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Cultura

Renzo Arbore, una mostra per i 50 anni di carriera

Il Macro di Roma celebra lo straordinario percorso artistico ed umano di uno dei grandi protagonisti della televisione italiana

di M. Caf.

All’ingresso della mostra campeggia la scritta: “Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate”, quale modo migliore per festeggiare 50 anni di musica, gag e swing?
Fino al 3 aprile 2016 sarà aperta al pubblico, negli spazi espositivi della Pelanda al Macro di Testaccio, una grande mostra dedicata a Renzo Arbore, ai 50 anni della sua straordinaria carriera. Dalle trasmissioni televisive e radiofoniche, la mostra racconta il percorso artistico di Arbore, che con il suo straordinario talento ha impresso una svolta singolare nella storia della televisione e del costume del nostro paese.
All’interno, in un percorso espositivo sorprendente, saranno messi in mostra gli oggetti che sono i testimoni di questa eccezionale avventura: dalle copertine dei dischi alle sue collezioni più improbabili, dalle radio d’epoca alle cravatte più strane, dagli oggetti in plastica collezionati in modo quasi maniacale alle memorabilia dei suoi viaggi, dagli strumenti musicali agli elementi scenografici che hanno caratterizzato le sue trasmissioni televisive.
Accanto ad essi, saranno protagonisti i documenti audio e video delle performance di Arbore, da Quelli della notte ai concerti dell’Orchestra italiana, da Bandiera Gialla e Alto Gradimento ai suoi film e perfino ai suoi sketch pubblicitari, in un percorso articolato in “stazioni” che corrispondono alle passioni di Renzo: la Musica, l’America, il Collezionismo e la Plastica, il Cinema, i Viaggi, la Televisione, le Città e gli Amici, la Moda ed il Design, la Radio ed infine la Lega del Filo d’Oro. Si svilupperà così un racconto nel quale, come in una camera delle meraviglie, ogni oggetto, ogni suono ed ogni immagine porteranno alla luce una curiosità ed un momento della vita di Renzo Arbore, ma anche di un pezzo della storia d’Italia e degli italiani.
Un percorso professionale ma anche umano, che porterà il visitatore a compiere un vero e proprio viaggio insieme alle sue amicizie ed alle sue scoperte, ai suoi percorsi musicali ed ai concerti dell’Orchestra Italiana, degli Swing Maniacs e, prima ancora, della Barilla Boogie Band. Non mancherà la sua incredibile collezione di oggetti, ma anche i racconti dei suoi amici, dei suoi viaggi, del sostegno alla Lega del Filo d’Oro e della sua sensibilità verso i più sfortunati.
Oltre a Renzo Arbore, nel progetto sono coinvolti molti dei suoi collaboratori, che gli sono stati e gli sono accanto in tante occasioni, a partire da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, che hanno disegnato per Arbore le scenografie della maggior parte dei suoi spettacoli e hanno progettato un allestimento della mostra che non mette solo in valore i materiali esposti, ma riesce ad accogliere il visitatore come se fosse a casa di Renzo. Sabina Arbore ed Adriano Fabi hanno curato la documentazione e la ricerca dei materiali. La regia ed il montaggio dei filmati è stata affidata a Luca Nannini.
Promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è prodotta da Civita in collaborazione con la RAI e con il contributo di RAI Teche. Media partner: RAI 1, RAI 2, RAI 3, RAI Cultura, Tgr, RAI Radio 1, RAI Radio 2; la rassegna sarà affiancata da una serie di eventi collaterali che saranno programmati d’intesa con il MACRO.
La mostra è accompagnata dal volume di Renzo Arbore "E se la vita fosse una jam session? Fatti e misfatti di quello della notte", a cura di Lorenza Foschini, edito da Rizzoli.
*Renzo Arbore
Videos, radios, cianfrusaglies, “Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate”
MACRO Testaccio - La Pelanda, Roma
fino al 3 aprile 2016 *

Ravenna, tra antico e moderno
Il Novecento è stato il secolo all’insegna del “nuovo”, che ha visto le avanguardie dei primi decenni e quindi le neoavanguardie del secondo dopoguerra protagoniste della scena artistica internazionale. La mostra “La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto” racconta quanto sia stato insopprimibile il richiamo all’“antico” lungo tutto il secolo, come confermano le opere esposte al MAR (Museo d'Arte della città di Ravenna) - dal 21 febbraio al 26 giugno 2016 - di grandi protagonisti italiani e stranieri di generazioni, aree culturali, tendenze diverse.
Promossa dal MAR, realizzata grazie al prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, ed a cura di Claudio Spadoni, l’esposizione attraversa l'intera storia del Novecento documentando artisti e vicende che testimoniano una ripresa della tradizione in una restituzione moderna di modelli e valori dell’antico. Talora attraverso la citazione esplicita, oppure in forma evocativa, o come pretesto per una rilettura inedita di opere e figure mitizzate del passato, o con la loro riproposta in veste di icone contemporanee, fino alle operazioni ironiche o dissacratorie condotte da alcuni artisti.
LA SEDUZIONE DELL'ANTICO.
Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto
MAR – Museo d'Arte della città di Ravenna
21 febbraio - 26 giugno 2016

Milano, tutta la bellezza del Simbolismo
“Il Simbolismo. Dalla Belle Époque alla Grande Guerra” è una grande mostra che si inserisce in un preciso programma che Palazzo Reale dedica all’arte tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha già visto l’inaugurazione di Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau (fino al 20 marzo 2016).
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, la mostra è curata da Fernando Mazzocca e Claudia Zevi con la consulenza alla curatela di Michel Draguet.
Dal 3 febbraio al 5 giugno 2016, le sale di Palazzo Reale proporranno il confronto di oltre 150 opere tra dipinti, sculture ed una eccezionale selezione di grafica - che rappresenta uno dei versanti più interessanti della produzione artistica del Simbolismo - provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private, rievocando l’ideale aspirazione del Simbolismo a raggiungere un effetto unitario per creare un’arte totale.
Il Simbolismo.Dalla Belle Époque alla Grande Guerra
Palazzo Reale – Milano, fino al 20 marzo 2016

Firenze incontra il futuro
“NEXUS. L’incontro tra macchina e umano nell’immaginario, nella tecnica e nella scienza contemporanei” è un progetto sviluppato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dal Museo Galileo di Firenze e dal Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell’Università di Siena e finanziato dal MIUR.
L’esposizione racconta la ricerca biorobotica contemporanea ed i suoi straordinari risultati, mostrando i percorsi paralleli della scienza e dell’immaginario, dai miti dell’antichità fino alla fantascienza dei giorni nostri. Senza pretendere di offrire una trattazione esaustiva, “Nexus” vuole proporre spunti di approfondimento e invitare alla riflessione sui cruciali interrogativi etici e politici che l’utilizzo delle tecnologie biorobotiche solleva.
Sono in mostra importanti reperti storici, tra cui una “mano di ferro” del secolo XVI proveniente dal Museo Stibbert ed un pionieristico prototipo di protesi cinematica degli inizi del Novecento dalla Biblioteca Comunale “R. Fucini” di Empoli, affiancati da robot umanoidi e robot giocattolo, oltre alla neuro-protesi sviluppata dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna in collaborazione con altri enti di ricerca italiani ed europei, che rappresenta una delle realizzazioni più innovative nel campo della biorobotica a livello mondiale.
NEXUS. L’incontro tra macchina e umano nell’immaginario, nella tecnica e nella scienza contemporanei
Palazzo Medici Riccardi, Firenze, fino al 15 marzo 2016