del contatto con il territorio, l’Ordine di Treviso ha promosso tra i giovani delle scuole secondarie anche la prima edizione di un progetto sulle prospettive di sviluppo della Marca trevigiana con annessa borsa di studio. «Nel 2015, in occasione del Simposio, abbiamo avuto l'idea di collegare all’evento una borsa di studio destinata agli studenti in quanto ritenevamo che, dopo sette edizioni, non si potesse rinunciare al coinvolgimento delle giovani generazioni che rappresentano il futuro tessuto socioeconomico e culturale del nostro territorio. Malgrado avessimo dato pochissimo tempo ai ragazzi per preparare i loro lavori, ne sono pervenuti ben diciannove che hanno coinvolto nel complesso oltre cento studenti. Favorire l’incontro tra le idee innovative dei giovani, sviluppate con abilità creativa, ed il mondo delle istituzioni e dell’industria può evidenziare le urgenze del nostro territorio ed aprire la strada ad inedite soluzioni».

L’economia locale
A proposito di territorio, secondo la camera di commercio di Treviso, il 2015 è stato per l’economia locale l’anno della ripartenza. Per Raccamari, però, le cose non stanno esattamente così. «In realtà», afferma, «le difficoltà permangono tuttora. Effettivamente nel 2015 nella nostra circoscrizione abbiamo registrato una riduzione dei fallimenti rispetto all'anno precedente; ma quest’anno il numero é tornato a salire, probabilmente anche a causa delle modifiche recentemente apportate alla normativa fallimentare. La situazione resta assolutamente difficile e non si intravedono prospettive per il ritorno di un certo tipo di imprenditoria diffusa. Le aree industriali sono purtroppo piene di fabbricati desolatamente vuoti ed il problema della loro riqualificazione comincia a porsi in modo ormai sempre più evidente». Così, lo scorso anno, l’Ordine ha sottoscritto un protocollo d’intesa sul progetto “Rete di supporto alle imprese in crisi” con Unindustria Treviso ed il tribunale locale. I commercialisti, infatti, hanno una notevole esperienza con le pmi del territorio, essendo oltre 1.400 gli iscritti della provincia che lavorano al loro fianco. «Proprio perché ci si è resi conto delle difficoltà e delle perdite che il tessuto economico riscontrava e continua a riscontrare, è stato firmato questo accordo per trovare soluzioni alla crisi delle imprese. Un’alleanza tra istituzioni per creare, nell’interesse generale del territorio, percorsi di supporto nella gestione delle crisi d’impresa (fallimenti, domande di concordato, liquidazioni, eccetera) e riuscire a dare continuità alle aziende e mantenere i posti di lavoro. Questo è l’obiettivo del protocollo, unico del genere in Italia. In un momento di recessione, le istituzioni hanno l’obbligo di favorire percorsi virtuosi e controllati che permettano l’incontro tra domanda ed offerta, evitando che la crisi economica possa prendere derive dai drammatici risvolti anche sociali».
Anche la burocrazia e l’incertezza normativa costituiscono un problema per le imprese, a maggior ragione se si tratta di realtà di piccole dimensioni. Quali sono i meccanismi virtuosi per crescere? «La burocrazia e l’incertezza normativa rappresentano uno svantaggio competitivo decisivo, soprattutto quando le imprese cercano di confrontarsi sui mercati internazionali. Dobbiamo tuttavia registrare importanti segnali di attenzione nei confronti delle pmi, quali le recenti modifiche alla disciplina del lavoro o quelle che hanno portato alla sostanziale deducibilità del costo del lavoro ai fini Irap o, ancora, le ultime agevolazioni disposte per le imprese che investono in R&S o nella realizzazione di beni immateriali giuridicamente tutelabili. Penso che questa sia la strada giusta, in quanto il nostro settore manifatturiero non può far altro che puntare su innovazione e ricerca dell’eccellenza».

Operazione “Piazza pulita”
E sempre a proposito di fallimenti, lo scorso febbraio, l’operazione “Piazza pulita” ha scoperto a Treviso una cricca di professionisti che scalavano aziende sull’orlo della bancarotta per spolparle e farle fallire: divorate otto aziende e scomparsi quasi 8 milioni di euro. Coinvolti anche due commercialisti iscritti all’Ordine di Treviso, uno finito in carcere e l’altro ai domiciliari. Come arginare il fenomeno delle cosiddette “mele marce”, su cui si è già espresso il Consiglio nazionale? «La vicenda pone sicuramente in cattiva luce la nostra professione», risponde Raccamari, «anche se mi corre l’obbligo di attendere gli sviluppi del caso. La commissione Disciplinare dell’Ordine di Treviso ha comunque aperto un fascicolo. Condivido e sottoscrivo le forti dichiarazioni che, per un’altra vicenda, ha fatto il nostro presidente Gerardo Longobardi. Il Consiglio nazionale e gli Ordini territoriali hanno l'obbligo di tutelare la stragrande maggioranza dei colleghi che operano quotidianamente in linea con la legge e con le regole della professione. Soprattutto gli Ordini locali devono attivarsi attraverso l’attività delle commissioni disciplinari ed una continua e capillare informazione agli iscritti in merito alle regole deontologiche».

L’Osteria senz’oste
Nei mesi scorsi si è parlato a lungo sui media nazionali dell’Osteria senz’oste di Valdobbiene. Nessun cameriere, nessun menù, solo prodotti di qualità a offerta libera, ma l’Agenzia delle Entrate ha detto basta. Ora l’Osteria ha definitivamente perso con il fisco perché, secondo i giudici della commissione tributaria regionale di Venezia-Mestre, la messa a disposizione di un rustico per il consumo di alimenti e bevande presuppone l’esistenza di una società. «Si tratta di una vicenda molto complessa», commenta Raccamari, «che si inserisce in un contenzioso ben più ampio ed aspro insorto con il proprietario della famosa “Osteria”. Una vicenda in cui l’aspetto tecnico (vale a dire la rilevanza fiscale o meno dell’attività ivi svolta) appare veramente marginale e, tutto sommato, poco interessante. Molto più grandi, invece, sono gli interrogativi etici e sociologici che essa ha posto, da un lato, in merito alla gestione dei rapporti tra fisco e contribuenti; dall’altro, in merito ai valori che dovrebbero costituire le fondamenta delle nostre esistenze. Sotto quest’ultimo punto di vista, personalmente credo che la nostra società, oggi più che mai, abbia un estremo bisogno di ritrovarsi nella solidarietà, nell’onestà e nel rispetto della natura, delle cose e delle persone. E credo che tutti noi dovremmo adoperarci con iniziative che possano contribuire al perseguimento di questo obiettivo. Diversamente, il futuro si presenterebbe insopportabilmente grigio».

ODCEC TREVISO

Iscritti all’Albo: 1390
Donne: 439 (32%)
Under 40: 313 (23%)
Tirocinanti: 99