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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

CNDCEC Report

Arriva il nuovo codice deontologico dei commercialisti

Il testo, in pubblica consultazione fino al 24 ottobre, aggiorna i contenuti del Codice alle novità legislative degli ultimi anni in materia di professioni intellettuali

di M. Par.

Responsabilità professionale e disciplinare, tirocinio, pubblicità, compensi. Sono i principali ambiti sui quali interviene il nuovo Codice deontologico dei commercialisti italiani, approvato dal Consiglio nazionale della Categoria e posto in pubblica consultazione fino al 24 ottobre (le osservazioni possono essere inviate all’indirizzo mail consultazionecodicedeont@commercialisti.it).

Il nuovo testo risponde innanzitutto all’esigenza di aggiornare i contenuti del Codice alle novità legislative intervenute in questi ultimi anni in materia di professioni intellettuali, a cominciare dalla riforma del 2012. Il precedente Codice della categoria risaliva al 2008.

Le nuove norme prevedono specificamente l’obbligo di copertura assicurativa per i rischi professionali e, in tema di responsabilità disciplinare, riguardo alla proporzionalità della sanzione, alcuni parametri (gravità del fatto, grado della colpa, eventuale sussistenza del dolo e sua intensità, etc.) da prendere in considerazione in sede di procedimento disciplinare. Introdotto anche il riferimento al consiglio di disciplina quale giudice disciplinare. Novità anche sul tirocinio, con la norma che si allinea a quanto stabilito dalla riforma del 2012, prevedendo un rimborso spese per i tirocinanti dopo il sesto mese di pratica. In tema di pubblicità e informativa pubblicitaria, materia che già risultava allineata con l’evoluzione normativa degli ultimi anni, sono state fornite alcune precisazioni relativamente alla presenza di riferimenti pubblicitari o commerciali sul sito internet del professionista. In materia di compenso professionale, il nuovo testo elimina ogni riferimento all’abrogata tariffa e precisa che la misura del compenso deve essere individuata per iscritto.

Inoltre, alla luce della casistica emersa dall’applicazione del codice deontologico del 2008, sono state introdotte importanti precisazioni sulle condotte da tenere nei rapporti con i colleghi (delineando in modo specifico il comportamento da assumere in caso di subentro ad un collega nell’ incarico professionale) e nei rapporti con i clienti (fornendo indicazioni precise riguardo all’accettazione dell’incarico, compresi l’individuazione per iscritto della misura del compenso e il comportamento da tenere nel caso in cui il professionista detenga somme per conto del cliente, nonché alla rinunzia allo stesso, con particolare riferimento al caso di irreperibilità del cliente). Precisazioni sono state introdotte anche sui rapporti con dipendenti e collaboratori (definendo anche per questi ultimi i doveri di correttezza in ordine al divieto di sviamento della clientela). In caso di incarico istituzionale, infine, sono stati precisati i doveri di correttezza gravanti sul professionista connessi, in particolare, al divieto di utilizzare l’incarico per fini pubblicitari ovvero per sollecitare l’affidamento di incarichi professionali.

“Il nuovo codice deontologico – afferma il presidente nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi -, che approveremo definitivamente dopo la chiusura della pubblica consultazione alla quale abbiamo deciso di sottoporlo, rappresenta un ulteriore tassello della gran mole di lavoro prodotta dal Consiglio nazionale per recuperare il terreno perduto negli scorsi anni. Il coinvolgimento della categoria, attraverso la pubblica consultazione, anche su un tema quale la deontologia è il frutto della scelta di questo Consiglio di aprirsi quanto più possibile alla partecipazione democratica dei suoi iscritti”.

“In coordinamento con il nuovo codice deontologico – anticipa il Consigliere nazionale delegato alla materia, Giorgio Luchetta - intendiamo approntare anche un codice delle sanzioni che, nell’ambito della delicata funzione disciplinare, fornisca ai Consigli di disciplina indicazioni sull’irrogazione delle sanzioni rispetto a condotte specificamente individuate. L’obiettivo cui miriamo è quello di agevolare l’applicazione di sanzioni uniformi su tutto il territorio nazionale”.