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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Pressato

Ridateci i braccioli

di Marcello Febert

Avrei voluto scrivere qualcosa di leggero, siamo in piena estate! Avrei tanto voluto mettere giù parole lievi, argomenti da ombrellone, tintarella e gossip estivi, ma inevitabilmente i pensieri più frivoli si intrecciano e vengono sopraffatti dall’odioso quotidiano.
Così, mentre in un caldo e afoso lunedì di metà luglio, il premier greco stretto tra le maglie dei suoi “amici”, sbottava in un: : «prendetevi anche questa» porgendo la propria giacca, e la mia squadra del cuore per la prima volta dopo oltre cento anni non si iscriveva al campionato, i pensieri non possono che farsi pesanti ed inevitabilmente rivolgersi a noi e alla nostra professione. Una professione bistrattata e calpestata; e dei professionisti, ormai operai fiscali, trattati come uno dei mali del Paese (ma poi perché mai?).
Il nuovo 730 precompilato, nato per eliminare il commercialista (per chi non l’avesse ancora capito un flop gigantesco), ha già avuto la sua prima proroga, nonostante le abnormi sanzioni relative alla compilazione della neonata certificazione unica telematica. Per la prima volta, paradossalmente, completeremo prima gli UNICO delle persone fisiche che i semplici (prima della semplificazione) 730. Vabbè, lo sanno tutti, per il nuovo 730 si tratta dell’anno zero. Ok, ma per il pagamento sostitutivo delle imposte da parte nostra l’anno diventa magicamente uno (1), e guai a fiatare!
Così mentre il nostro compenso nella funzione di amministratori giudiziari di beni sequestrati viene relegato a quello di una semplice attività liquidatoria, il pensiero va a Gerico. Nelle settimane scorse è stata rilasciata l’ultima versione del celeberrimo software. I colleghi sono divisi: i più giovani sono arrabbiati e delusi per l’ennesimo ritardo; i meno giovani, categoria a cui purtroppo appartengo da qualche tempo, sono più filosofici: tutto sommato è andata bene, adusi ormai ad essere trattati da servi telematici, ringraziamo il cielo che anche quest’anno ci hanno concesso la proroga e che anche quest’anno ad agosto non ci angosceremo con quella che è ormai considerata la nuova malattia del secolo: “il mal di vacanza”. Un malessere che sopraggiunge allorquando la vacanza fa scattare un sistema di resistenza al cambiamento che porta ad un auto sabotaggio fisico e psicologico. Quindi grazie alla sesta annualità consecutiva in cui viene eccezionalmente (badate bene) prorogata ad agosto una scadenza di routine, sulla base del fatto che uomini - che spero esistano realmente in carne ed ossa - non riescono a rilasciare un software che deve adeguarsi eccezionalmente (badate bene) ad una crisi che si protrae da oltre un lustro, anche quest’anno lavoreremo per buona parte del mese di agosto.
Tornando quindi al nostro amico Tsipras mi sorge una riflessione: la storiella della giacca è simpatica; ma i suoi interlocutori hanno preteso, tra l’altro e forse giustamente, che gli 80 miliardi di euro concessigli in prestito non andassero neanche in parte in tasca ai baby pensionati greci. Nel mentre, per quanto riguarda noi, non riesco a risalire a quali colpe abbiamo e quale pena dobbiamo espiare. Per favore tenetevi la giacca di Alexis, ma ridateci le nostre estati, le nostre t-shirt, i nostri costumi, quantomeno i braccioli dei bambini.