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Terzo settore, servono interpretazioni condivise sul periodo transitorio

Le proposte del Consiglio nazionale avanzate nel corso di un convegno a Roma. “Riforma fondamentale per il movimento no profit. Continueremo a fornire il nostro contributo per aggiustamenti migliorativi”

“La riforma del Terzo settore costituisce un passaggio culturale fondamentale per il movimento no profit in Italia. L’iter normativo è in buona parte completo. Alcuni delicati passaggi devono però ancora essere definiti e le decisioni rettificative e di completamento della riforma contribuiranno a determinare per molti aspetti il giudizio sulla riforma stessa”. E’ la posizione del consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla materia, Maurizio Postal, emersa nel corso del convegno “La riforma del Terzo Settore: stato di attuazione e tematiche professionali”, svoltosi oggi a Roma.

Nel corso del suo intervento, Postal ha ricordato come il Consiglio nazionale abbia seguito “in modo propositivo il percorso di creazione della legge delega, prima, e dei decreti di attuazione, dopo". “Abbiamo già proposto alcuni correttivi”, ha spiegato, “sia al Codice unico del Terzo settore, sia ad altre disposizioni correlate che potrebbero, con poche modifiche, fornire aggiustamenti tecnici di coordinamento tra le varie previsioni in essere, eliminando alcune contraddizioni emerse dall’analisi complessiva del disposto”.

Le tematiche prese in considerazione dal Consiglio nazionale analizzano principalmente elementi connessi allo svolgimento dell’attività professionale per gli enti del Terzo settore, nella consapevolezza che “l’evoluzione manifestata dal settore nel corso degli ultimi anni costituisce un rilevante evento sotto il profilo economico, ma soprattutto sotto l’aspetto culturale. Il progetto di riforma organica deve tendere, anche con i restanti pronunciamenti, a stimolare la crescita del settore”.

“Il nostro auspicio”, ha detto Postal, “è che taluni elementi connessi al comportamento da mantenere nel periodo transitorio possano trovare un pacifico trattamento per mezzo di interpretazione condivise. In questa ottica, il Consiglio nazionale continuerà nella propria attività di pubblicazione di documenti di prassi per verificare se esistano i margini per orientare il comportamento, attuale e futuro, verso soluzioni accettate”.

“Nell’attesa delle autorizzazioni necessarie per l’adozione del previsto regime fiscale nonché della pubblicazione dei restanti decreti, quali quello sulle “attività diverse”, ha concluso , “ci auguriamo che sia dato, in ultimo, completamento nel miglior modo possibile e nei tempi previsti alla creazione del Registro unico nazionale del Terzo settore che, come già espresso in diverse occasione, deve costituire uno strumento di trasparenza per tutti i soggetti che a diverso livello sono coinvolti nel movimento del no profit”.

L’impegno profuso dal Consiglio nazionale per il miglioramento della riforma è stato sottolineato anche dal presidente nazionale della categoria, Massimo Miani, nel suo saluto introduttivo. “Abbiamo dialogato costantemente con le istituzioni e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali”, ha affermato, “presentando varie proposte e cercando di fornire il punto di vista dei tecnici, chiamati a far funzionare le norme per raggiungere le finalità preposte”. “Non vi è dubbio”, ha proseguito il numero uno dei commercialisti, “che i professionisti siano particolarmente coinvolti nella gestione del Terzo settore. Non è un caso, peraltro, che il convegno sia aperto dai rappresentanti anche del Consiglio nazionale forense e del Consiglio nazionale del notariato, con cui abbiamo creato recentemente anche un percorso di sviluppo comune con la nascita dell’associazione “Economisti e giuristi insieme”.

Miani ha poi sottolineato come i commercialisti siano chiamati “a convivere quotidianamente con le organizzazioni non lucrative a partire dalla loro costituzione, per arrivare all’amministrazione e alla gestione, alla rendicontazione finanziaria e non finanziaria, all’attività di vigilanza e alla revisione, alle operazioni straordinarie, al trattamento fiscale. In sintesi, dove c’è un ente non lucrativo, o meglio - visto anche l’ambito di riferimento del Codice del Terzo settore - dove c’è un ente del Terzo settore, abbiamo almeno un commercialista”.

Pur ribadendo il giudizio positivo della categoria sulla riforma, Miani ha sottolineato come ci siano al suo interno elementi da migliorare. “Per correggere alcuni aspetti tecnici”, ha ricordato, “l’ultimo Consiglio dei ministri della passata legislatura ha approvato alcuni emendamenti, che dovranno essere licenziati dal nuovo Governo, dopo il debito passaggio presso le camere. Attendiamo, considerando che il termine per l’approvazione dei decreti correttivi è il 3 agosto 2018. Da quello che è abbiamo avuto modo di vedere e di leggere, talune nostre proposte emendative sono state recepite. Su alcuni aspetti, dovranno essere fatte delle necessarie modifiche. Per esempio, non è possibile che la revisione legale sia svolta da un organo collegiale non composto integralmente da revisori legali. Non per una richiesta corporativa, ma semplicemente perché la norma europea di riferimento richiede che la revisione legale possa essere effettuata solo da soggetti abilitati. Al momento opportuno, quindi, effettueremo nostre ulteriori proposte correttive”.

Miani ha infine annunciato che “il Consiglio nazionale svilupperà ulteriori progetti, volti a mettere i colleghi nelle migliori condizioni possibili per poter espletare i propri incarichi, con eventi formativi e corsi di approfondimento e con la predisposizione di linee guida tecniche”.