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Fiscalità

"Su comunicazioni Iva risposta Mef insoddisfacente"

Miani: “Irrisolte le criticità da noi denunciate. Costi insopportabili per i nostri studi”

“La risposta fornita oggi dal Mef all’interrogazione parlamentare sulle nuove modalità di trasmissione telematica delle liquidazioni periodiche Iva non è soddisfacente. Restano infatti in piedi tutte le criticità da noi denunciate nei giorni scorsi, a cominciare dagli insopportabili costi per i software necessari al nuovo adempimento”. E’ quanto afferma il presidente nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, secondo il quale, inoltre, “tenuto conto dell’ancora attuale indisponibilità degli applicativi necessari, è indispensabile un rinvio della scadenza, in linea con quanto previsto dallo Statuto del contribuente”. “Da questo punto di vista – afferma ancora Miani - pur apprezzando le aperture venute oggi in tal senso dal Viceministro Casero, il quale ha annunciato un rinvio tecnico di 10-15 giorni, avremmo preferito un maggior lasso di tempo per testare l’adempimento e per formare il personale che dovrà effettuare gli invii telematici con il nuovo sistema di trasmissione”.

“Fermo restando che non ci convincono le ragioni addotte dal MEF a giustificazione della scelta di non consentire l’utilizzo del servizio Entratel per questo adempimento – prosegue Miani - resta il fatto che le modalità di trasmissione individuate generano comunque o costi eccessivi o insormontabili complessità procedurali”.

Nelle precisazioni dell’Agenzia delle Entrate riportate nella risposta del Ministero, sottolineano i commercialisti, si afferma infatti che i professionisti potranno effettuare l’adempimento “con diverse modalità operative, interamente digitali, sia in maniera integrata con i propri software gestionali presenti sul mercato, sia con i necessari strumenti software messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate” e che è assicurata in entrambi i casi la possibilità di invio di un file compresso contenente le comunicazioni delle liquidazioni relative a più soggetti.

“Nel primo caso, dunque – spiega Miani - resta comunque la necessità di acquistare gli applicativi necessari per importi che arrivano anche a mille euro all’anno che si aggiungono ai notevoli costi che già oggi gravano sugli studi professionali”.

“Nel secondo caso – prosegue il presidente dei commercialisti - il software messo a disposizione dall’Agenzia, sia pure consentirà, come oggi finalmente chiarito, l’invio di un unico file per più soggetti, non può di fatto essere utilizzato dai noi professionisti, non essendo possibile trasferire automaticamente i dati dai nostri software gestionali a quello predisposto dall’Agenzia per l’invio delle comunicazioni”.

“Il dato di fatto – conclude Miani - è che a meno di trenta giorni dalla sua scadenza ci troviamo ancora in uno stato di grande incertezza per un adempimento che era stato annunciato senza costi e complicazioni”.