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Start Up Stories

Trasformiamo l'uovo in una torta

Viaggio all'interno di Luiss EnLabs, uno dei più importanti acceleratori di startup in Italia. Un consiglio ai commercialisti: apritevi alle nuove realtà

di Maria Cafagna

Lasciatisi alle spalle il brulicare caotico della Stazione Termini, col suo via vai di turisti e pendolari, si arriva al numero 34 di via Giolitti, dove uno spazio di 2000 mq al primo piano accoglie Luiss EnLabs , tra i più importanti acceleratori di startup in Italia.
«Abbiamo pensato questi uffici sul modello di quelli della Silicon Valley», racconta Luigi Capello, fondatore di LVenture Group, holding di venture capital che investe in imprese innovative, la prima di questo tipo in Italia a essere quotata in Borsa, e creatore di Enlabs. «Dopo uno dei miei tanti viaggi negli Stati Uniti, ho deciso di aprire un acceleratore e di stabilirne la sede qui a Roma, dove si registra la più alta concentrazione di studenti universitari d'Europa. In più, il fatto di essere una città che offre meno opportunità rispetto ad altre realtà del Nord, rende la gente più affamata e grintosa». Capello fonda EnLabs nel novembre 2010 con l'obiettivo di supportare le startup nel processo di crescita e sviluppo. Nel 2012, in seguito alla partnership con l’università LUISS Guido Carli, l'acceleratore prende il nome di LUISS EnLabs.
«Siamo gli unici in Italia ad aver un accordo di questo tipo con un'università», sottolinea Capello. «Creiamo sbocchi lavorativi per i loro studenti ma non solo». Infatti, chiunque abbia un progetto innovativo può partecipare alle selezioni che si svolgono qui due volte l'anno e che non pongono restrizioni di età, titolo di studio o provenienza geografica. «Cerchiamo team eterogenei in cui almeno uno dei componenti conosca perfettamente l'inglese, indispensabile per potersi interfacciare con investitori stranieri», spiega Capello. «Bisogna poi presentare un prodotto innovativo che sia potenzialmente competitivo nel mercato internazionale».
Per spiegare come funziona il processo di accelerazione che ne segue, il creatore di EnLabs usa una metafora: «Faccia conto che quando arriva qui la startup sia come l'ingrediente base di una ricetta, tipo un uovo. L'uovo può diventare qualsiasi cosa. Bene, a LUISS EnLabs prendiamo quell'uovo e lo trasformiamo in una torta». Una volta selezionato, il progetto riceve un finanziamento da Lventure Group a titolo di capitale, necessario all'avvio dell'attività e per accelerare il suo ingresso nel mercato del lavoro. Nei cinque mesi successivi, il team viene affiancato da esperti e advisor, svolge corsi di formazione, usufruisce di facilities e lavora a contatto con investitori, partner finanziari, media e altre startup. «Il confronto con gli altri è fondamentale», racconta Justine Sillipo, 27 anni, responsabile organizzativa e finanziaria di GAMEPIX, aggregatore e distributore di videogiochi HTML5 cha ha fondato nel 2013 insieme a Edward Wawra, 29 anni, programmatore, e Valerio Pullano, 28 anni, responsabile marketing.
«L'idea di buttarci nel mondo delle imprese innovative è nata durante Innovaction Lab, dove abbiamo avuto la prima infarinatura su cosa fosse una startup e su come sviluppare e presentare un progetto. Dopo aver perfezionato la nostra idea di partenza, abbiamo partecipato e superato le selezioni per entrare in LUISS EnLabs e siamo partiti con GAMEPIX».
A chiudere il programma di accelerazione l'Investor Day, evento in cui tutte le startup che hanno partecipato al programma si presentano a un'ampia platea di investitori italiani e internazionali per convincerli a finanziare il loro progetto. Oggi, l'80% delle startup uscite da LUISS EnLabs rientra del primo capitale investito nei primi mesi dalla fine del programma di accelerazione.
«Questo è un momento storico per il mercato del lavoro», afferma con convinzione Luigi Capello. «Il mondo è diventato digitale e tutto è accessibile tramite smartphone».
«Le startup, infatti, non fanno altro che rispondere a un bisogno primario in modo innovativo», spiega Sillipo. «Basti pensare a Le Cicogne che grazie a un'app permette alle famiglie di trovare la babysitter più adatta o Moovenda», racconta Capello. «La prima startup italiana di Smart Urban Delivers».
Un mondo, quello delle startup, in crescita ma che nasconde molte incognite. «Purtroppo nove su dieci chiudono», spiega Justine Sillipo «spesso a causa dell'inesperienza del team o perché ci si affida alle persone sbagliate. Se dovessi dare un consiglio a chi sta per iniziare gli direi di non risparmiare sui consulenti».
Ma sia Capello che Sillipo concordano sul fatto che sia molto difficile per i giovani imprenditori trovare commercialisti e legali esperti in startup. «Il mondo dei commercialisti e dei consulenti», dice il fondatore di EnLabs «deve aprirsi alle nuove realtà».
«Ai commercialisti», conclude Sillipo «consiglio anch’io di iniziare a lavorare di più con le startup. Molti di noi sono appena usciti dall'università e non sanno nulla di fiscalità quindi so che non è facile per i commercialisti. Ma diventare smart conviene anche a loro: il futuro è nelle startup».