Press

Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Cultura

Un viaggio in oriente con Henri Matisse

Fino al 21 giugno, le Scuderie del Quirinale ospitano le opere (alcune per la prima volta in Italia) di uno dei maestri della pittura del Novecento

di Simona Bembo

“Sono figlio di un commerciante di sementi, al quale avrei dovuto succedere nella gestione del negozio", raccontava di sé Henri Matisse. Ma il caso ha voluto che le cose andassero diversamente. Durante una lunga convalescenza in seguito a un intervento di appendicite, l'allora studente di legge inizia a dedicarsi alla pittura. Una volta ristabilitosi, decide di abbandonare gli studi accademici, diventa allievo di Gustave Moreau e pochi anni più tardi s'iscrive all'Ecole des Beaux Arts. Proprio negli anni della formazione, Matisse ha l'opportunità di avvicinarsi all'arte orientale: all’Esposizione mondiale del 1900 scopre i paesi musulmani nei padiglioni dedicati a Turchia, Persia, Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto; nel 1910 visita la grande Esposizione di arte maomettana a Monaco di Baviera – la prima mostra d'arte mussulmana che influenzerà un'intera generazione di artisti, da Kandinsky a Le Corbusier – che sarà per Matisse lo spunto per un tipo di decorazione d'impianto compositivo assai lontano dalle tradizioni occidentali. Paesi come il Marocco e la Russia, il continente africano e il mondo Orientale, gli arabeschi e i disegni geometrici presenti nel mondo Ottomano, nell’arte bizantina, nel mondo ortodosso e nei Primitivi studiati al Louvre sono tutti elementi interpretati da Matisse con straordinaria modernità e che rivivono in Matisse Arabesque, mostra che ospita alle Scuderie del Quirinale alcuni capolavori di questo genio della pittura.
Promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e Turismo e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre, Matisse Arabesque conta oltre cento opere del celebre artista e propone molti suoi capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo di cui alcuni per la prima volta in Italia, come il celebre Zohra sulla terrazza dal Museo Puskin di Mosca e Marocchino in verde conservato presso l'Hermitage di San Pietroburgo. L'esposizione accoglie il visitatore con la celebre natura morta Gigli, Iris e Mimose, per chiudersi con Pesci rossi, celebre capolavoro del 1912, passando attraverso uno straordinario percorso che si snoda tra diverse suggestioni che vanno dal primitivismo (è nota la passione di Matisse per le maschere e i tessuti africani) agli elementi decorativi delle culture dell'estremo Oriente, fino alle atmosfere del Mediterraneo.
Oltre a questi celebri dipinti, la mostra espone alcune illustrazioni di Matisse, tra cui le acqueforti realizzate per il libro di poesie di Mallarmè del 1932, e i costumi del Chant du Rossignol, disegnati per il balletto coreografato da Lèonide Massine.
Curata da Ester Coen, insieme al comitato scientifico composto da John Elderfield, Remi Labrusse e Olivier Berggruen, la mostra vuole restituire un'idea delle suggestioni che l'Oriente ebbe nell'opera di Matisse e farà rivivere al visitatore il lusso e la delicatezza di mondi antichi, esaltati dallo sguardo visionario, profondo e straordinariamente contemporaneo di un artista geniale e grandioso.