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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Primo Piano

Una metodologia mirata per sindaci e revisori nelle PMI

Nei documenti messi a punto dal Cndcec evidenziati gli aspetti inerenti in modo specifico al collegio sindacale

di Raffaele D'Alessio

Il panorama italiano è caratterizzato prevalentemente da imprese di piccole e medie dimensioni e dal particolare ruolo del collegio sindacale, chiamato, nella maggioranza dei casi, a svolgere contestualmente le funzioni di vigilanza e di revisione. Allo scopo di adattare i principi di revisione alle peculiari esigenze delle imprese di minori dimensioni e, al contempo, considerare i delicati equilibri che caratterizzano il ruolo del sindaco-revisore, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha elaborato una metodologia mirata che consente di evidenziare gli aspetti che si riferiscono in modo specifico al collegio sindacale. Fino al 02 febbraio 2018, sono posti in consultazione il volume “Approccio metodologico alla revisione legale affidata al collegio sindacale nelle imprese di minori dimensioni”, accompagnato dalle relative carte di lavoro e il testo “Manuale delle procedure di controllo della qualità del sindaco-revisore”, entrambi finalizzati a fornire uno schema logico e operativo che non trascuri i suggerimenti e le soluzioni fornite dalla prassi professionale.

Il primo volume relativo all’approccio metodologico nasce da un lavoro di ripensamento dei testi e degli strumenti previgenti predisposti dal CNDCEC, modificati e integrati alla luce delle novità intervenute nella disciplina dei principi internazionali di revisione e dalla graduale implementazione dell’audit risk model da parte dei sindaci-revisori. Il volume si compone di 27 capitoli ed è strutturato in modo da costituire una guida “agile” per i professionisti e, al contempo, un supporto per l’intero processo di revisione.
Le novità che il testo presenta riguardano, innanzitutto, la fase di identificazione e valutazione del rischio, ora maggiormente focalizzata sulla comprensione dell’azienda e il contesto in cui opera, così da agevolare il professionista nello svolgimento di questa attività, fondamentale da un punto di vista strategico, ma purtroppo sottovalutata nell’impostazione dell’incarico professionale.

Notevole importanza è stata data al ruolo della significatività operativa che è utilizzata come “espediente tecnico” per poter parametrare rischio di revisione ed estensione del lavoro mediante l’impiego di un foglio di lavoro appositamente strutturato. Sono state approfondite le problematiche relative all’accettazione dell’incarico e al rispetto dei requisiti di indipendenza, inoltre, gli stessi programmi di lavoro relativi alle procedure di validità sono stati rinnovati e le carte di lavoro riviste e pubblicate in allegato al testo così da poter diventare, nel tempo, un patrimonio comune della professione.

Le modifiche apportate sono state, in sintesi, pensate allo scopo di approfondire le tematiche maggiormente significative nell’ambito della revisione e presentare una metodologia comune che sia in grado di colmare le lacune dei principi di revisione internazionali quando si trovano a dover esser applicati dal collegio sindacale.
L’importante intervento del Consiglio ha, infine, non tralasciato gli aspetti relativi al controllo della qualità e la realizzazione di sistemi di controllo conformi all’ISQC Italia 1, che coinvolgano l’intera rete professionale del sindaco-revisore.

È in considerazione di tali elementi che nasce il secondo documento che contiene le direttive e le procedure che il sindaco-revisore deve adottare all’interno della sua struttura organizzativa per ottemperare agli standard qualitativi del principio sul controllo della qualità (ISQC Italia 1). Il miglioramento degli standard qualitativi dell’attività di revisione è, infatti, un tema fortemente sentito in ambito internazionale e fondamentale nel nostro Paese in vista dell’organizzazione dei controlli a cui i professionisti saranno sottoposti a breve per espressa previsione dell’art. 20 del D.lgs. 39/2010. La metodologia del Consiglio nazionale sarà, a tal fine, proposta al MEF come punto di riferimento per l’effettuazione dei controlli.