Autorevoli, con parcelle eque, punto di riferimento assoluto in materia fiscale, con prestazioni professionali molto soddisfacenti. È il ritratto dei commercialisti che emerge dal Sondaggio Winpoll per il Consiglio nazionale della categoria realizzato su un campione di 1000 italiani con un metodo di campionamento ponderato per genere, fasce di età e Regioni.
Secondo l’indagine il 43% degli italiani, almeno una volta nella vita si è rivolto al commercialista (il 29% a un CAF, il 24% a un patronato e solo un 4% a un tributarista). Il dato sale al 64% tra gli imprenditori e al 60% e 62% rispettivamente per dirigenti e liberi professionisti.
La valutazione dell’esperienza, per chi si è rivolto al commercialista, è estremamente positiva (96%) e omogenea rispetto alle fasce dei dati disaggregati. Il motivo principale per cui gli Italiani si rivolgono ad un commercialista è la ‘consulenza fiscale’ (71%), seguito da ‘consulenza aziendale’ (21%) e ‘consulenza del lavoro’ (15%).
Il lavoro del commercialista è considerato una professione di prestigio, l’autorevolezza della stessa è riconosciuta da una netta maggioranza degli italiani (80%) con punte dell’82% tra le donne, tra chi risiede nel nord Italia (83%) e per gli studenti (88%). Un dato che trova conferma anche in quello relativo alla percezione della figura del commercialista, che risulta molto positiva per il 78% degli italiani.
Per il presidente del Consiglio nazionale della categoria, Elbano de Nuccio, “il sondaggio certifica in maniera chiara la buona percezione dei commercialisti nella società”. “Grazie alla costante politica di valorizzazione promossa dal nostro Consiglio Nazionale”, aggiunge, “alla professione viene oggi riconosciuto il suo valore nel panorama sociale ed economico del nostro Paese. Le azioni intraprese per rafforzare l’immagine del commercialista, con l’obiettivo di chiarire e definire il suo ruolo e le sue funzioni, stanno portando i loro frutti. Questo è il risultato di un impegno collettivo volto a rendere sempre più chiaro quanto il nostro lavoro sia fondamentale per la gestione e lo sviluppo delle imprese e per l’economia in generale. Un percorso che continua e che ci stimola a fare sempre di più per la professione e per il Paese”.

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