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Un anno in più per dire alt a infarti, ictus e non solo

I consigli della dottoressa Lidia Rota Vender su come prendersi cura del proprio corpo senza affaticarlo

Affrontare il cambiamento. Faclle a dirsi, più di difficile a farsi. Specie quando cambiare vuol dire aggiungere anni sulla carta d’identità. Per capire come prendersi cura del proprio corpo, senza affaticarlo troppo con il passare del tempo, ecco alcuni suggerimenti della dott.ssa Lidia Rota Vender, presidente di ALT, Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari ONLUS, da sempre in prima linea per diffondere consapevolezza su come «lavorare per la salute», imparando a dire ALT a infarti, ictus, embolie, malattie che colpiscono il doppio dei tumori, ma che possono essere concretamente evitate in una persona su tre.

Dottoressa, invecchiare vuol dire più rughe e capelli grigi, ma non solo: cosa accade al nostro cuore, al nostro cervello?
«Con il passare degli anni il cuore si stanca, aumenta di dimensioni, il battito rallenta o diventa irregolare: sono i segni dell’usura. Al tempo stesso, le arterie perdono di elasticità, diventando più rigide e fanno aumentare la pressione del sangue con tutti i danni che ne conseguono».

Come possiamo salvare la salute del nostro cuore e prevenire certi fenomeni?
«L’attività fisica è il nostro primo alleato: muoviamoci un po’ ogni giorno. Camminiamo, nuotiamo, balliamo, facciamolo a un ritmo moderato e regolare, cosa che ci aiuterà anche a mantenere il peso ideale, ad abbassare la pressione del sangue, a ridurre la rapidità di progressione dell’aterosclerosi e a mantenere in esercizio il cuore e le articolazioni».

Possiamo aiutarci con l’alimentazione?
«Certo! Si dice spesso che la salute è nel piatto ed è vero: inseriamo più frutta e verdura nella nostra dieta, scegliamo cibi ricchi di fibre, pesce, cereali integrali e proteine vegetali, con meno grassi saturi e sale. Un’alimentazione intelligente mantiene in salute le nostre arterie, il nostro cuore e il nostro cervello».**

Quali altre cattive abitudini dobbiamo lasciare a casa?
«Sicuramente il fumo che corrode le pareti delle arterie e accelera l’aterosclerosi, fa salire la pressione del sangue e la frequenza cardiaca, ma anche lo stress che costa caro al cuore e andrebbe ridotto, imparando innanzitutto a dormire bene. Almeno 7-8 ore di buon sonno ogni notte sarebbero ideali».

Veniamo ora alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli. Cosa succede?
«Con il passare degli anni perdiamo centimetri in altezza rispetto a quando eravamo giovani, perché le ossa tendono ad asciugarsi, si riducono di dimensione, diventano più fragili e aumenta il rischio di fratture. I muscoli perdono forza e flessibilità, perdiamo la coordinazione nel movimento, a volte anche l’equilibrio».

Il vademecum per mantenerli forti prevede?
«Per prima cosa, una quantità adeguata di calcio: per chi ha più di 19 anni e per gli uomini fino a 70 anni la dose giornaliera raccomandata è di circa 1 grammo, per le donne over 50 e per gli uomini over 70, meglio 1200 mg. Il calcio è naturalmente presente nei latticini, nei broccoli, nel salmone, nelle sardine, nei prodotti derivati dalla soya come il tofu, in più si possono usare i supplementi, chiedendo consiglio al medico».

Basta così?
«No, assolutamente. Altro ingrediente indispensabile è la vitamina D: dai 19 ai 70 anni la dose giornaliera raccomandata è di 600 UI, che arriva fino a 800 UI al giorno per chi ha più di 71 anni. L’esposizione al sole aiuta la pelle a produrre naturalmente questa vitamina, ma la si trova anche in tonno e sardine, nel tuorlo d’uovo, nel latte e negli integratori. Come sempre, poi, ritorna la buona prassi dell’attività fisica giornaliera con il sollevamento di pesi leggeri, la camminata a passo veloce, il jogging, il tennis, il salire e lo scendere le scale e il rifiuto dei veleni come il fumo e alcool».

Stomaco e intestino son più resistenti?
«In realtà no: i diuretici, i supplementi di ferro, alcuni farmaci per il diabete, le abitudini sbagliate sedimentate nel tempo, possono rallentare il transito intestinale e provocare stitichezza. Ma l’intestino deve essere pulito e sano: è un organo di immunità che mantiene in salute l’intero organismo».

Come correggere la stipsi?
«La prima attenzione va al cibo, facendo il pieno di acqua, fibre, frutta, verdura e cereali integrali, e lasciando da parte carni ricche di grassi, latticini, dolci. Poi il movimento, infine l’ascolto: se l’intestino chiama diamogli retta altrimenti lo renderemo ancora più lento».

