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Decreto banche, commercialisti soddisfatti

Longobardi: “Accolte molte delle nostre richieste sull’elenco dei professionisti che provvedono alle vendite e sull’Albo dei curatori”. Restano perplessità sostanziali sui “reiterati tentativi di istituire elenchi, albi speciali, registri ulteriori e distinti dall’albo tenuto dagli Ordini”

di M. Par.

Soddisfazione per la versione finale dell’emendamento 5.3 contenuto nel decreto banche approvato ieri dal Senato, relativo alla formazione dell’elenco dei professionisti che provvedono alle operazioni di vendita. La esprime il Consiglio nazionale dei commercialisti, che rivendica il successo della sua interlocuzione con la commissione Finanze del Senato e ringrazia il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, che si è molto impegnata per una riformulazione dell’emendamento che recepisce alcune osservazioni della categoria. Frutto delle proposte dei commercialisti e delle interlocuzioni con le Istituzioni anche il ritiro in commissione dell’emendamento 6.1, con il quale si prevedeva l’istituzione, la tenuta e la vigilanza di un albo dei curatori, dei commissari e dei liquidatori. Proprio su questi due emendamenti il Consiglio nazionale aveva espresso nei giorni scorsi la sua forte contrarietà, chiedendo un ripensamento su norme che aveva definito “punitive per i professionisti”.

“La versione dell’emendamento 5.3 definitivamente licenziata dal Senato - afferma il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi - è stata sensibilmente modificata nella parte in cui si prevedevano onerosi obblighi formativi e di aggiornamento professionale e prove valutative di fine corso a carico dei professionisti iscritti ad albi. Siamo dunque soddisfatti perché hanno in parte trovato ascolto le nostre proposte che mettevano in luce come l’elenco dei professionisti delegati è già esistente e che i requisiti richiesti per potervi essere iscritti sono compiutamente fissati nel codice di rito oltre che dalle leggi professionali di appartenenza”. Longobardi ci tiene a ribadire come “si tratta di professionisti appartenenti alle professioni regolamentate e come tali obbligati dalla legge al costante accrescimento delle proprie competenze. I professionisti regolamentati, anche dopo l’iscrizione all’Albo, che avviene solo a seguito del superamento di un esame di stato a cui è preordinato lo svolgimento del tirocinio professionale, e per tutta la durata dell’attività professionale, sono tenuti a seguire percorsi di formazione continua permanente, predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai Consigli Nazionali e ad un costante aggiornamento professionale, anche per rispettare un preciso obbligo deontologico. Si consideri inoltre che le incessanti modifiche apportate al processo esecutivo e le innumerevoli novità introdotte nell’attività del professionista delegato, non consentono di improvvisarsi sulla materia e rendono necessaria una specifica formazione sul processo e sulle tematiche delle vendite”.

Proprio per questi motivi, il Consiglio nazionale dei commercialisti – afferma Longobardi – “nutre ancora qualche perplessità sui reiterati e generalizzati tentativi di istituire elenchi, albi speciali, registri, ulteriori e distinti dall’albo tenuto dall’Ordine che potrebbero creare evidenti disparità tra gli iscritti non sempre adeguatamente organizzati per frequentare corsi a pagamento diversi da quelli gestiti dagli ordini istituzionalmente tenuti a garantire una formazione almeno in parte gratuita”.