Pubblichiamo l’intervista ad Aldo Campo, Consigliere Nazionale dei Commercialisti delegato a “Economia e fiscalità del lavoro”, apparsa oggi su Ipsoa Quotiano in occasione del 15° Forum LAVORO organizzato da Wolters Kluwer in collaborazione con Dottrina Per il Lavoro, che si è svolto oggi a Modena.

Le agevolazioni fiscali producono effetti concreti e misurabili sulla struttura dei bilanci aziendali. La maxi deduzione e gli altri strumenti migliorano la liquidità disponibile, riducono il carico fiscale complessivo e liberano risorse da reinvestire in capitale umano e innovazione. Parallelamente, i commercialisti del lavoro possono contribuire a un cambio di paradigma culturale in azienda, in particolare, in materia di sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro. Il Consigliere Nazionale delegato area lavoro del CNDCEC Aldo Campo anticipa a IPSOA Quotidiano i temi al centro del suo intervento al 15° Forum LAVORO, organizzato da Wolters Kluwer in collaborazione con Dottrina Per il Lavoro, che si svolge a Modena il 25 febbraio 2026.

In che modo i Dottori Commercialisti possono supportare le imprese nel massimizzare l’uso degli incentivi all’assunzione e delle agevolazioni fiscali previsti per il 2026?

La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha introdotto un insieme di incentivi strutturali e nuovi esoneri contributivi pensati per favorire assunzioni stabili e di qualità.

Il contesto normativo lavoristico è nuovamente in una fase di grande mutamento e questo richiede alle imprese e ai loro consulenti un aggiornamento costante e puntuale.

Il commercialista del lavoro è il professionista più indicato a fornire il supporto alle imprese necessario per l’analisi delle agevolazioni applicabili in base al profilo aziendale e alle categorie di lavoratori oltre che per la pianificazione fiscale e contributiva, al contempo, riducendo i rischi di contestazioni con gli enti previdenziali e il fisco.

La novità principale del 2026 è il consolidamento della super-deduzione del costo del lavoro (ai fini IRES/IRPEF). Il commercialista del lavoro aiuterà l’impresa a ottimizzare il calcolo delle deduzioni e alla verifica delle condizioni soggettive e quelle legate alla verifica dell’incremento occupazionale.

Accanto alle agevolazioni di carattere fiscale, si registrano tre misure di esonero contributivo, destinate a sostituire quelle del decreto Coesione, legate all’assunzione di giovani, donne svantaggiate e di disoccupati in area ZES.

Sotto quest’ultimo profilo, dal 1° aprile 2026, cambieranno le regole per chi assume usufruendo di agevolazioni contributive. Il decreto Salute e Sicurezza (D.L. n. 159/2025) ha introdotto un nuovo adempimento a carico dei datori di lavoro privati: prima di procedere all’assunzione, dovranno pubblicare la posizione lavorativa sul Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL).

Ogni errore procedurale, dalla mancata pubblicazione su SIISL alla documentazione incompleta, può comportare la perdita totale degli incentivi e l’applicazione di sanzioni da parte di INPS e Agenzia delle Entrate. La corretta gestione operativa non è solo una formalità bensì il presupposto per trasformare le agevolazioni in benefici concreti.

Considerando l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro, quali sono le principali leve fiscali da considerare per mantenere sostenibili i bilanci aziendali senza compromettere la qualità delle condizioni di lavoro?

Per ridurre il costo del lavoro senza sacrificare la qualità dell’ambiente lavorativo, le imprese dovranno concentrare l’attenzione sulla massimizzazione dell’efficienza fiscale degli strumenti predisposti dall’ordinamento, in un’ottica di superamento della mera logica del “taglio dei costi”.

Le tre leve principali che permettono di ottimizzare il trattamento economico e retributivo dei lavoratori dipendenti contenendo il costo lordo per l’azienda, sono, ad oggi, rappresentate dal c.d. welfare aziendale, dalla detassazione dei premi di risultato e dalla “maxi deduzione”.

Le agevolazioni fiscali producono effetti concreti e misurabili sulla struttura dei bilanci aziendali. La maxi deduzione e gli altri strumenti migliorano la liquidità disponibile, riducono il carico fiscale complessivo e liberano risorse da reinvestire in capitale umano e innovazione.

Parallelamente, i commercialisti del lavoro possono contribuire a un cambio di paradigma culturale in azienda, in particolare, in materia di sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro. La formazione per la sicurezza non deve essere interpretata soltanto come un obbligo normativo, ma come una strategia che garantisce un risparmio concreto all’impresa. Ogni euro investito in sicurezza può triplicare i benefici economici per l’azienda in termini di riduzione dei costi e miglioramento della produttività.

La legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità fiscali e contabili che incidono direttamente sul reddito d’impresa. Quali sono, a suo avviso, le misure più rilevanti per le aziende e quali criticità interpretative dovranno affrontare i Dottori Commercialisti nel supportare correttamente i contribuenti?

La legge di Bilancio 2026 introduce modifiche strutturali che interessano direttamente imprese, professionisti e contribuenti italiani. L’impianto normativo agisce su più fronti: reddito d’impresa, tassazione degli investimenti, regime delle plusvalenze e adempimenti contabili

Il ritorno dell’iperammortamento rappresenta una delle misure più attese dalla comunità imprenditoriale. La maggiorazione del costo di acquisizione fino al 180% per beni strumentali nuovi incentiva fortemente la modernizzazione dei processi produttivi, con un orizzonte temporale agevolato che si estende fino al 30 settembre 2028. L’elemento di criticità resta connesso alla complessità burocratica e alla pluralità delle comunicazioni necessarie per l’accesso e per il mantenimento del beneficio.

Per quanto concerne il regime di tassazione delle plusvalenze da beni strumentali e patrimoniali, l’eliminazione della rateizzazione comporta una concentrazione del carico fiscale nell’esercizio di realizzo, richiedendo una pianificazione fiscale molto più accurata rispetto al passato.

La legge di Bilancio 2026, inoltre, offre alle imprese la possibilità di affrancare le riserve e i fondi in sospensione d’imposta al 31 dicembre 2024 mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva agevolata al 10%. Si tratta di un’opportunità strategica per ridurre il potenziale carico fiscale futuro legato alla distribuzione di tali riserve.

Per quanto concerne, invece, la revisione delle aliquote IRPEF, ferma restando la riduzione delle aliquote per il ceto medio, l’attenzione sarà rivolta alla corretta pianificazione fiscale per i soci imprenditori e i contribuenti con redditi misti.

Infine, l’elemento di maggiore criticità potrebbe essere riscontrato nel nuovo regime di tassazione dei dividendi e delle plusvalenze per i soggetti IRES (imprese e holding). Il nuovo impianto normativo vede modificato radicalmente il precedente regime di participation exemption (PEX). L’esenzione generalizzata viene sostituita da un meccanismo a “doppia soglia” che penalizza le partecipazioni di minoranza, introducendo una distinzione tra partecipazioni “qualificate” (sopra la soglia) e “non qualificate” (sotto la soglia).

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