Dopo l’intestino, le vie urinarie…
«Si sa, l’incontinenza con gli anni diventa più frequente, soprattutto in chi soffre di diabete o di ipertrofia della prostata e nelle donne in menopausa. Per proteggere la salute della vescica, del rene e delle vie urinarie non dobbiamo trattenere l’urina troppo a lungo ed è meglio ridurre il peso perchè il grasso addominale e viscerale peggiora l’incontinenza urinaria. Ancora una volta, inoltre, dobbiamo eliminare il fumo e le sostanze che irritano la parete della vescica, come caffeina, cibi acidi, alcool e bibite gassate. Si possono poi praticare gli esercizi di Kegel, contraendo i muscoli della pelvi per almeno 5 secondi e poi rilasciandoli per altri 5. Un movimento da ripetere per quattro o cinque volte, alternando 10 secondi di contrazione e 10 di rilasciamento. Infine, come dicevamo prima, dobbiamo muovere l’intestino poiché se pigro accentua l’incontinenza vescicale».

Quante cose da ricordare, dottoressa. Un rimedio per la memoria esiste?
«In effetti, anche la memoria si indebolisce: diventa più difficile imparare e ricordare parole che pure ci sono famigliari. Ma possiamo allenarla facendo esercizi per il corpo: l’attività fisica quotidiana migliora la circolazione del sangue nel cervello e aiuta la memoria a non spegnersi. A questi, possiamo aggiungere esercizi per la mente: cruciverba, rebus, anagrammi. Ma anche una bella chiacchierata con gli amici: stare in compagnia fa smaltire la depressione che peggiora la perdita di memoria. Il tutto senza mai dimenticare le solite regole fondamentali: adottare un’alimentazione intelligente, non fumare e controllare regolarmente la pressione del sangue in quanto la pressione alta minaccia la salute del cervello e pian piano provoca demenza».

Se parlassimo di occhi e orecchie, invece?
«Anche qui scopriremmo quanti problemi l’età avanzata è in grado di portare. Facciamo fatica a mettere a fuoco gli oggetti o ad adattare la vista a diverse distanze, potremmo soffrire di cataratta, un processo di invecchiamento del cristallino, la lente naturale dell’occhio che si appanna riducendo la capacità di vedere. Potremmo, al tempo stesso, cominciare a sentire con meno chiarezza parole e suoni. Per questo è importante fare controlli periodici, seguire le indicazioni del medico sull’uso di lenti o di apparecchi acustici e adottare alcune precauzioni con occhiali da sole e auricolari».

Il tempo influisce anche sul sorriso?
«Sì, e non solo a livello metaforico: le gengive si ammalano, i denti si allungano e diventano più sensibili al caldo e al freddo, le radici si scoprono, alcuni farmaci possono ridurre la salivazione e rendere i denti più fragili e la bocca più incline alle infezioni».

Cosa possiamo fare in questo caso?
«Un’ottima protezione è data dall’uso costante dello spazzolino dopo ogni pasto e del filo interdentale almeno ogni sera. Inoltre, possiamo fare visite periodiche dal dentista: per sedute di pulizia, per correggere mal occlusioni, per rimpiazzare i denti perduti. Gengive infiammate che sanguinano facilmente, infatti, minacciano la salute del cuore e delle arterie perché i microbi che abitano nella nostra bocca entrano nel sangue attraverso i tessuti infiammati e raggiungono il cuore, causando malattie gravi come l’endocardite o l’infarto. È molto importante, dunque, avere un bel rapporto con la propria bocca».

Immagino che anche in questo caso l’alimentazione giochi una partita importante…
«Esatto. E ha anche un grande impatto sul peso: invecchiando si ingrasssa più facilmente poiché i muscoli si riducono, vengono sostituiti da tessuto grasso e al tempo stesso, il fabbisogno di calorie si riduce. Bisogna muoversi tutti i giorni, preferire frutta e verdura e, in generare, scegliere porzioni più piccole».

Infine, ciò che tutto il corpo ricopre: la pelle.
«Già, anche questa perde di elasticità, diventa più fragile e secca, i lividi sono più frequenti ed estesi e compaiono dopo traumi anche piccoli, insieme alle rughe e alle macchie. Tutti segni del tempo».

Impossibile correggerli?
«Tutt’altro, all’aperto possiamo utilizzare delle creme, indumenti protettivi e leggeri. Possiamo sempre evitare il fumo e gli shock da acqua bollente, preferendo acqua tiepida, saponi dolci e creme idratanti. E se sulla pelle compaiono macchie o nei sospetti, meglio rivolgersi al medico».

Per chiudere, una curiosità. Come cambia la vita sessuale?
«Le malattie o i farmaci possono influire sul desiderio e sulla capacità di godere di una sana vita sessuale. La secchezza vaginale in menopausa affligge le donne e rende i rapporti sessuali dolorosi, per gli uomini desta molta preoccupazione l’impotenza, l’erezione richiede più tempo e può essere meno durevole. Ma non temete: la complicità potrà essere un ottimo alleato. Parliamo, spieghiamo, confessiamo i nostri desideri senza pudore al nostro partner, proviamo posizioni diverse o diversi modi per stare insieme. E poi, c’è sempre il medico con cui confidarsi per scoprire trattamenti o farmaci, come le creme a base di estrogeni per la secchezza vaginale o farmaci che aumentano la libido nella donna e nell’uomo o che aiutano l’erezione nel maschio. Insomma, non è mai troppo tardi per adottare uno stile di vita sano e intelligente. Non potremo fermare il tempo, ma possiamo senz’altro rallentare l’invecchiamento con le nostre scelte».