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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

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Proroga sì, proroga no… la terra dei cachi

Dopo oltre tre anni, il rischio è tornare indietro (come a Monopoli)

di Marcello Febert

Se la situazione non fosse proprio delle migliori, il fatto che quanto da me scritto oltre tre anni fa si stia riavverando e/o ripetendo, dovrebbe fare di me lo pseudo redattore più felice del mondo; invece, da semplice iscritto, mi tocca essere lo pseudo commercialista tra i più disorientati d’Italia … e anche oltre.
Mi è capitata l’avventura di essere presente, da infiltrato non autorizzato, all’Assemblea dei Presidenti dello scorso 8 marzo a Roma; assemblea che trattava delle attività poste in essere dal Consiglio Nazionale (tante) e della possibile proroga o della prosecuzione del mandato oltre il 31 dicembre 2016 del CN, appunto, nonchè della eventuale proroga dei mandati degli Ordini locali a seguito della ristrutturazione della geografia degli Ordini minori derivante dalla soppressione di alcuni Tribunali.
Il quadro, devo dire, è stato divertente quasi quanto una nota canzone di Elio a Sanremo… ovvero di tutto e di più o, ancora meglio (peggio), tutto ed il contrario di tutto.
…“Siamo pronti per le elezioni, ma il sistema elettorale è sbagliato; il pallino ora è in mano al Ministero; la prorogatio indebolisce la governance, ma bisogna dare rappresentanza alle minoranze; la scadenza è fissata al 31 dicembre e si deve rispettare, ma la problematica degli Ordini minori va risolta prima delle elezioni; il problema non è la proroga, ma la soluzione dei problemi; se si fanno le riforme, bene! altrimenti, proroga (anzi facciamola e costituiamo un gruppo di lavoro); il mandato si chiude dopo quattro anni; la location è perfetta... complimenti per il pranzo da seduti (sic!!); avete lavorato bene… la squadra è forte andate avanti (?); niente proroga, ma alla scadenza ricandidatevi tutti (??); servono le primarie (???)”.

In pratica un’escalation da brividi, conclusa con un unanime “volemose bene” finale da fare arrossire anche Barbara D’Urso: caro Ministero, dicci come ci dobbiamo comportare, sistema le regole e noi faremo quello che siamo obbligati a fare (quasi da applausi).
Torno a casa, confuso e frastornato. Ho bisogno di certezze, di risposte, di riscontri. Mi secca quando si parla di base, mi sa di populismo, di ricerca di consenso… ma ogni tanto si deve fare, ci si deve sporcare le mani. Ogni tanto si deve parlare con quei poveretti che versano 110mila quote annue e che non pranzano seduti ai convegni, ma lottano tutti i giorni per portare a casa il pane svolgendo la professione con sempre maggiori difficoltà.
Quindi, Gaetano, tu sei contrario o favorevole alle elezioni del 31 dicembre??? Roberto, che mi dici: si deve votare o si deve concludere il mandato dopo 4 anni? Flavia, sei favorevole o contraria alla proroga? Leandro, ai convegni preferisci mangiare seduto o in piedi?? La censura vieta la pubblicazione di ogni risposta.
Mi piacerebbe tanto chiedere ai 200 presenti in sala di provare a fare un simile esercizio per capire quante scurrilità possono uscire dalla bocca di un collega… è semplicemente sorprendente.
Ed allora? Il pavone che è in me è andato alla ricerca di un articolo di ottobre 2012, “Cui prodest? Tremo al pensiero che tra quattro anni ci saranno nuove elezioni!”… tutto già scritto (compresa la preoccupazione legata al limite del doppio mandato). Lo riporto in basso per chi non crede nelle mie capacità profetiche, ma non posso fare a meno di richiamare l’ultimo periodo che fa riferimento a quale dovrebbe essere il ruolo dei nostri governanti…
“Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti”.

Considerazioni finali: 1. Marcello, certe volte sei proprio bravo; 2. Caro Consigliere Nazionale, caro Presidente di Ordine: ai colleghi non frega un tubo di proroghe o prosecuzioni, chiedono solo ed esclusivamente, ai pochi colleghi a cui demandano la governance, una categoria unita, autorevole e rappresentativa, che li tuteli dai continui soprusi e attacchi; ed infine, che si rispettino delle regole (possibilmente certe e migliori). Forza e coraggio: tutto sommato, si può fare.