Garantire i requisiti di professionalità, onorabilità e di indipendenza degli organi deputati all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza. E’ la principale richiesta avanzata dal Consiglio nazionale dei commercialisti nel corso di un’audizione sulla delega al Governo su questa materia, tenutasi oggi presso la Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati. Il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi, afferma come sia “condivisibile l’intenzione di unificare e razionalizzare la disciplina dell’amministrazione straordinaria attualmente frammentata in quattro provvedimenti normativi”. “La stratificazione dei provvedimenti normativi creatasi nel corso degli anni – spiega Longobardi – rende necessario il riordino della disciplina, con l’importante precisazione che la procedura di amministrazione straordinaria, connotandosi per la sua eccezionalità rispetto alle regole generali, dovrebbe essere riservata solo a imprese di dimensioni significative, il dissesto delle quali possa sensibilmente incidere sulla collettività, anche e soprattutto sotto il profilo della tutela dei livelli occupazionali”
I consiglieri nazionali delegati alla materia, Felice Ruscetta e Maria Rachele Vigani, affermano che la nuova disciplina dell’amministrazione straordinaria dovrebbe prevedere, con riferimento alle modalità di nomina del commissario, “l’inserimento di previsioni ad hoc relative alla designazione di iscritti ad Albi professionali esperti nella gestione delle imprese in crisi e nella predisposizione di piani di risanamento, in modo che la scelta possa ricadere anche sugli iscritti alla sezione A all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili”. Questi ultimi, secondo Ruscetta e Vigani, “sono soggetti a cui la legge riconosce specifica competenza nella predisposizione di piani di risanamento, nell’amministrazione e nella liquidazione di aziende, di patrimoni e singoli beni”. A parere del Consiglio nazionale dei commercialisti sarebbe anche opportuno “che il professionista abbia maturato un’adeguata competenza professionale, per almeno cinque anni, nelle procedure concorsuali o nella gestione della crisi di impresa, nella veste di curatore, di commissario giudiziale, di commissario liquidatore o di attestatore”.
Altro aspetto sottolineato dai commercialisti nel corso dell’audizione è quello relativo al comitato di sorveglianza, sul quale, a parere della categoria, “sarebbe opportuno sia delineare con maggiore precisione le funzioni sia prevedere requisiti specifici di professionalità”
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