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Terzo settore, le proposte dei commercialisti per rendere più fruibile la riforma

Il Consiglio nazionale della categoria ha presentato un pacchetto di proposte di emendamenti in vista dell’approvazione dei decreti attuativi

Un contributo per il completamento della revisione organica delle norme del settore no profit. Hanno questa finalità le proposte di emendamento per la revisione delle disposizioni concernenti la Riforma del Terzo settore, inviate dal Consiglio nazionale dei commercialisti al Ministero del lavoro e agli altri soggetti interessati alla materia, redatte anche con il contributo del Gruppo di studio sulla materia istituito presso lo stesso Consiglio nazionale. L’iniziativa della categoria nasce in considerazione del fatto che il Codice del Terzo settore rende possibile l’emanazione di decreti correttivi entro 12 mesi dall’entrata in vigore dei decreti attuativi della Riforma. Il termine ultimo per la loro approvazione è fissato per il 3 agosto del 2018.

“Gli accorgimenti proposti -afferma il Consigliere nazionale della categoria delegato alla materia, Maurizio Postal - potrebbero apportare miglioramenti significativi alla regolazione del settore, rendendo più fruibile l’attuazione della normativa”. “Le nostre proposte - spiega Postal - toccano prevalentemente le tematiche di natura professionale che possono incidere sul buon funzionamento degli enti del Terzo settore e intendono fare chiarezza sul coordinamento di alcuni disposizioni del dlgs 117/2017 con la disciplina pre-esistente e tutt’oggi, per molti aspetti, ancora vigente”.

In questa prospettiva, i commercialisti propongono di rendere possibile agli enti sportivi dilettantistici che aspirano a iscriversi nel costituendo Registro unico nazionale del Terzo settore di mantenere il regime fiscale della Legge 398/91 nonché le altre specifiche disposizioni contenute nel Tuir. La categoria suggerisce anche di garantire la decommercializzazione dei corrispettivi specifici di cui all’art.148, comma 3 del Tuir per le associazioni culturali e di formazione extra scolastica al fine di evitare sotto il profilo reddituale la tassazione delle quote versate da associati e tesserati.

Contestualmente, il Consiglio nazionale ha formulato emendamenti in materia di rendicontazione finanziaria, suggerendo alcune rettifiche terminologiche con lo scopo di fare chiarezza sul contenuto dei prospetti di bilancio nonché altre modifiche che possono meglio conciliare la tempistica della predisposizione dei documenti di sintesi, coordinando anche le previsioni civilistiche con quelle di natura fiscale.

Altre considerazioni sono dedicate all’attività di controllo sugli enti e alla lettura congiunta degli articoli inerenti l’organo di controllo e il soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Tra le proposte dei commercialisti, infine, anche quella di prevedere la non imponibilità dei proventi derivanti dalla raccolta fondi per gli enti del Terzo settore non commerciali, laddove questi destinino il ricavato allo svolgimento con modalità non commerciali delle attività di interesse generale.