“Il comunicato diffuso oggi dalla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali (CNPR), relativo ad alcuni aspetti del disegno di legge delega di riforma dell’Ordinamento dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, contiene osservazioni del tutto prive di fondamento e pretestuose, che favoriscono una lettura distorta delle previsioni contenute nella proposta di riforma stessa”. È quanto afferma in una nota il Consiglio nazionale della categoria professionale.
“La misura contestata, ossia la possibilità di svolgere l’intero tirocinio per l’iscrizione alla sezione A dell’albo durante la laurea magistrale, non ha alcun impatto sulla tenuta del sistema previdenziale” afferma il Consiglio nazionale. “Si tratta infatti di un intervento pensato unicamente per ridurre i tempi di accesso alla professione, in linea con gli obiettivi europei di favorire l’occupazione giovanile e per incentivare le nuove generazioni a intraprendere il percorso professionale, oggi caratterizzato da barriere temporali ed economiche che ne riducono l’attrattività”.
“Anche l’accusa di penalizzazione degli iscritti alla sezione B”, sottolineano i commercialisti “è del tutto priva di fondamento”. “Gli studenti che intendono iscriversi alla sezione B non possono svolgere l’intero tirocinio contestualmente agli studi per una ragione tecnica evidente: al momento dell’avvio non hanno ancora conseguito la laurea triennale, requisito minimo per l’iscrizione. Ogni norma che non tenga conto di questo dato di fatto incorrerebbe nel rischio di incostituzionalità”. Dal Consiglio nazionale precisano che “resta comunque garantita per gli esperti contabili la possibilità di usufruire dei sei mesi di tirocinio anticipato durante l’ultimo anno del percorso di studi, come stabilito dal DPR 137/2012. Ne consegue che non esiste alcuna disparità normativa, bensì un diverso momento di attivazione del tirocinio legato al titolo accademico posseduto”.
“Del tutto infondato” per i vertici della categoria, anche “il timore che la misura possa generare un “default” della Cassa”. “L’anticipo del tirocinio non incide in alcun modo sui flussi contributivi, che decorrono esclusivamente dall’iscrizione effettiva all’albo e dall’avvio dell’attività professionale. La base demografica degli iscritti alla sezione B non viene ridotta dalla riforma, poiché i percorsi universitari e i relativi sbocchi professionali rimangono invariati, autonomi e alternativi. Attribuire a un intervento ordinamentale finalizzato all’accelerazione dell’accesso alla sezione A responsabilità previdenziali è dunque un errore logico e tecnico”.
“Il vero obiettivo della riforma era e resta quello di rendere la professione più competitiva, attrattiva e moderna, senza alcuna conseguenza negativa sugli equilibri previdenziali.
Le affermazioni della Cassa Ragionieri, oltre a non trovare riscontro giuridico o attuariale, finiscono per ostacolare un intervento necessario a rafforzare la categoria, soprattutto nel ricambio generazionale. Spiace constatare, tuttavia, che tali prese di posizione lasciano trasparire le difficoltà di tenuta dell’istituto previdenziale stesso: difficoltà che potrebbero concretizzarsi nel rischio di non poter garantire nel lungo periodo la piena sostenibilità delle prestazioni e dei diritti maturati dai colleghi indipendentemente dal processo di riforma in corso”.
“Di fronte a osservazioni tanto pretestuose quanto infondate – prosegue la nota – non possiamo che respingerle con decisione, limitandoci al piano tecnico. È infatti evidente che l’unico scopo di tali strumentalizzazioni politiche sia quello di generare confusione, alimentare la polemica e tentare di far naufragare la riforma, a discapito dei 120.000 colleghi che da essa trarranno beneficio. Si ricorda, peraltro – ed è sorprendente doverlo ribadire – che si tratta di una legge delega: il testo definitivo, con le eventuali integrazioni e correzioni, sarà come ovvio discusso e valutato in Parlamento, nella sede propria del confronto democratico“.
“Di fronte a questo tentativo di generare confusione e di fronte ad una tale opera di disinformazione, ringraziamo con forza il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro della giustizia Nordio, il quale ha oggi ribadito con chiarezza la volontà del governo di approvare questa tanto attesa riforma. Così come ringraziamo la maggioranza assoluta delle associazioni di categoria più rappresentative che hanno voluto oggi esprimere pubblicamente il loro sostegno ad una riforma giudicata necessaria per tutta la nostra comunità professionale”.


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