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Stati Generali dei Commercialisti, la voce della platea

Gli oltre 1500 partecipanti all’assise hanno espresso il proprio parere, attraverso un’applicazione messa a disposizione dal Consiglio nazionale di categoria, sulle criticità più rilevanti per lo svolgimento della professione, sulle proposte formulate dal CNDCEC ai politici presenti in sala, sulla qualità del rapporto con le Istituzioni

di Tiziana Mastrogiacomo

Facoltatività e gradualità della fatturazione elettronica, diminuzione del numero e del costo degli adempimenti, rispetto da parte delle Istituzioni. È ciò che chiedono i commercialisti italiani che hanno partecipato agli Stati Generali della categoria, svoltisi a Roma il 13 febbraio. Il dato è emerso da un’indagine realizzata in tempo reale durante l’assise, grazie ad un’applicazione scaricata dagli oltre 1500 partecipanti. Lo strumento, messo a disposizione dal Consiglio nazionale di categoria, ha consentito ai commercialisti una partecipazione più attiva all’evento che ha rilanciato a livello nazionale il ruolo sociale della professione.

Gli Stati Generali dei Commercialisti, infatti, costituiscono il principale appuntamento annuale di confronto all’interno della categoria e rappresentano la sede naturale dove elaborare le priorità programmatiche da portare all’attenzione della politica e delle Istituzioni del Paese.
Alla Nuvola, il presidente del CNDCEC, Massimo Miani, ha sottoposto "Dodici proposte per una professione migliore" all’attenzione dei rappresentanti della scena politica, convinto che proprio “la politica dovrebbe ascoltare le istanze provenienti dalle parti sociali qualificate, tenendo concretamente conto dei contributi che i diversi attori del sistema sono pronti a fornire”.

Subito dopo la relazione del presidente Miani, i commercialisti presenti in sala hanno avuto la possibilità di rispondere a 3 domande sulle criticità più rilevanti per lo svolgimento della professione, sulle priorità delle proposte formulate alla politica in ambito fiscale dallo stesso Miani, sulla qualità del rapporto tra la professione e le Istituzioni. Entrando nel dettaglio, gli esiti dell’indagine hanno dato i seguenti risultati.

Alla domanda “Quale tra queste criticità ritieni maggiormente rilevante per lo svolgimento della tua attività?” il 43,4% dei commercialisti ha risposto la crescita continua del numero e del costo degli adempimenti; il 40,5% la babele normativa e il caos fiscale, a dimostrazione che i due temi dell’assise basati su due ricerche della FNC erano evidentemente centrati; il 16,1 la concorrenza di altri soggetti in mancanza di attività riservate.

Alla domanda “Quale tra le proposte formulate dal presidente Miani in ambito fiscale ritieni prioritaria?” il 35,8% ha risposto la facoltatività/gradualità della fatturazione elettronica; il 23,9% l’istituzione di un’Autorità indipendente a garanzia del contribuente; il 27,15% l’inclusione di imprese e professionisti nelle commissioni sui rapporti fiscali; il 13,2% la rinuncia a norme antievasione/elusione come coperture preventive che, come è stato riconosciuto dagli stessi rappresentanti politici presenti agli Stati Generali, rappresenta una vera e propria filosofia di fondo.

All’ultima domanda “Nel rapporto tra la professione e le Istituzioni quale tra questi aspetti merita maggiore attenzione?” ha prevalso il rispetto (62,2%), seguito dall’ascolto (22,4% ascolto) e dagli strumenti per la crescita (15,4%).