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dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Global Review

Ricerca di talenti e innovazione tecnologica le sfide per la professione mondiale

E' quanto emerge dai risultati del sesto sondaggio annuale promosso dall'IFAC. Gli italiani meno ottimisti dei colleghi stranieri

di Mariarita Cafulli

Acquisizione di nuovi clienti, aggiornamento costante sulla normativa di interesse per la professione e spinta al ribasso dei compensi. I risultati del sesto Global SMP Survey - il sondaggio annuale promosso da IFAC (International Federation of Accountants) sulle tendenze e sulle esigenze degli studi dei commercialisti a livello mondiale – confermano sfide e preoccupazioni già espresse dai professionisti mondiali negli scorsi anni. Con alcune novità: la ricerca di nuovo personale e la fidelizzazione dei collaboratori di studio già assunti, che per la prima volta dall’avvio del sondaggio, nel 2011, rientrano nella top four delle sfide che coinvolgono la professione a livello mondiale. Cresce sensibilmente, inoltre, la percezione dell’impatto che l’innovazione tecnologica avrà sulla professione nei prossimi anni.

Il sondaggio, rivolto agli studi di piccole e medie dimensioni, è stato condotto tra ottobre e novembre del 2016 e ha raccolto 5.060 risposte (di cui 139 provenienti da professionisti italiani), per un totale di 164 paesi partecipanti. Nel dettaglio, le aree geografiche maggiormente rappresentate sono Europa (38%, in particolare dall’Europa centrale e orientale) e Asia (28%). I paesi che hanno contribuito maggiormente al sondaggio, ciascuno con un numero di risposte superiore alle 300 unità, sono Cina, India e Romania.

Distinguendo le risposte sulla base della dimensione dello studio, per gli studi più piccoli le sfide principali sono la ricerca di nuovi clienti e l’aggiornamento normativo, mentre per gli studi di maggiori dimensioni (quelli con più di 20 collaboratori) le sfide consistono nella selezione del personale e nella spinta al ribasso dei compensi.
In un’ottica prospettica, la percezione dell’impatto che l’innovazione tecnologica avrà sulla professione nei prossimi cinque anni è cresciuta sensibilmente nel 2016 rispetto al 2015. L’esigenza di aggiornare hardware e software, così come il passaggio al cloud, sono arrivati in cima alla classifica delle sfide legate alla tecnologia. Sempre in questo ambito, anche la ricerca e selezione della tecnologia più adatta alle esigenze dello studio si rivela una questione piuttosto sentita dai professionisti.

Nonostante l’evidenza di queste sfide, le aspettative sui risultati futuri che potranno essere conseguiti dai piccoli e medi studi evidenziano un cauto ottimismo rispetto all’anno precedente in tre delle quattro aree riguardanti i servizi, con l’eccezione dell’area fiscalità. Ci si attende una crescita guidata dai servizi di consulenza, insieme a quelli di contabilità, compilazione e altri servizi correlati (esclusi quindi assurance e revisione), rispettivamente con il 45% e 44% di incremento del fatturato previsto in queste aree per il 2017. Considerando i dati emersi solo dalle risposte dei professionisti italiani, le prospettive sono tendenzialmente meno rosee, e si riscontrano aspettative al ribasso per quanto riguarda i servizi di contabilità. Inoltre, osservando la performance del 2016, si evidenzia una diminuzione delle richieste di questi stessi servizi e di quelli relativi alla fiscalità.

Nell’ambito della consulenza prestata dagli studi professionali dei diversi Paesi, i servizi più diffusi riguardano l’ambito societario e le operazioni straordinarie (48%, e in prevalenza negli studi di maggiori dimensioni) e la contabilità gestionale (46%, questa volta interessando anche gli studi costituiti da un solo professionista).
“Il ritmo sempre più serrato dell’innovazione tecnologica rappresenta una sfida, ma anche un’opportunità, per gli studi professionali” ha dichiarato Fayez Choudhury, CEO di IFAC. “Nel loro ruolo di consulenti di fiducia delle PMI, che rappresentano un settore chiave per la stabilità e la crescita economiche globali, i piccoli e medi studi devono valutare come fare leva sui progressi tecnologici per ridurre i costi e offrire servizi con valore aggiunto che siano in grado di rispondere alle richieste e alle aspettative in continua evoluzione dei clienti. Tenersi al passo con gli sviluppi tecnologici significa in ultima analisi saper attrarre, fidelizzare e far crescere i migliori professionisti”.

I risultati del sondaggio fanno luce anche sulle condizioni delle PMI, in particolare su come sono percepite dai commercialisti che offrono loro consulenza e altri servizi. Come nel 2015, ai primi posti tra le sfide che le PMI devono affrontare ci sono l’incertezza economica e l’aumento dei costi (rispettivamente con il 61% e il 59%). Focalizzando l’attenzione sull’opinione dei professionisti italiani che hanno partecipato al sondaggio, le PMI nazionali soffrono principalmente l’incertezza economica (78,2%) e le difficoltà nell’accesso ai finanziamenti (70,4%).

Il sondaggio ha anche messo in evidenza due aspetti più operativi della quotidianità degli studi. Il primo riguarda i giorni necessari per riscuotere i crediti: a livello internazionale, sono stati rilevati i dati riportati nella seguente tabella

Tempo medio di incasso dei crediti verso clienti
0-30 giorni - 26%
31-59 giorni - 33%
60-89 giorni - 21%
90-119 giorni - 8%
Oltre 120 giorni - 8%

A livello nazionale, si riscontra una netta tendenza a una dilazione dei crediti, per cui le percentuali corrispondenti, partendo dal valore relativo a un periodo di 30 giorni, sono rispettivamente: 12%, 24%, 43%, 26%, 34%. La maggior parte dei professionisti italiani riscontra quindi un tempo medio di incasso dei crediti verso clienti superiore ai 60 giorni.
Il secondo aspetto indagato avvalendosi di un altro indice è il rapporto tra le ore di lavoro fatturabili e quelle totali, detto tasso di utilizzo. A livello mondiale, i dati rilevati sono presentati nella seguente tabella

Tasso di utilizzo
Inferiore al 50% - 12%
51-60% - 16%
61-70% - 17%
71-80% - 19%
81-90% - 13%
Oltre 80% - 9%

A livello nazionale i valori, partendo da quello corrispondente a un rapporto tra ore fatturabili e ore lavorate inferiore al 50%, sono: 17%, 25%, 17%, 13%, 9%, 4%. Rispetto ai colleghi degli altri Paesi, per i commercialisti italiani si evidenzia, in generale, una ridotta possibilità di vedere il proprio lavoro remunerato.
Nel complesso, il fatturato dei piccoli e medi studi nel 2016 è aumentato lievemente rispetto al 2015: almeno il 30% ha dichiarato una crescita del fatturato moderata o notevole nelle diverse aree di servizi, mentre nel 2015 il valore corrispondente si fermava al 27%.

Per consultare i risultati completi, incluse le analisi dettagliate per aree geografiche e dimensione dello studio: Global SMP Survey
Ulteriori risorse sul mondo degli studi professionali con una prospettiva internazionale, sono disponibili sull’IFAC Global Knowledge Gateway e sul sito di SMPC di IFAC.